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	<title>TripMagazine</title>
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	<link>http://tripmagazine.tripcentre.org</link>
	<description>Rivista di viaggi indipendenti e disorganizzati</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 May 2010 16:12:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Da Kanom ad Hat Yai</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/05/13/da-kanom-ad-hat-yai/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 16:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci svegliamo all’alba per ammirare il sorgere del sole. Semplicemente spettacolare. A farci compagnia ci sono dei pescatori e qualche vecchietto che cammina curvo sulla spiaggia. Dopo avere fatto un bel po’ di foto, prepariamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="attachment_1189" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Songkhla-Zoo-for-web1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1189" title="Songkhla Zoo" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Songkhla-Zoo-for-web1-200x300.jpg" alt="Songkhla Zoo" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Songkhla Zoo</p></div>
<p>Ci svegliamo all’alba per ammirare il sorgere del sole. Semplicemente spettacolare. A farci compagnia ci sono dei pescatori e qualche vecchietto che cammina curvo sulla spiaggia. Dopo avere fatto un bel po’ di foto, prepariamo le nostre cose e ci mettiamo in viaggio.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">La zona denominata genericamente come Kanom e’ piuttosto vasta e decisamente bella. Si sta anche sviluppando turisticamente, purtroppo nella direzione di resort di lusso. Si riescono comunqua ancora a trovare alloggi di medio/basso costo, soprattutto se ci si accontenta di una sistemazione a qualche chilometro dal mare, cosa che se si ha la moto non e’ un problema. Due localita’ particolarmente belle comprese in questa zona chiamata Kanom sono Nai Plao Beach e Thong Yi Bay. Visitiamo anche le cascate di Hin Lat. Brutta idea. Un lungo sterrato per ammirare un filo d’acqua. Ammetto che visitare cascate al termine della stagione secca non e’ proprio un’idea brillante&#8230;..</div>
<div id="_mcePaste">La Lonely Planet consiglia di ammirare la vista dalla cima del monte Dad Fa. Dopo una lunga salita, durante la quale sento la mia moto piangere, arriviamo ad un ripetitore, ma niente vista.</div>
<div id="_mcePaste">Arriviamo a Khao Phlai Dam Beach, veramente bella. Una spettacolare strada panoramica conduce a questo angolo di paradiso.</div>
<div id="_mcePaste">Proseguiamo per Thung Sai Beach, Suan Son Beach, Thung Sa La  per arrivare a Nakhon Si Thammarat. Gradualmente le spiaggie si fanno sempre piu’ monotone. Mare pulito e spiaggie deserte, ma dopo aver visto cosi’ tanti paradisi tropicali sono diventato molto esigente&#8230;&#8230;.</div>
<div id="_mcePaste">A Nakhon Si Thammarat troviamo alloggio nel centro della citta’ presso il Muang Thong Hotel, vicino al mercato e alla stazione ferroviaria. 350 baht per aria condizionata, acqua calda, internet wi-fi e televisione satellitare.<span id="more-1188"></span></div>
<div id="_mcePaste">Nella citta’ si respira un’atmosfera diversa dai posti visti fino ad ora. Si vedono piu’ moschee e donne velate. Anche il cibo e’ piu’ vario che in precedenza. La citta’ e’ particolarmente calda, senza un filo di vento.</div>
<div id="_mcePaste">Il giorno sucessivo visitiamo il tempio piu’ importante della citta’ chiamato “Wat Phra Mahatat Woramahavihan”. Carino ma non imperdibile.</div>
<div id="_mcePaste">Riprendiamo la moto e continuiamo verso sud. Per la maggior parte della giornata attraversiamo una lunga striscia di terra, larga circa 10 chilometri, che separa il mare da un grande lago chiamato Talae Luang. I paesaggi non sono particolarmente affascinanti. Passiamo anche per una penisola su questo lago, chiamata Ko Yai, che ho apprezzato per lo spaccato di vita rurale, piu’ che per la bellezza delle coste.</div>
<div id="_mcePaste">Arriviamo in serata a Songkhla, dove per la prima volta alloggiamo presso una  guesthouse consigliata dalla Lonely Planet. Purtroppo pero’ il giorno dopo ci svegliamo alle 4 del mattino ricoperti da minuscole formiche.</div>
<div id="_mcePaste">Nello spirito positivo che contraddistingue questo viaggio, prendiamo questa brutta esperienza come un modo per godere dell’incantevole sorgere del sole che si puo’ ammirare sulla spiaggia di questa piacevola cittadina.</div>
<div id="_mcePaste">Difficilmente mi sentirete definire bella una citta’ Thailandese. A mio giudizio le citta’ Thailandesi sono brutte. Sara’ perche vengo da un Paese dove gran parte delle citta’ sono dei gioiellini architettonici. Ad ogni modo le citta’ Thailandesi in genere sono costruite senza il minimo gusto estetico, mal tenute, sporche, con pesantissimi problemi di traffico anche per cittadine di modeste dimensioni, con poco verde. Non esiste un piano urbanistico. Ognuno costruisce quello che vuole un po’ dove gli pare. Bangkok puo’ avere il fascino perverso della metropoli orientale. Le altre citta’ sono semplicemente brutte.</div>
<div id="_mcePaste">Songkhla si differenzia (insieme a Prachuap Kirikhun) nella sua parte costiera grazie al tanto verde, agli ampi viali con poco traffico, alla poca sporcizia rispetto alla media thailandese, alla bella collina sulla cima della quale si trova un tempio dal quale si puo’ godere di una bella vista sula citta’ e sui “due mari” (il mare ed il lago). Non aspettatevi nemmeno lontanamente la bellezza di Amalfi, ma per una citta’ thailandese non e’ male…..</div>
<div>
<div id="attachment_1190" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Songkhla-Zoo1-for-web.jpg"><img class="size-medium wp-image-1190" title="Songkhla Zoo" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Songkhla-Zoo1-for-web-300x199.jpg" alt="Songkhla Zoo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Songkhla Zoo</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste">Songkhla puo’ anche vantare un bello zoo. Io non sono un amante degli zoo, ma questo, situato in cima ad una collina con bella vista panoramica, mi ha piacevolmente impressionato. Gli animali sembrano tenuti bene, in ampi recinti, circondati da tantissimo verde. Il biglietto e’ molto economico. L’unica cosa e’ che per visitarlo bisogna essere muniti di mezzo proprio, o essere buoni camminatori. Inutile dire che la moto si rivela ancora una volta il mezzo perfetto.</div>
<div id="_mcePaste">In citta’ si nota una forte presenza mussulmana, ma per fortuna gli attentati che affliggono le provincie appena piu’ a sud, qui sono molto sporadici.</div>
<div id="_mcePaste">Troviamo alloggio ad Hat Yai, ad una trentina di chilometri da Songkhla. La citta’ vive attorno alla sua stazione ferroviaria, importante nodo strategico tra il sud e il nord del Paese e tra la Thailandia e la Malesia. Il centro, non a caso accanto alla stazione, e’ zeppo di centri commerciali ed hotel. La citta’ e’ decisamente brutta. Il traffico della mattina allucinante, tanto da ricordarmi Surat Thani. Si vedono pochi occidentali. I turisti sono in prevalenza asiatici (deduco malesi). Ci fermiamo qualche giorno per riposare le nostre stanche membra (e soprattutto fondoschiena) e per informarci su come raggiungere Penang.</div>
<div id="_mcePaste">Un giorno decidiamo di andare a Danok, punto di frontiera con la Malesia ad una cinquantina di chilometri da Hat Yai. L’idea e’ di andare in Malesia in moto. Purtroppo bisogna avere una assicurazione malese per la  moto (che avremmo potuto fare) ed una patente internazionale che non ho.</p>
<div id="attachment_1191" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Temple-in-Nakhon-Si-Thammarat-for-web.jpg"><img class="size-medium wp-image-1191" title="Tempio a Nakhon Si Thammarat" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/05/Temple-in-Nakhon-Si-Thammarat-for-web-200x300.jpg" alt="Tempio a Nakhon Si Thammarat" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tempio a Nakhon Si Thammarat</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste">Decidiamo cosi’ di recarci a Penang in minivan, leggermente piu’ economico del treno e con orari piu’ flessibili.</div>
<div id="_mcePaste">Controllo il contachilometri della moto. Mi sa che ho scazzato alla grande quando ho fatto le previsioni del chilometraggio. Abbiamo gia’ fatto quasi 2000 chilometri, per via del nostro procedere zigzagando lungo le stradine secondarie.</div>
<div id="_mcePaste">Uso i giorni di riposo per caricare alcune delle foto che ho fatto in viaggio su un sito di fotografia microstock. Il sito si chiama Dreamstime e mi piace perche’ ti dicono i motivi per cui le foto non all’altezza vengono rifiutate e questo aiuta moltissimo per migliorare la qualita’ delle tue immagini. Potete vedere alcune foto scattate durante questo viaggio <a title="Foto Thai" href="http://www.dreamstime.com/Fra73_info-resi1970077" target="_blank">qui </a>.<br />
Naturalmente le potete anche comprare.</div>
<div id="_mcePaste">Ho acquistato la mia prima reflex una settimana prima di partire. Ho studiato tanto e i rifiuti ricevuti mi hanno aiutato tantissimo a capire alcuni dei miei errori. Ovviamente ho tanto da migliorare, ma ci sto lavorando. La cosa buona e’ che ho a disposizione luoghi magnifici da immortalare.</div>
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		<title>Costo vita e shopping in Nepal</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/04/09/costo-vita-e-shopping-in-nepal-2/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/04/09/costo-vita-e-shopping-in-nepal-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 17:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Nepal]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto il 19/01/2008 - Aggiornato al 20/02/2010
Il Nepal é forse il paese più economico tra quelli in cui ho viaggiato
Attualmente il Pakistan è senza dubbio il più economico, Nepal ed India sono sui stessi livelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Scritto il 19/01/2008 -<span style="color: #0000ff"> Aggiornato al 20/02/2010</span></h2>
