Museo Picasso di Barcellona
Scritto da Tripluca il 16/05/2008
Il Palazzo Aguilar é lo splendido edificio gotico del XIII che dal 1963, dopo essere stato per secoli la residenza di diverse famiglie della nobiltà catalana, ospita il Museo Picasso di Barcellona (Museu Picasso in catalano). In realtà il museo non ha smesso di crescere fino al 1999, anno in cui é stato ampliato per l’ultima volta con l’annessione della casa Mauri e del palazzo Finestres al museo, peraltro già ampliato negli anni ‘70 con l’annessione del palazzo del barone di Balaguer e del palazzo Meca. Ad oggi il museo dispone di 22 sale di esposizioni permanenti e di uno spazio espositivo complessivo di ben 11.500 m2.
Attualmente il museo ospita una collezione permanente di circa 3.600 opere giovanili del grande artista spagnolo ed é, secondo quanto recita il sito ufficiale, “il punto di riferimento per conoscere gli anni di formazione di Pablo Picasso“, oltre che la “cronaca della ferma volontà dell’artista di lasciare a Barcellona una traccia della sua arte“. La maggior parte delle opere di pittura esposte dal museo si riferiscono al periodo dal 1890 al 1917, tra queste vi sono Scienza e Carità del 1897 e Arlecchino del 1917. Poche invece le opere posteriori al periodo blu dell’artista possedute dal museo, tra queste Las Meninas, il ciclo di dipinti e studi eseguiti dal maestro nel 1957.
Continua a leggereMACBA – Arte e skaters nel Raval
Scritto da Tripluca il 6/04/2008
Se passeggiando per i vicoli del Raval, quello che una volta era il quartiere cinese di Barcellona, vi imbattete in un imponente edificio bianco sulla sui facciata di cristallo si riflettono le acrobazie di decine di skaters, é abbastanza probabile che vi troviate di fronte al Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona, meglio conosciuto come MACBA.
Il museo, costruito dall’architetto americano Richard Meier, aprì le sue porte il 28 novembre 1995 e da allora non ha smesso di stupire le migliaia di persone attirate qui dalle numerose esposizioni di arte contemporanea ospitate dal museo. Il sito ufficiale (in spagnolo, catalano e inglese) recita così: “Attraverso la Collezione e il programma di mostre e attività il MACBA aspira costruire una memoria critica dell’arte della seconda metà del XX secolo, raggiungendo due obiettivi allo stesso tempo: da un lato, opporsi ai discorsi e alle forze egemoniche che tendono a mitizzare il locale-nazionale e a strumentalizzare le istituzioni culturali come agenti attivi della terziarizzazione economica delle città ; dall’altro, offrire alternative alle insufficienze dei modelli dominanti di museo, che si basano in generale sul mito universalista dell’opera originale o in una concezione di museo come spettacolo”.
Continua a leggereLe autostrade d’Europa in rete
Scritto da Tripluca il 26/01/2008
Da sempre uno delle prime immagini di trip-libertà ed indipendenza é la tanto agognata patente di guida alla soglia dei 18 anni. Dal momento in cui si raccimola il tesserino rosa manca solo un mezzo di trasporto e poi si può partire verso le prime esperienze della trip-adolescenza.
Cosi fu per me, mentre mi addentravo nell’Europa unita solo per gli altri praticavo le prime avventure al volante. Ed in ogni decente fase di preparazione di viaggio ci si dibatteva su percorsi-tragitti-itinerari ed inevitabilmente costi e problemi. Tutto senza avere ogni minima sorta di informazione stradale tra le mani se non il bollino per le autostrade svizzere (noi che il navigatore non sappiamo cosa sia e vivevao di carta,penna,righello e goniometro.
Fu così che ci rivolgemmo al web e alle sue infinite risorse ed i risultati furono sorprendenti. Le strade di tutta Europa erano là ad aspettare solo noi per essere percorse. Di seguito una prima lista di siti da utilizzare per pianificare al meglio il vostro trip al volante su e giù per il vecchio continente.
TripValencia
Scritto da Tripluca il 18/06/2007
Hola! Eccomi qua nelle vesti di scrittore a parlare della mia piccola Babele…sono passati ormai 3 mesi da quel 22 marzo quando con la mia cara ( e carica ) Peugeot206 sono partito alla volta di Valencia,Comunitat Valenciana,Espaà±a..dopo mesi di sogni e speranze ero finalmente in viaggio, 1648 km che mi avrebbero portato verso la meta, 1648 km di pensieri, speranze, paure ’sul che sarà ?’, 1648 km che invece di allontanarmi da casa mi avvicinavano sempre più a casa…perché così appare Valencia ai miei occhi ed anche agli occhi delle molte persone che ho incontrato qua che come me l’hanno scelta come nuova casa…io la definisco una città non città perché pur essendo la terza città di Spagna conserva un sapore di pueblo, di comarca come si dice qua ( la comarca é il tipico paesetto di provincia della Comunitat Valenciana ). In effetti é un posto città che conserva oltre alla tranquillità e alla poca frenesia anche le tradizioni,i costumi e i sapori della comarca…purtroppo il mio arrivo seguiva di solo qualche giorno le date in cui si svolge quella che forse é la festa popolare più bella di tutta la penisola ovvero Las Fallas, festa che si svolge ogni anno in coincidenza del giorno di San Josè, patrono dei carpentieri, in cui ogni quartiere della ciudad ( in molto spesso molte singole vie o piazze ) prepara la propria Falla che altro non é che una pittoresca statua di cartapesta generalmente a carattere satirico che proprio all’ultimo giorno della festa sarà bruciata nella notte della ‘cremà ’…un mese di ordinaria follia tra fuochi d’artificio costanti che scoppiano in tutte le strade…una sorta di capodanno continuo e di sfilate di falleros y falleras in abiti tradizionali…mi incuriosisce molto il fatto che una città impazzisce completamente per un mese intero tra colori, suoni e profumi di paella appena cucina per strada…ahhhhh la paella quant’é buona!!!!beh vi sembrerà strano ma questo piatto per noi così tipicamente rappresentante la penisola intera in realtà ha le sue radici proprio qua!la tipica paella valenciana é quella con la carne però io preferisco di gran lunga quella di marisco cioé di pesce…una costante che ho notato in questi mesi é che la bontà é inversamente proporzionale alla qualità del ristorante in cui si entra a mangiare…se passate di qua e volete mangiare davvero un’ottima paella evitate tutti i ristoranti che da fuori sembrano perfetti e indirizzatevi verso le bettole!più un posto é bettola e più buona sarà la paella…due posti che mi sento di consigliare sono Casa Capilla al Paseo Neptuno proprio in riva al mare e il Montalban in Calle Caballeros in pieno Barrio del Carmen ovvero nel cuore pulsante della città …il Carmen é il quartiere storico, un infinita rete di viuzze splendide che ad ogni incrocio vi farà scoprire sicuramente degli angoli emozionanti di Valencia…non potete sbagliarvi dove c’é odore di fogna quello é il Carmen!!ahaha beh in effetti c’é un po’ di puzza ma devo dire che, sarà che c’ho fatto l’abitudine, a me sembra que il problema si stia risolvendo!Nel Carmen ci sono quelle che il turista Alpituor chiamerebbe le ‘cose da vedere e visitare’…certo ci sono i monumenti, le chiese ,i mercati più belli, antichi, ricchi di storia di tutta la città come Plaza Redonda,la Basilica de la Virgen de los Desemparados dove si dice sia custodito il Sacro Graal, Plaza de la Virgen,le Torres de Serranos e di Quart,l’antico mercato della seta La Lonja,Plaza de l’Ayutamiento con le sue fontane…potrei elecarni molti altri ma nel Carmen c’é quello che a me ogni giorno fa sempre più innamorare di Valencia…nel Carmen c’é vita, c’é contatto con le persone, ci si può tranquillamente fermare a lato della strada e parlare per mezzora con un vecchietto, ci si può sedere a mangiare un panino ed essere accolti da numerosi ‘Que aproveches’ ( buon appetito ) da parte dei passanti, gente mai vista e che forse mai si reincontrerà se non al prossimo panino…nel Carmen c’é passione, emozione, é facile imbattersi di notte in un gruppo di ragazzi che suonano i tamburi in maniera fantastica e che girano per tutto il quartiere e dietro ai quali si forma un corteo di centinaia di persone molte giovani ma anche meno giovani che ballano e ‘vivono’ la