<p>Il Nepal é forse il paese più economico tra quelli in cui ho viaggiato</p>
<p><span style="color: #0000ff">Attualmente il Pakistan è senza dubbio il più economico, Nepal ed India sono sui stessi livelli forse l’India è ancora più economica per cibo e bevande.</span></p>
<p>Purtroppo, e la cosa ovviamente va anche di pari passo, anche uno dei più poveri e carenti in infrastrutture</p>
<p><span style="color: #0000ff">Infrastrutture ancora da dimenticare, strade logorate, pericolose e trascurate, l’elettricità è disponibile poche ore al giorno, poche!, l’acqua è un problema.</span></p>
<p>La moneta locale é la <strong>rupia nepalese</strong>, il cui cambio con l’Euro nel gennaio 2008 é equivalente a <strong>1 Euro =90 rupi</strong>e circa</p>
<p><span style="color: #0000ff">1 € = 100 Npr circa, al 19/02/10<span id="more-1176"></span><br />
</span></p>
<p>In Nepal si viene generalmente per fare trekking sulle montagne ai piedi dell’Himalaya e tutta l’<strong>attrezzatura sportiva</strong> é conveniente comprarla in loco. Sappiate che al 90% comprerete falsi, ma anche se la vostra giacca a vento non é un’autentica North Face (quindi sarebbe più corretto dire che si tratta di una <strong>North Fake</strong> eheheh), non é detto che i materiali con cui sono fatti siano molto peggiori. A volte, anche se é difficile riconoscere la qualità  nei vari negozi che sembrano tutti uguali, si tratta di prodotti che arrivano dalle stesse fabbriche in cui vengono prodotti gli originali.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Confermo fabbriche cinesi e koreane, stessa qualità negozi nelle nostre città ma il prezzo un trentesimo anche se tendono a salire.</span></p>
<p>Purtroppo, ma questo é un altro paio di maniche di pile.</p>
<p>Eccovi alcuni esempi di spesa:</p>
<p><strong>Dormire</strong> : 300-600 rupie a notte. Consiglio la Kathmandu Peace Guest House in Thamel con doccia calda e tv satellitare e la Schenchen (le cui camere partono però da 800 rupie), situata all’interno del White Monastery in Bouda, il quartiere dei tibetani.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Oppure in Kathmandu:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">-Yellow House, stessa strada zona </span><strong><span style="color: #0000ff">paknajol </span></strong><span style="color: #0000ff">(ce ne sono 4 o 5, prezzi simili), di fronte la Peace Guest House, stanze da 300 a 500 Npr, pulite, carine, con bagno o senza, giardino e terrazzi, generatore per corrente e ristorante discreto, personale simpatico e disponibile, gestito da coppia svizzero nepalese non proprio simpatica ma…</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">-Nippon Guest House a freak street, da 300 a 1000 Npr per camera, 225 contrattate alla Totò, stanze nuove pulite e con bagno in camera (nella stessa strada Guest da 160 a 200, tipo l’Orient G.H., scelta personale…);</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">-Souvenir Guest House, est Thamel non di lusso ma prezzi da 250 a 500, contrattare;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">-Nana Hotel, girone centrale Thamel stanza con letto matrimoniale da 250 a</span><span style="color: #0000ff"> 500 Nrp tutte con bagno in camera e free </span><em><span style="color: #0000ff">wi fi,</span></em><span style="color: #0000ff"> il massimo trovato personalmente, unico problema l’acqua dei serbatoi non proprio linda ma…</span></p>
<p>Mi ha deluso un po’ invece la Yeti Guest House di Pokhara (300 rupie).</p>
<p><span style="color: #0000ff">Pokhara:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Pokhara Palace Hotel, girare nella via del</span><em><span style="color: #0000ff"> caffe concerto</span></em><span style="color: #0000ff"> inizio lungo lago, superare la Giri G.H., anch’essa discreta, e si trova sulla destra</span><em><span style="color: #0000ff">, </span></em><span style="color: #0000ff">nuovo, camere pulite con bagno, asciugamano e tv,  da 300 a 500 Npr, camere singole, doppie e triple molto convenienti, famiglia nepalese cordiale e disponibilissima miniera di info per trekking fai da te e discreto ristorante, ma ci sono anche Guest decenti da 200 rupie.</span></p>
<p><strong>Mangiare</strong>: un colazione turistica costa sulle 100-150 rupie, un pranzo in un ristorante locale costa sulle 20-40 rupie, in un ristorante turistico spenderete facilmente una cifra dieci volte superiore. Straconsigliato il <strong>Moondance</strong> a Pokhara, ottimo anche il Third Eye in Thamel.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Straconsigliato non mangiare in questi luoghi specialmente sul lungo lago di Pokhara, camminare verso la stazione dei turist bus, Damside per capirci, girare a sinistra all’incrocio e seguire la strada, ristorantini deliziosi da 25 a 50 Npr per pasto con acqua gratis o birra a prezzo nepalese; sempre qui internet a 30 rupie a differenza delle 100 di tutti i &#8220;point&#8221; del lake side, TUTTI!!!!</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Ho trovato una connessione hotspot gratuita bassa connessione ma ok, solo che dopo 2 giorni mi hanno chiesto il login, da capire..;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Thamel: scendere nella zona di <em>Jyatha</em>, o viuzze ad est di Thamel o nelle vie della piazzetta del <em>Nateshwar temple</em>, solo cucina locale ovviamente, ottima, squisita ed economica, sul cibo mi impunto perché a mio avviso è parte imprescindibile di ogni viaggio, solo locale sempre, tranne chi  non può ovviamente, in più aiuto concreto a piccoli nuclei familiari!</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Poi sono tutti gentili curiosi e quasi nessuno tenta di fregarti, rimangono un po’ increduli nel vederti a volte ma è splendido.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">C’è da camminare un pochino vero, ma che cacchio si viaggia a fare?</span></p>
<p><strong>Trasporti:</strong> il bus turistico da Kathmandu a Pokhara l’ho pagato 280 rupie.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Ora costa 350 Npr ma se preghi, piangi o ti sei fatto qualche amico nepalese come me, 300 prezzo per nepalesi, i bus pubblici che adoro specialmente per il viaggio </span><em><span style="color: #0000ff">on the roof</span></em><span style="color: #0000ff"> sono sempre più pericolosi, vedere reperti su strade, però economici 160-200.</span></p>
<p>Evitate gli autobus della Greenline <span style="color: #0000ff">(odiosi)</span>, che costano ben 15 dollari usa, e in più vi offrono solo il pranzo a bordo. In aereo il viaggio sarebbe costato 80$ Usa.</p>
<p>Una corsa in <strong>taxi</strong></p>
<p>dall’aeroporto a Thamel l’ho pagata 250 rupie, ma erano le 6 del mattino e mi sono fidato del proprietario della Guest House. Facile spuntare meno in altre situazioni. Meglio contrattare piuttosto che andare a tassametro: sono andato 3 volte da Bouda a Thamel per 120 rupie contrattate, l’unica volta che sono andato a tassametro ne ho spesi 180.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Preso solo una volta con un cuoco nepalese dalla stazione dei bus a Thamel, pochi km 150 Npr mai più, ed ero con uno di Kathmandu!</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Spostarsi da a ovunque con i mini van, urlare la destinazione e pregare che capiscano, cmq tutti ti aiutano.</span></p>
<p><strong>Internet</strong>: costa 20-30 rupie all’ora ma trovare un posto con una connessione decente e computer non troppo antiquati é purtroppo ancora un’impresa.</p>
<p><span style="color: #0000ff">Thamel dalle 60 alle 100 Npr, maggiormente 100, nella piazzetta del <em>Nateshwar temple</em> dalle 25 alle 40, freak street da 15 a 30, (Pokhara vedere sopra) connessioni perfette, alcuni con </span><em><span style="color: #0000ff">wi fi</span></em><span style="color: #0000ff">, pc nuovi, camminare.</span><strong> </strong></p>
<p><strong>Abbigliamento</strong>: I posti principali per lo <strong>shopping</strong>, non solo quelli dell’attrezzatura sportiva, sono il quartiere turistico di Thamel in Kathmandu, oppure il lungolago di Pokhara, in cui potrete trovare generalmente prezzi più bassi</p>
<p><span style="color: #0000ff">Non più, Pokhara è in assoluto più costosa di Thamel per tutto specialmente abbigliamento, consiglio girare piccoli negozietti fuori Thamel che normalmente riparano usati e vendono nuovi, i prezzi sono ancora come da te descritti ma quando ci sono i saldi, spesso, si dimezzano; anche altre cose come ad esempio birre, tabacco, cartine e filtri (per sigarette) per me disgraziato alcolista-fumatore, prezzi più elevati del 30%, non sperare in Pokhara!</span></p>
<p>Fondamentale naturalmente contrattare<span style="color: #0000ff"> (piangere e disperarsi anche, contrattare è fondamentale ovunque, anche con te stesso…)</span> , anche se in Thamel non é facile (si può).<br />
Giacca a vento con pile staccabile finta North Face 1800 rupie<br />
Wind Stopper Hard Mountain (brand nepalese che produce roba di ottima qualità ): 1500 rupie<br />
Pantaloni Pile: 200 rupie<br />
Pile doubleface: 500 rupie<br />
Cappelli lana: 90 rupie<br />
Guanti: 180 rupie</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Prelievo</span></strong><span style="color: #0000ff"> </span><strong><span style="color: #0000ff">ATM</span></strong><span style="color: #0000ff">:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">10.000 Npr limite massimo di prelievo in tutti gli atm, ma se andate nella sede centrale della Standard Chartered (4 minuti di cammino nord Thamel) al secondo atm appena entrate il limite è di 40.000!!!!</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Commissioni risparmiate&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Aggiornato da Andrea.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Da Chumphon a Kanom</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/03/30/da-chumphon-a-kanom/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 11:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lasciamo Chumphon e continuiamo il nostro percorso lungo la costa.
Poco traffico scenari incantevoli e chilometri di spiaggie deserte.
Il percorso é: Ban Kron – Klong Chum – Tha Hin – Sai Ri Sawi– Aruno Tai– Ko [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1164" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/fra-e-tomu.jpg"><img class="size-medium wp-image-1164 " title="Fra e Tomu in Thailandia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/fra-e-tomu-300x200.jpg" alt="Fra e Tomu in Thailandia" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Fra e Tomu in Thailandia</p></div>
<p>Lasciamo Chumphon e continuiamo il nostro percorso lungo la costa.<br />
Poco traffico scenari incantevoli e chilometri di spiaggie deserte.</p>
<p>Il percorso é: Ban Kron – Klong Chum – Tha Hin – Sai Ri Sawi– Aruno Tai– Ko Pitak – Pak Nam Lang Suan – Lang Suan.</p>
<p>Si tratta di piccole localita’ lungo la costa, alcune delle quali hanno hotel o guesthouse.<br />
Con mia sorpresa noto anche alcuni occidentali, la maggior parte dei quali anziani ma con gusti eccellenti nella scelta della localita’ di villeggiatura.</p>
<p>Scegliamo di dormire a Lang Suan che non e’ sul mare e alloggiamo nell’unico hotel della cittadina, frequentato da camionisti e da gente in viaggio.<br />
250 baht per una stanza con ventilatore. Posto semplice e senza troppe pretese ma con la particolarita’ di avere una addetta alla reception cosi’ scorbutica che al suo confronto Mourinho sembra un simpaticone.<br />
Se alloggiate li state attenti, ho l’impressione che possa mordere!!!<span id="more-1163"></span></p>
<p>A pochi passi dall’hotel si trova il mercato dove, fra le altre cose, ho mangiato la migliore zuppa che abbia mai provato per soli 30 baht.</p>
<p>Ho notato anche che un numero incredibilmente elevato di ciclisti rispetto alla media thailandese.</p>
<p>Il giorno seguente riprendiamo la strada che passa lungo la costa e passiamo per Phumriang, Chaiya, Thachang, Lee Led, per arrivare dopo 200 chilometri a Surat Thani.</p>
<p>I posti continuano ad essere deserti ma le spiaggie diventano un po’ anonime.</p>
<p>Surat Thani e’ una citta’ piuttosto grande (circa 100 000 abitanti) lungo le rive del fiume Tapi.</p>
<p>Ho avuto subito una bruttissima impressione del posto. Il traffico e’ pazzesco.<br />
Non puo’ ovviamente essere ai livelli di Bangkok, ma e’ pur sempre incredibile per una citta’ di queste dimensioni. Ad aggravare il tutto c’e’ anche il fatto che gli autisti e i motociclisti guidano come pazzi assassini e suicidi. Non sanno guidare ma corrono più che possono ignorando chiunque altro si trovi sulla strada. Ovviamente, come nel resto della Thailandia i motociclisti non mettono la freccia prima di girare e ignorano me che invece la uso.<br />
La tecnica nel resto del paese e’ in genere quella di mettere il braccio fuori, un po’ come quando si fa in bici per indicare che si ha intenzione di svoltare. In questa simpatica città invece nessuno indica niente, e se tiri fuori il braccio per indicare che vuoi svoltare, rischi che ti sia portato via.</p>
<p>Per la prima volta in vita mia ho avuto paura di guidare la moto.<a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/statua-buddha-oro-thailandia.jpg"><img class="alignright" title="statua buddha d'oro in thailandia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/statua-buddha-oro-thailandia-199x300.jpg" alt="statua buddha d'oro in thailandia" width="199" height="300" /></a></p>
<p>Troviamo un hotel con aria condizionata, acqua calda, internet wi fi e TV via cavo per 400 baht.</p>
<p>Usciamo a piedi a cercare un posto dove mangiare.</p>
<p>I minuscoli marciapiedi sono spesso impercorribili per via dei venditori ambulanti e delle moto parcheggiate. Bisogna camminare sul ciglio della strada facendo attenzione ai criminali motorizzati che sembrano non vederti. La legge sembra essere: o ti scansi o sei morto!!!</p>
<p>Troviamo un ristorante e prendo una zuppa che mi ha dato subito l’impressione di essere come il resto della città.</p>
<p>Tornati in albergo mi rifiuto di andare a visitare il mercato, come invece vorrebbe Tomu, o di mettere piede fuori dell’albergo. Non aspetto altro che di ripartire il giorno dopo.</p>
<p>Il destino ha pero’ in serbo altri piani. Mi sveglio nel cuore della notte con febbre alta, dissenteria e nausea. Maledetta zuppa!!!!!</p>
<p>Non posso fare altro che restare a letto sperando di riprendermi il prima possible.<br />
Fortunatamente dopo 24 ore mi sento meglio e possiamo ripartire, giurando di non tornare più a Surat Thani.</p>
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</p>
<p>Ovviamente uscire dal traffico di Surat Thani non e’ un’impresa piacevole e dopo di che ci tocca seguire la superstrada 4, dove i locali continuano a tenermi molto impegnato nell’ardua missione di rimanere in vita, grazie al loro particolarissimo modo di guidare.</p>
<p>Arriviamo miracolosamente illesi a Don Sak dove si trovano i moli dai quali ci si imbarca per Ko Samui e finalmente troviamo stradine secondarie con poco traffico e che costeggiano il mare.</p>
<p>I posti riprendono ad essere stupendi, ai livelli della costa vicino Chumphon.</p>
<div id="attachment_1166" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/fra-fotografo-in-thailandia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1166 " title="fra fotografo in  thailandia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/fra-fotografo-in-thailandia-225x300.jpg" alt="fra fotografo in  thailandia" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">fra fotografo in  thailandia</p></div>
<p>Passiamo per Lame Pra Thap, Thongnot Bay, Kwang Phao Bay, Thong Ching Bay, Mu Ko Talay Tai National Park e arriviamo in una zona conosciuta come Kha Nom o Kanom e per la prima volta decidiamo di dormire sulla spiaggia invece che nella città.</p>
<p>Per 400 baht troviamo un bungalow a Kwang Phao Bay.  La baia e’ bellissima ma il bungalow di legno e’ infestato di scarafaggi e troviamo persino un ragno velenoso. Nella citta’ di Kanom invece avremmo potuto dormire in un bungalow di muratura per 250 baht.</p>
<p>L’esperienza ci insegna che e’ meglio dormire nelle località piu’ grandi e non sul mare visto che il rapporto qualita’- prezzo degli alloggi e’ molto migliore, e che dopo tutto con la moto raggiungi il mare in 10 minuti.</p>
<p>Ad ogni modo la bellezza dei posti e il fatto di non essere piu’ a Surat Thani mi fa andare a dormire sereno.</p>
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</p>
<div id="attachment_1169" class="wp-caption aligncenter" style="width: 294px"><a title="mappa del viaggio in moto in Thailandia" href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;oe=UTF8&amp;num=200&amp;start=13&amp;msa=0&amp;msid=109252907811192467829.000482caed811e1a81c95&amp;ll=9.849804,99.975586&amp;spn=5.442591,9.711914&amp;z=7" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1169" title="mappa viaggio moto thai" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/03/mappa-viaggio-moto-thai.jpg" alt="mappa viaggio moto thai" width="284" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere la mappa del viaggio in moto!</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Da Pattaya a Chumphon</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/02/27/in-moto-da-pattaya-a-penang-o-quasi-da-pattaya-a-chumphon/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[chumpon]]></category>
		<category><![CDATA[pattaya]]></category>
		<category><![CDATA[penang]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronti, partenza, via.
Alle 3 del mattino del 13 febbraio si parte da Pattaya. Partiamo nel cuore della notte per evitare il traffico di Bangkok. Dopo 340 chilometri arriviamo a Cha Am. Si tratta solamente una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1156" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/Pak-Nam-Pran2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1156" title="Pak Nam Pran" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/Pak-Nam-Pran2-300x199.jpg" alt="Pak Nam Pran" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Pak Nam Pran</p></div>
<p>Pronti, partenza, via.</p>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Alle 3 del mattino del 13 febbraio si parte da Pattaya. Partiamo nel cuore della notte per evitare il traffico di Bangkok. Dopo 340 chilometri arriviamo a Cha Am. Si tratta solamente una tappa di trasferimento. Nulla di interessante nel tragitto (anche se la costa da Pattaya a Chonburi non e’ male di giorno).</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Prevedo che questa sia stata la tappa piu’ brutta del viaggio, ma e’ comunque riuscita, visto che siamo usciti indenni da Bangkok, la quale puo’ essere un vero incubo se la si vuole attraversare di giorno in moto.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Sconsiglio vivamente Cha Am, a meno che non si voglia vedere di persona quanto pacchiani possano essere i thailandesi ricchi in vacanza. Arrivano su enormi SUV da Bangkok nel week end e noleggiano orribili tandem per 4 persone, color rosa, scorazzando su questi per l’anonimo (per non dir brutto) lungomare.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Il giorno dopo passiamo Hua Hin (brutta copia di Pattaya) e ci addentriamo verso stradine secondarie lasciando ai sfreccianti SUV la mitica Phetkasem Road, la principale arteria di collegamento da Bangkok al sud della Thailandia.<span id="more-1155"></span><br />
</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Improvvisamente dall’incubo al sogno. Passiamo attraverso paesaggi incontaminati, paesini sperduti, tantissimo verde, spiaggie chilometriche deserte. Tocchiamo Pak Nam Pran, Khao Sam Roi Yod National Park, Ban Bo Nok, Ao Noi, Ao Prachuab ed altri luoghi sperduti di cui ignoro il nome, ma di una bellezza incredibile. A volte capita di fare strade sterrate. Arriviamo a  Prachuab Kiri Khun, tranquilla cittadina sul mare che consiglio. Qui si trovano stanze con ventilatore e bagno in stanza per 250 bath presso Cum Chao Lai Hotel. Aria condizionata, acqua calda, TV via cavo, internet wi-fri e prima colazione per 450 in un’altro posto. 183 i chilometri di giornata.</span></div>
<div><span style="font-weight: normal"><br />
</span></div>
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</span></div>
<div><span style="font-weight: normal"><br />
</span></div>
<div><span style="font-weight: normal">Il giorno seguente saliamo i quasi 400 gradini per andare a visitare il tempio di Khao Chong Kra Chok a Prachuab Kiri Khun. Il tempio di per se non e’ niente di speciale ma la vista e’ spettacolare. Consiglio di non portare nulla con se per via delle scimmie piuttosto aggressive che si incontrano lungo la salita. Tomu e’ stata aggredita da una di queste che le ha rubato una bottiglia d’acqua.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Risaliamo in moto e continuamo ad evitare Phetkasem Road piu’ che possiamo. Passiamo per Ao Manao, Ao Klong Wan, Hat Wa Kaw Beach, Ao Maka, Hat Laem Kum Beach, Wat Tang Sai Temple, Hat Sai Kaew Beach, Phrabudhamahachedi Pakdiprakad Temple, Hat Ban Krut Beach, Hat Bo Thong Lang Beach, Hat Sombun Beach ed arriviamo a Ao Bang Saphan, dopo 126 chilometri. Troviamo una bellissima stanza con wi-fi per 500 bath presso Im-Suk Hotel.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">I posti che tocchiamo continuano ad essere stupendi.</span></div>
<div id="_mcePaste">
<p><span style="font-weight: normal">La tappa piu’ bella fino ad ora e’ stata pero’ quella che ci ha portato da Ao Bang Saphan a Chumphon. Hat Bang Burd Beach, Sand Dune, Moo Ban Chao Pra Mong, Ma La Kaw Cave, Wat Kaew Pra Sert Temple, Ban Pak Klong, Ban Bang Son, Ban Sa Pli sono i nomi che mi ricordo dei posti visti. Semplicemente incantevoli. Chilometri di spiaggie deserte, mare azzurrissimo e come sfondo pittoresche formazioni carsiche ricoperte da lussureggiante vegetazione. Se non fosse per le spiaggie coralline Phi Phi, per come e’ diventata, si bacierebbe i gomiti per essere come questi posti. Affascinanti sono anche i paesini di pescatori e le strade di campagna che passano accanto a  risaie o che attraversano la giungla.</span></p>
<div id="attachment_1157" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/Francesco.jpg"><img class="size-medium wp-image-1157" title="Francesco" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/Francesco-300x199.jpg" alt="Francesco" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco</p></div>
</div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">A Chumphon si rivedono i farang (i bianchi, che avevamo “lasciato” a Hua Hin) in tragitto verso le sputtanatissime e costosissime (per gli standard locali) isole che si raggiungono da qui in traghetto, non sapendo le meraviglie che si stanno perdendo lungo questa fantastica costa. La cosa buona e’ che gli alloggi sono economici.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">La citta’ di per se non e’ niente di speciale e non e’ sul mare. Ad ogni modo ci fermiamo qui per tre giorni. Dopo aver girato preticamente tutti gli alberghi e le guesthouse della citta’, troviamo un posto eccezionale, l’unico alloggio che mi sento fin’ora di consigliare vivamente: Chumphon Guesthouse (Kae House) Kromluang Soi 1 road, Chumphon, tel. 077502900.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Si tratta di una piccola guesthouse con solo 10 stanze in totale, che si trova in una stradina tranquilla, ma a pochi passi dal centro commerciale della citta’, dal 7/11 e da una miriade di venditori ambulanti che vendono ottimo cibo per poco prezzo. Una posizione invidiabile, considerando che di giorno le strade di questa cittadina sono percorse da pick-up dotati di potenti altoparlanti che sparano musica thailandese a manetta. Qui invece sei vicino al “centro”, ma non senti rumori. Sono a disposizione 3 tipi di camere. Io consiglio le tre al primo piano. Ampie camere in legno in stile thailandese, con bagno in comune dotato di doccia con acqua calda, per 180 baht. Se vi serve internet, potete usare il computer a disposizione (pagando) o per 50 baht richiedere la password per il wi-fi. La password la pagate una volta sola, anche se vi fermate per piu’ giorni.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">La proprietaria e il personale sono giovani e simpatici. La proprietaria in particolare e’ thai/tedesca, parla un ottimo inglese ed ha la passione per le moto. Lei stessa ha fatto parecchi viaggi in moto per la Thailandia.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">L’atmosfera che si respira in questa tipica guesthouse da backpackers (nel senso migliore del termine), e’ quella di relax assoluto, il massimo del chill out.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Si possono incontrare anche altri viaggiatori e persone interessanti. Proprio qui ho conosciuto Drew, un ragazzo americano che sta facendo Bali-Saigon in bicicletta. Parliamo tutta la sera. Io gli do qualche dritta sul percorso che lo aspetta in territorio thailandese e lui mi racconta del suo viaggio, specialmente del tratto in Indonesia. Mi dice che il tempo non e’ stato per niente clemente. Pioggia in continuazione. Mi racconta di come dopo aver pedalato tutto il giorno si fermava fradicio in un villaggio sperduto, chiedendo di un hotel o una guesthouse e di come la maggior parte delle volte la gente lo ospitava a casa sua, o di come una volta abbia dormito in un ristorante (ovviamente sempre senza pagare).<br />
Un bel messaggio su come i “pericolosi” mussulmani trattano i “nemici infedeli imperialisti” americani.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">In questi tre giorni, oltre a riposarci un po’ visitiamo anche la bella costa ache si trova ad una quindicina di chilometri da Chumpon.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Consiglio per tutti, specialmente per chi e’ diretto a Ko Samui, Ko Tao e Ko Pa Ngan: fermatevi qualche giorno a Chumpon, noleggiate una moto (200 baht al giorno presso Chumphon Guesthouse (Kae House) e se trovate a meno ancora meglio) e visitate la costa. 50 chilometri a nord e 50 a sud della citta’. Non ve ne pentirete.</span></div>
<div id="_mcePaste"><span style="font-weight: normal">Alla prossima……</span></div>
<p><strong><span style="font-weight: normal"><br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In moto da Pattaya a Penang (o quasi)</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/02/09/in-moto-da-pattaya-a-penang-o-quasi/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[pattaya]]></category>
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		<description><![CDATA[
Molti che, come me, vivono piu’ o meno stabilmente in Thailandia sono abituati a fare i cosiddetti “border run”o “visa run”. In pratica ogni 3 mesi molti farang (come sono comunemente chiamati i bianchi qui) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="attachment_1152" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/moto-thailandia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1152 " title="in moto in thailandia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2010/02/moto-thailandia-300x275.jpg" alt="in moto in thailandia" width="300" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">in moto in thailandia</p></div>
<p>Molti che, come me, vivono piu’ o meno stabilmente in Thailandia sono abituati a fare i cosiddetti “border run”o “visa run”. In pratica ogni 3 mesi molti farang (come sono comunemente chiamati i bianchi qui) devono recarsi fuori dal regno per estendere il proprio visto o per procurarsene uno presso un’ambasciata o consolato thailandese.</p></div>
<div id="_mcePaste">Tutto cio’ e’ visto da molti come un noioso ed inutile sperpero di denaro. In pratica si finisce sempre per pagare piu’ il viaggio che il visto in sé, soprattutto ora che i visti turistici per la Thailandia sono gratis.</div>
<div id="_mcePaste">Ci sono agenzie che da varie localita’ del paese organizzano border run in minivan, che in giornata ti portano al piu’ vicino posto di frontiera, espletano le formalita’ burocratiche per te e ti riportano a casa in giornata.</div>
<div id="_mcePaste">Anche chi va in ambasciata a richiedere un visto, in genere si ferma nel posto solo il minimo necessario (in genere 2 giorni e una notte).<span id="more-1150"></span></div>
<div id="_mcePaste">Inutile dire che in questo modo il viaggio perde il proprio fascino e diventa un fastidio.</div>
<div id="_mcePaste">Il 2 marzo scade il mio visto e saro’ costretto a richiederne uno nuovo presso un’ambasciata o un consolato thailandese.</div>
<div id="_mcePaste">Questa volta pero’ ho deciso di trasformare il fastidio in divertimento.</div>
<div id="_mcePaste">Ho deciso di recarmi a Penang, in Malesia, in moto, partendo da Pattaya dove vivo. Mia moglie Tomu (da poco sposata) verra’ con me. Sara’ un po’ viaggio di nozze, un po’ regalo di compleanno per entrambi (lei 6 io 10 febbraio), un po’ regalo di San Valentino e un po’ visa run.</div>
<div id="_mcePaste">In teoria il viaggio dovrebbe durare circa un mese e mezzo.</div>
<div id="_mcePaste">Una quindicina di giorni per arrivare al sud della Thailandia percorrendo la costa delle Andamane.</div>
<div id="_mcePaste">Poi lascieremo la moto da qualche parte vicino al confine e andremo a Penang in treno per richiedere il mio nuovo visto. Nel frattempo visiteremo l’isola con una moto noleggiata sul posto.</div>
<div id="_mcePaste">Successivamente ci recheremo a Langkawi e passeremo qualche giorno li per poi tornare in traghetto a Satun, in Thailandia.</div>
<div id="_mcePaste">Da li cercheremo di recuperare la moto e torneremo in dietro lungo la costa occidentale del Golfo della Thailandia.</div>
<div id="_mcePaste">Ovviamente si tratta di un itinerario di massima. Durante il percorso valuteremo bene dove andare e quanto fermarci nelle varie localita’.</div>
<div id="_mcePaste">Il bolide che useremo per il viaggio e’ la mia Honda Wave 125, con gia’ 27000 chilometri sulle spalle, che cerchero’ di modificare per aggiungere un portapacchi. Per l’occasione ho cambiato le gomme e l’olio. Il mio meccanico di fiducia dice che non dovrei avere problemi. Speriamo bene.</div>
<div id="_mcePaste">Penso che la lunghezza totale del viaggio sara’ di oltre 2000 chilometri.</div>
<div id="_mcePaste">Lo scopo principale del viaggio e’ quello di esplorare zone di Thailandia ancora non troppo contaminate dal turismo di massa. La liberta’ di movimento che ti da la moto e il fatto che non avremo problemi nel comunicare con la gente, visto che Tomu e’ thailandese, di sicuro aiuteranno. Ovviamente pero’ ci fermeremo anche nelle migliori localita’ turistiche della terraferma.</div>
<div id="_mcePaste">Tenderemo ad evitare le isole principalmente per i costi, ma forse faremo una cappatina su un paio delle piu’ meritevoli a nostro giudizio.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Costo del viaggio</strong></div>
<div id="_mcePaste">Per aggiungere un portapacchi alla moto spendero’ circa 1000 baht.</div>
<div id="_mcePaste">La benzina che uso per la mia moto costa circa 36 baht al litro.</div>
<div id="_mcePaste">La moto fa circa 40 chilometri con un litro.</div>
<div id="_mcePaste">Costo carburante per 2000 km=1800 baht.</div>
<div id="_mcePaste">Il tetto massimo di spesa per gli alloggi sara’ di 500 baht a notte. Spero di riuscire a tenere una media di 350 baht a notte.</div>
<div id="_mcePaste">Considerando che forse a Penang saremo ospiti dal Monkey, calcoliamo 350X40=14000 baht per l’alloggio.</div>
<div id="_mcePaste">In piu’ c’e’ da considerare il treno da Hat Yai a Butterworth, il traghetto da Penang a Langkawi, quello da Langkawi a Satun e l’autobus da Satun ad Hat Yai. Il tutto credo con circa 2000 baht.</div>
<div id="_mcePaste">Spesa totale viaggio preventivata di circa 19000 baht, equivalenti a 400 euro.</div>
<div id="_mcePaste">Non includo le spese per mangiare o altre necessita’, perche’ dovremmo pagarle ugualmente se stessimo a Pattaya.</div>
<div id="_mcePaste">Cerchero’ di tenere il conto di quanto spendero’ realmente. Potrebbe essere utile per qualcuno che voglia fare un viaggio simile.</div>
<div id="_mcePaste">Da quello che mi ricordo anche Bettinelli comincio’ cosi’. Forse e’ di buon auspicio&#8230;&#8230;</div>
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		<item>
		<title>In treno dalla Thailandia alla Malesia (e viceversa)</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/01/30/in-treno-dalla-thailandia-alla-malesia-e-viceversa/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2010/01/30/in-treno-dalla-thailandia-alla-malesia-e-viceversa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 11:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[malesia]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi vuole spostarsi dalla Thailandia alla Malesia (o viceversa) via terra, uno dei mezzi migliori e’ il treno Bangkok-Butterworth. Il treno parte tutti i giorni dalla stazione di Hualamphong, a Bangkok, alle 14,45 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Per chi vuole spostarsi dalla Thailandia alla Malesia (o viceversa) via terra, uno dei mezzi migliori e’ il treno Bangkok-Butterworth. Il treno parte tutti i giorni dalla stazione di Hualamphong, a Bangkok, alle 14,45 e arriva a Butterworth alle 11,55 del giorno dopo (esclusi probabili ritardi).</div>
<div id="_mcePaste">Non si tratta certamente di un treno ad alta velocita’, ma e’ comodo ed economico. Per il tragitto Bangkok-Butterworth, sono prenotabili solo cuccette di seconda classe con aria condizionata al prezzo di 1120 e 1210 baht rispettivamente per una cuccetta in alto e in basso. Il treno e’ pulito ed il servizio e’ ottimo per quel prezzo.</div>
<div id="_mcePaste">E’ presente anche una carrozza ristorante dove si puo’ mangiare o bere, anche se i prezzi non sono proprio economici. Conviene portarsi qualcosa da mangiare e bere da casa, o comprare dai venditori ambulanti che salgono durante le fermate.</div>
<div id="_mcePaste">E’ in genere tollerato fumare nel bagno con il finestrino aperto, anche se ufficialmente si tratta di treni non fumatori.</div>
<div id="_mcePaste">Dalla stazione di Butterworth si raggiunge a piedi in 5 minuti il molo da dove partono i traghetti per Penang. Appena usciti dalla stazione si gira a destra e si prende il ponte pedonale che porta al molo.<span id="more-1042"></span></div>
<div id="_mcePaste">In alternativa si puo’ cambiare treno e dirigersi a Kuala Lumpur.</div>
<div id="_mcePaste">Per il tragitto Butterworth-Bangkok, il treno parte tutti i giorni alle 13,45 e arriva a Bangkok alle 9,55 del giorno dopo.</div>
<div id="_mcePaste">Dalla stazione di Hualamphong si puo’ prendere la metropolitana per Sukhumvit Road e Skytrain, o l’autobus (credo il 53) diretto a Khao San Road (o un taxi ovviamente).</div>
<div id="_mcePaste">In alternativa si puo’ scendere alla stazione di Bang Sue e prendere la metropolitana, o alla stazione di Sam Seng, da dove si puo’ prendere un taxi per Khao San Road (circa 80-100 baht)</div>
<div id="_mcePaste">In entrambi i tragitti ci si ferma al punto di frontiera tra Malesia e Thailandia e si scende dal treno per andare ad espletare le formalita’ burocratiche (controllo passaporti).</div>
<div id="_mcePaste">Il treno effettua numerose fermate. In particolare da Surat Thani partono i traghetti per Koh Samui, Koh Tao e Koh Pha-Ngan.</div>
<div id="_mcePaste">Dalla stessa Surat Thani, ma anche da Hat Yai, partono autobus diretti verso la costa delle Andamanne (Krabi, Phuket, ecc.).</div>
<div id="_mcePaste">Se si pensa di viaggiare durante le principali festivita’ thailandesi e’ bene prenotare con largo anticipo onde evitare di sentirsi dire che il treno e’ pieno.</div>
<div id="_mcePaste">Se gli autobus o i minivan vi fanno sentire leggermente claustrofobici (come capita a me), il treno e’ una validissima alternativa, anche se e’ leggermente piu’ lento.</div>
<div id="_mcePaste">Per maggiori informazioni potete visitare <a href="http://www.railway.co.th/English/Time_HTML.asp" target="_blank">questo link</a>.</div>
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		<title>Visto turistico per la Thailandia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[thailandia]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi 5 anni le leggi che regolano la concessione di un visto per entrare in Thailandia sono cambiate numerose volte, generando a volte confusione e disagio ad ignari turisti.
Evitero’ di elencare tutti i cambiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 5 anni le leggi che regolano la concessione di un visto per entrare in Thailandia sono cambiate numerose volte, generando a volte confusione e disagio ad ignari turisti.<br />
Evitero’ di elencare tutti i cambiamenti che sono stati effettuati.<br />
Si  tenga presente che cio’ che scrivo e’ valido oggi, ma che puo’ cambiare da un giorno all’altro senza preavviso.</p>
<p>I cittadini di numerosi paesi, inclusa l’Italia, possono ottenere un ”visto all’arrivo” gratuito al momento del loro ingresso in Thailandia, purche’ in possesso di un passaporto con validita’ di almeno sei mesi dal momento dell’arrivo. La durata di questo visto e’ di 30 giorni se si arriva in aereo, 15 giorni se si entra nel regno via terra. Attualmente si puo’ chiedere questo tipo di visto per un numeno infinito di volte, anche se dopo il quarto ingresso consecutivo, le autorita’ thailandesi vi possono chiedere una prova del vostro reddito, per accertarsi che voi non lavoriate illegalmente nel regno.<br />
Nel caso si arrivi in aereo vi puo’ essere richiesto di mostrare un biglietto aereo in uscita dalla Thailandia entro 30 giorni dall’arrivo. Questo in genere vi viene richiesto quando fate il check in.<br />
Questo visto puo’ essere esteso per un periodo di 7 giorni presso uno dei molti uffici immigrazione sparsi per il paese, pagando 1900 baht (circa 40 euro), purche’ si abbia un biglietto in uscita dal regno entro tale data.<span id="more-1034"></span></p>
<p>Se si vuole rimanere in Thailandia per un periodo maggiore si puo’ fare un cosiddetto “visa run” o ottenere un visto turistico piu’ lungo presso una delle ambasciate o uno dei consolati thailandesi sparsi per il mondo.</p>
<p>Fare un visa run significa uscire dal paese e rientrarci lo stesso giorno per ottenere un nuovo visto all’arrivo. Questo lo si puo’ fare in aereo (e si ottengono 30 giorni) o via terra (15 giorni).</p>
<p>L’alternativa e’ appunto recarsi presso un’ambasciata o un consolato Thailandese prima dell’ingresso nel regno e richiedere un visto turistico. Ogni ambasciata e consolato sembra avere un proprio personalissimo criterio per quanto riguarda il tipo di visto che viene concesso e il numero di volte consecutive che questo puo’ essere rilasciato. Per esempio l’ambasciata di Vientiane rilascia sia visti “single entry” che “double entry”. Penang e Kuala Lumpur rilasciano solo visti single entry.</p>
<p>Con un visto single entry si hanno 60 giorni di permanenza, estensibili presso un ufficio immigrazione per altri 30 giorni, pagando 1900 baht. Totale 90 giorni.</p>
<p>Con un visto double entry si hanno 60 giorni di permanenza, estensibili presso un ufficio immigrazione per altri 30 giorni, pagando 1900 baht. Dopo di che si fa un visa run e si hanno altri 90 giorni con le stesse modalita’.</p>
<p>Con entrambi i tipi di visto non e’ necessario mostrare un biglietto in uscita dal paese, nel caso si arrivi in aereo.</p>
<p>Entrambi i visti sono gratuiti fino a marzo 2010.</p>
<p>Ultimamente l’ambasciata di Vientiane crea problemi a chi chiede per parecchie volte consecutive un visto turistico. Ad alcuni e’ stato applicato un timbro rosso sul passaporto dove e’ scritto che avendo questa persona richiesto questo tipo di visto per parecchie volte, gli potrebbe essere negato la prossima volta. Le conseguenze di questo timbro per eventuali nuovi ingressi nel paese non sono ancora note, visto che e’ stato adottato da circa 2 mesi. Come pure non sono note le volte consecutive in cui si puo’ richiedere questo visto (alcuni dicono 7, altri che dipende dall’umore dell’impiegato che vaglia il vostro caso).<br />
A Vientiane non esistono agenzie che fanno il visto per voi, anche se fuori dall’ambasciata troverete gente che per cifre variabili riempira’ il modulo per voi e vi terra’ il posto in coda (che puo’ essere di ore). Dovete presentare passaporto, copia del passaporto (pagina con la foto ed eventuali estensioni) e due foto tessera. Potete ritirare il passaporto il giorno successivo (in caso non ci siano festivita’ di mezzo).<br />
Esistono anche personaggi che per cifre molto alte garantiscono di farvi avere il visto in giornata. Non so nulla riguardo l’affidabilita’ di questi personaggi, ma personalmente non li consiglio.</p>
<p>Diversa e’ la situazione a Penang. Qui infatti esistono molte agenzie di viaggio che possono farvi avere il vostro visto in giornata e in tutta sicurezza. Al momento per soli 5 ringit (1 euro), potete consegnare passaporto e 2 foto al mattino e andare a ritirarlo al pomeriggio.<br />
Come detto prima a Penang viene rilasciato solo il visto single entry.<br />
Al momento non ho notizie di timbri rossi apposti sul passaporto. Il tizio dell’agenzia mi ha detto che in caso di rifiuto di concessione del visto non viene scritto niente sul passaporto. Mi  ha detto inoltre che e’ possibile chiedere parecchie volte consecutive il visto senza problemi, purche’ non si faccia l’estensione di 30 giorni all’immigrazione.</p>
<p>Non conosco la situazione a Kuala Lumpur ma ho sentito parlare bene di quell’ambasciata.</p>
<p>Per tutti i tipi di visti, in caso si rimanga in Thailandia oltre il periodo consentito dal proprio visto, e’ prevista una multa di 500 baht per giorno di “overstay” (circa 10 euro). Si puo’ pagare la multa al punto di frontiera. Nel passaporto verra’ applicato un timbro o un bollino blu che indica appunto l’overstay. Questo comunque non sembra essere un problema per futuri ingressi nel paese.<br />
La cifra massima che deve essere pagata in caso di overstay e’ di 20000 baht (circa 400 euro). In pratica chi rimane in Thailandia 40 giorni oltre la durata del proprio visto, paghera’ lo stesso di chi ha “sforato” di qualche anno. Esistono dei personaggi (alcuni reali ed alcuni mitologigi) che rimangono nel regno per anni con un visto scaduto. Io ho personalmente conosciuto un tizio che era rimasto per quasi due anni con un visto di 30 giorni. Su internet ho letto di un inglese con 21 anni di overstay!!<br />
Tenete presente che trattenendosi in Thailandia con un visto scaduto si compie il reato di immigrazione clandestina. Come tale se si viene fermati dalla polizia si puo’ essere trattenuti per accertamenti e successivamente si viene espulsi dal paese (a spese proprie). Ad ogni modo in 5 anni nessun poliziotto mi ha mai chiesto di esibire il passaporto ed e’ molto raro che cio’ accada se non vi mettete nei guai per altri motivi. Inoltre molti turisti, involontariamente o meno, finiscono per sforare di qualche giorno e non mi risulta sia mai accaduto loro niente piu’ che la multa.</p>
<p>Lavorare in Thailandia con un visto turistico di qualsiasi tipo e’ illegale. Se sorpresi, si e’ trattenuti per accertamenti ed espulsi a spese proprie. Inoltre si potrebbero avere problemi nel caso in cui si voglia tornare nel paese. Anche lavorare su internet e’ illegale (questo pezzo non e’ stato scritto mentre mi trovavo in Thailandia), come pure per esempio potare il proprio giardino. Io mi sono rifiutato di aiutare la mia compagna a pulire la casa, lavare i piatti, cucinare o fare qualsiasi altra mansione che non sia oziare e bere birra. Inutile dire che lei non e’ felicissima&#8230;&#8230;..</p>
<p>In Thailandia tutto puo’ accadere, anche che ufficiali dell’immigrazione non conoscano bene le regole. Nel caso di problemi non arrabbiatevi, non alzate la voce, non imprecate. Cercate di rimanere calmi e sorridenti. In caso di problemi grossi chiedete gentilmente di parlare con un superiore. Mance e regali se fatti con scaltrezza e cortesia possono essere apprezzati ed aiutare&#8230;&#8230;..</p>
<p>Quando arrivate alla frontiera un ufficiale dell’immigrazione vi timbra il passaporto e scrive la data in cui dovrete lasciare il paese. Controllate sempre che la data riportata sia quella corretta. A molti e’ successo che per un errore dell’ufficiale dell’immigrazione, la data di uscita dal paese fosse diversa da quella garantita dal proprio visto. In questo caso fate notare immediatamente l’errore all’ufficiale e in caso di problemi seguite le regole riportate sopra.</p>
<p>Il giorno in cui si entra nel paese viene contato quando si calcolano i giorni di permanenza. Quindi un visto di 15 giorni ne vale in pratica 14, uno di 30 in pratica 29, uno di 60 in pratica 59 ecc.</p>
<p>A volte puo’ capitare che per non perdere la faccia vi venga negato cio’ che e’ vostro diritto avere. Se seguendo le regole riportate sopra non otterrete il risultato sperato rassegnatevi. Arrabbiarsi non farebbe che peggiorare la situazione.</p>
<p>In ogni caso buona Thailandia a tutti.</p>
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		<title>La mia New York</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>London08</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-USA]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Irlanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa dire di NYC che non sia già stato detto, che non sia già stato scritto, che non sia già stato cantato!
Che cosa può avere la mia NYC di diverso da tutte quelle già decantate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa dire di NYC che non sia già stato detto, che non sia già stato scritto, che non sia già stato cantato!<br />
Che cosa può avere la mia NYC di diverso da tutte quelle già decantate, fotografate a colori ed in bianco e nero, fotografate al tramonto o all’alba di un nuovo giorno, tra il fumo che esce dai tombini della metropolitana, e la polvere grigia delle torri gemelle abbattute.<br />
La mia NYC è quel brivido lungo la schiena, l’adrenalina che sale solo a vedere le punte dei grattacieli, è il ricordo di mille film, è varcare la porta di un sogno. Sono i suoi mille volti, come una donna vestita ordinariamente al mattino, che si inventa più fashion per il brunch domenicale,mentre si evolve in elegante per il cocktail e che molto sofisticata esce da una limousine per una Prima di Broadway.<span id="more-1011"></span><br />
Se la Statua della Libertà era la prima cosa che gli immigrati incontravano entrando la baia di Hudson, noi turisti e viaggiatori siamo alla caccia di quell’aria glamour, di quel soffio di eternità che ben pochi luoghi al mondo sanno ispirare. Uno e cento volti tiene la mia NYC e interpreta il mio umore in questo inizio autunno ancora così estivo. Nulla di più romantico mi può portare oggi per un giro in carrozzella a Central Park, il suo polmone verde. Il cocchiere che ci fa da guida ci racconta della Maratona che vede qui il suo traguardo, ci parla dell’antica giostra dei cavalli, dei tanti film girati , del luogo dove fu assassinato John Lennon e dello spazio dove i suoi fans continuano a commemorarlo, del  sofisticato ristorante Tavern on the Green. Poi, riportandoci di fronte al’Hotel Plaza ci ricorda i fasti di questo albergo immortalato in tanti film. E d’improvviso la Fifth Avenue si apre di fronte a noi, tentatrice con i suoi negozi e boutique,  lunga e diritta come una pedana mobile che ci inghiotte e ci porta in giro tra il bagliore del suo lusso e delle luci di Time Square. Ombelico del mondo occidentale sembra che tutto parta da qui e nulla esiste davvero se non è sparato dai suoi tabelloni e televisori….c’è pure un ragazzo che si propone alla sua fidanzata all’angolo della strada!<br />
Dove poter vedere tutta questa follia e ridimensionarla, dove rendersi conto della fragilità dell’uomo ma anche delle sue capacità e volontà di onnipotenza?Gli ascensori dell’Empire State Building portano migliaia di persone tutti i giorni, e le sue terrazze sono gremite di turisti, di essere umani che sognano un pezzetto di eternità. E da quassù tutto sembra ordinato: le streets  che tagliano le avenues, i taxi gialli tutti in fila, migliaia di luci che abbagliano questo tramonto sonnacchioso, questa giornata che non vuole proprio lasciar posto alle tenebre, alla notte ed al riposo.E giù di nuovo nella frenesia del traffico, il sole ormai si è specchiato negli ultimi grattacieli che verso la punta di Manhattan lasciano il posto a piccole casette dai mattoni rossi, ai fruttivendoli che espongono mele lucide come specchi, ai fiori ordinati cromaticamente ed in fila come tanti soldatini nei negozi , ai bar all’aperto dove il chiacchierio degli abitanti del Village si mescola a qualche turista che qui viene a cercare l’Europa che si è appena lasciato alle spalle. E’ questa la mia NYC un puzzle di elementi sempre diversi fra di loro ma così costanti, è la certezza dei sogni che qui vengono a morire perché rotti dalla realtà ma che fioriscono al ricordo del rientro a casa.<br />
Soprattutto è l’illusione e l’adrenalina di ogni sognatore che ha messo piede a NYC e che nonostante tutto ha lottato fino alla fine per realizzare il suo sogno e forse, qualcuno ci è anche riuscito. Io certamente ne porto a casa un pezzo!</p>
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		<title>Sud Est Asiatico, viaggio nel tempo</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/06/20/sud-est-asiatico-viaggio-nel-tempo/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 05:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[est]]></category>
		<category><![CDATA[sud east asiatico]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da &#8220;I diari della Vale&#8221; di ValeriaTripMaiTrop
Dopo il breve ma intensissimo viaggio in Africa finalmente arrivo in Asia e con Paolo esploro Tailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Birmania, Malesia, Indonesia e Filippine.
Paesi affascinanti, culturalmente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/asia/"><img class="ImageFrame_none giThumbnail alignleft" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/7513-7/asia.jpg" alt="Asia" width="180" height="180" /></a> Da &#8220;I diari della Vale&#8221; di ValeriaTripMaiTrop<br />
Dopo il breve ma intensissimo viaggio in Africa finalmente arrivo in Asia e con Paolo esploro Tailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Birmania, Malesia, Indonesia e Filippine.<br />
Paesi affascinanti, culturalmente e paesaggisticamente, ottima cucina e gente cordiale, ecco svelato il mistero per cui l’Asia conquista il cuore dei viaggiatori.<br />
La Tailandia è di sicuro il paese più semplice da visitare, mezzi di trasporto, agenzie e ostelli sono ovunque. Il miglior posto da dove iniziare per provare a viaggiare da soli, è come stare all’interno di un mega villaggio turistico, non si è mai abbandonati a se stessi perchè i Tailandesi hanno fatto del turismo un loro punto di forza. E’ un paese che offre di tutto, dai trekking, alle spiagge mozzafiato fino ai meravigliosi fondali marini. Si possono visitare villaggi remoti dove il tempo si è fermato o esplorare la caotica giungla metropolitana di Bangkok. Durante questo viaggio nel Sud Est Asiatico mi sono innamorata della cucina Vietnamita, della Birmania con la sua gente sincera e amorevole e di alcune incantevoli spiagge nelle Filippine.<span id="more-1006"></span></p>
<p>Non dimeticherò mai le donne birmane avvolte da un pareo lavarsi nel fiume pettinandosi i lunghi capelli neri, la festa del Sto. Nino nelle Filippine, i contadini Cambogiani arare i campi aiutati dai bufali d’acqua, gli Indonesiani che cucinano il pesce fresco arrostendolo sulla brace fatta con le noci di cocco e così via..tantissime altre fotografie non sbiadiranno mai nella mia testa. Mi è piaciuto questo viaggio, mi sono piaciuti i posti e le persone che ho incontrato ma ho capito una grande cosa, tutto si evolve e muta inesorabilmente. L’Asia come tutti i luoghi sta cambiando, l’ho compreso parlando con Paolo e altri viaggiatori che sono stati qui diversi anni fa e l’ho intuito anche io. Con il passare degli anni questi paesi stanno perdendo le loro tradizioni e il loro modo disincantato di fare le cose. Le donne che lavano i panni nei fiumi sono sempre meno, gli uomini non vogliono più lavorare la terra, in cucina iniziano ad arrivare le salsette già pronte e per le strade aumentano i mezzi di trasporto. Ma se chiudo gli occhi mi rendo conto che questi paesi stanno facendo lo stesso percorso che abbiamo fatto noi. Senza andare troppo indietro con gli anni mia nonna mi raccontava che quando era giovane lavava i panni nel fosso, andava in giro in bicicletta perchè c’erano pochissime macchine e si preparava tutte le conserve in casa. Essere in Asia in questi anni è come essere in un momento di transizione, dove le tradizioni si scontrano con lo sviluppo, gli anziani guardano i giovani attaccati ai cellulari stretti nei loro jeans alla moda e dove si iniziano a snobbare i noodles per mangiare nei fast food. Una storia già vista, che ci si puo’ far raccontare dai nostri avi. Non  so se questo sia giusto o sbagliato ma di certo spesso penso che noi viviamo in un falso benessere dove è più faticoso sopportare i ritmi della vita quotidiana con il traffico, le tante ore di lavoro e le code nei supermercati che andare nel bosco a fare la legna per l’inverno o coltivarsi un piccolo orto per la casa. Così ho capito che quello che vorrei fare davvero non è viaggiare nel presente ma vivere nel passato.</p>
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<br></p>
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		<title>Spostarsi a Hong Kong (lenti)</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/05/26/spostarsi-a-hong-kong-lenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Marini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 8]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>

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		<description><![CDATA[


I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo

Avevamo già  parlato (vecchio post) di come muoversi a Hong Kong. Ma viandante, se giungi a Hong Kong e ti sembra che la città  voglia mangiarti vivo, dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p style="text-align: justify">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/nquo/3252100725/"><img class="size-full wp-image-714" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/wanchaiscrapers3.jpg" alt="I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo" width="500" height="375" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo</p>
</div>
<p style="text-align: justify">Avevamo già  parlato (<a href="http://simonemarini.com/?p=573">vecchio post</a>) di come muoversi a Hong Kong. Ma viandante, se giungi a Hong Kong e ti sembra che la città  voglia mangiarti vivo, dalle pan per focaccia: spostati lento. Rispondi alla fretta e alla frenesia asiatico-capitalista che permea Hong Kong con la flemma anarcoide di un messicano sbronzo che medita durante la siesta!</p>
<p style="text-align: justify"><em>Piedi</em>. I piedi sono un ottimo mezzo di trasporto per scoprire gli scorci assurdamente contrastanti di Hong Kong, come i grattacieli di vetro e cemento affacciati su luridi vicoli con le bancarelle di lamiera, o le cabine telefoniche con la wireless interna piantate tra i mercati di frutta, fiori e cianfrusaglie.<span id="more-961"></span></p>
<p style="text-align: justify">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/thewamphyri/2836273530/"><img class="size-full wp-image-713" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/hkmarket1.jpg" alt="Mercato a Mong Kok sotto la pioggia. (CC) by thewamphyri" width="375" height="500" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Mercato a Mong Kok sotto la pioggia. (CC) by thewamphyri</p>
</div>
<p style="text-align: justify">Se sei addestrato a camminare nelle città  europee, però, a Hong Kong dovrai adattare il tuo occhio. Non sempre la strada si può attraversare direttamente. Tu guarda in alto. O in basso. Devi abituarti ai ponti pedonali e ai sottopassi che stratificano la città  in tre livelli: per le automobili c&#8217;é il piano terra, per i pedoni gli altri due. Se non ti allontani troppo dal centro, troverai sempre una scala mobile ad aiutarti nelle salite e nelle discese. Scoprirai una città  nella città : i detti sottopassi e i ponti pedonali sono tutti collegati direttamente coi palazzi e coi centri commerciali: il confine fra strada ed edifici svanisce, tutto si mescola in un&#8217;unica entità -città . Se cammini lungo Glouchester Road tra Wan Chai ed Admiralty, scegli i palazzi (ad esempio l&#8217;Eagle Center e l&#8217;Immigration Tower) e ignora la strada vera e propria. Ti troverai in un altro mondo: i passanti camminano nelle hall marmoree dei grattacieli, diversi metri sopra il livello della strada. Guarda il traffico dalle vetrate, là  sotto: hai tagliato fuori rumore, inquinamento, caldo e umidità . La gente indaffarata ti sciama intorno: sei per strada. Ma la strada é dentro un palazzo climatizzato e perfettamente pulito, con una musica rilassante in sottofondo.</p>
<p style="text-align: justify">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/dcmaster/3499883306/"><img class="size-full wp-image-715" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/mongkoknight2.jpg" alt="Notte a Mong Kok. (CC) by dcmaster" width="500" height="333" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Notte a Mong Kok. (CC) by dcmaster</p>
</div>
<p style="text-align: justify"><em>Tram</em>. Una scelta economica (e rilassante, se eviti le ore di punta!) é il tram. I tram sferragliano tutto il giorno lungo un percorso diritto che attraversa la parte nord di Hong Kong Island. Una corsa costa 2 HKD (0.2 Euri) indipendentemente da dove sali e da dove scendi. Sono abbastanza lenti e ti permettono di goderti la vista della strada da un punto elevato: sono infatti tram a due piani, gli unici al mondo. Prendi un tram a Sheung Wan e scendi dall&#8217;altra parte dell&#8217;isola continuando a guardare fuori dal finestrino. Fallo dopo cena, quando il numero dei passeggeri é basso e le luci delle insegne sono tutte accese.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Cessi e panchine</em>. I cessi non sono, per ora, un utile mezzo di trasporto. Se sei in giro per Hong Kong e devi andare in bagno, però, ti sarà  utile sapere che puoi trovarne in ogni luogo. Le toilette pubbliche sono sempre un po&#8217; imboscate nelle vie meno frequentate e non é facile scovarle se non sai già  dove sono. Se non é notte fonda, cerca un centro commerciale (e se non ne vedi, scendi in metropolitana: praticamente ogni stazione ha un centro commerciale integrato), troverai cessi sempre puliti e comodi, magari coi fiori profumati. Nota: non sto scherzando. Di notte puoi trovare McDonald e KFC aperti 24 ore. Nessuno ti dirà  niente se usi i loro bagni anche senza comprare alcunchè.</p>
<p style="text-align: justify">Sedersi, invece, é un problema. A Hong Kong si cammina e si lavora, non c&#8217;é tempo per riposare. Le panchine sono merce rara: persino le fermate degli autobus ne sono sprovviste. Cerca degli alberi: se trovi un albero, magari c&#8217;é un parchetto nei paraggi. E per quanto possa essere microscopico e spelacchiato, ogni parchetto ha delle panchine.</p>
<p style="text-align: justify">Simone Marini</p>
<p style="text-align: justify">www.simonemarini.com</p>
<p style="text-align: justify">
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<p style="text-align: justify">
</div>
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