notte…sicuramente tutti i monumenti che si incontrano ad ogni angolo ti emozionano, ma il brivido sulla schiena che ti corre quando ti senti parte di una cultura, di una maniera di vivere é impareggiabile…in ogni caso per gli amanti delle ‘cose da vedere’ sicuramente splendida é Plaza de Toros dove oltre all’arena c’é pure la stazione dei treni…davvero affascinante…sarà che io a questa stazione ci sono particolarmente legato prché é sempre stata una tappa fondamentale dei miei primi due viaggi a Valencia, sarà perché per un viaggiatore la stazione dei treni ha sempre un certo fascino però é davvero molto molto bella….Valencia é una città fatta di molte viuzze e di un’infinità di giardini e fontane,ce ne sono davvero una marea..sicuramente i migliori sono quelli dell’antico letto del Turia…e qui sta la genialata dei nostri amici valenciani..qualche ventennio fa qui passava un fiume,il rio Turia appunto!Il caro amico rio Turia però ha sottovalutato la voglia di tranquillità della popolazione e l’ha fatta davvero incazzare straripando e facendo un gran casino….e alla faccia sua i valenciani che hanno fatto??? l’hanno deviato fuori città e hanno costruito nel suo letto una decina di km di giardini, fontane, giochi per bambini e dulcis in fundo la spaziale Ciudad de las Artes y de las Ciencias, simbolo della nuova Valencia, della città che cambia…beh é una serie di 5 edifici costruiti dall’eccentrico architetto Santiago Calatrava che davvero più li guardi e più te ne innamori,immersi in splendide piscine e dalle forme rotonde ed armoniose!Prima parlavo dei turisti ‘delle cose da vedere e visitare’,beh venire a Valencia e perdersi la Ciudad de las artes y de las ciencias é come ( secondo un antico proverbio cinese ) fare la pipì contro vento!!!
No no mi sono dimenticato della Coppa America di Vela…che dire…sentimenti contrastanti…da un lato a portato una ventata di novità , investimenti, nuove infrastrutture ( vedi la nuova metro che orra arriva direttamente all’aeroporto ) e dall’altro guardandolo con occhio valenciano ha portato un forte innalzamento dei prezzi, investimenti mirati a nascondere le cose brutte per far vedere tutto bello e perfetto ( vedi varie situazioni in cui il comune ha ripulito, ricostruito solo in facciata certi edifici lascinado il marcio e la gente meno fortunata ancor più nella me..lma )…senz’altro é un avvenimento utile per il futuro di Valencia pensando in prospettiva, speriamo ora che anche chi non ne sta benificiando possa migliorare la propria sitauazione…ma questa é politica e la politica sappiamo tutti come va…
beh il sole sta nascendo all’orizzonte nel mare fuori dalla mia stanza che a breve lascerò per un altro appartamento,per chi in previsione di venire a valencia avesse bisogno di qualcosa io sono qui…magari un tripletto o a lo mejor un tripdivano lo posso trovare!!!
Alla prossima destinazione Costa Blanca e Alicante ( terra della mia luna )
Au cacau a tots
Continua a leggereCucina – Canarie
Scritto da Tripluca il 16/06/2007
a cura dello Chef Phoni Gustavo
Le Canarie sono dette anche le isole dell’eterna Primavera e quindi non hanno bisogno di menarcela che sta arrivando la Primavera. E dove tra l’altro potrete mangiare degli eccellenti involtini Primavera nei ristoranti cinesi che si affacciano copiosi sul lungomare di Playa de Canteras a Las Palmas. Inoltre proprio in questi giorni nella vulcanica isola di Lanzarote si tiene l’annuale concorso mondiale culinario riservato alle casalinghe. L’anno scorso é arrivata Prima Vera.
Segnatevi Primavera.
Anche se appartengono politicamente alla Spagna, le Canarie si trovano geograficamente in prossimità delle coste africane e non lontano dal Sud America. La cucina canaria é quindi tipicamente meticcia, in quanto risente degli influssi di ben tre continenti.
Segnatevi influssi.
Il pasto canario comincia solitamente con dell’ottimo formaggio di capra come antipasto, accompagnato dal gofio, una specie di pane fatto di differenti grani di cereale che, una volta tostati e macinati, danno luogo ad una farina integrale di consistenza molto fine. L’ottimo pesce dell’arcipelago si sposa con il mojo, la salsa più tipica. Il pesce viene solitamente preparato bollito, o come dicono qui sancochado, condito con olio, aceto e pepe (guindilla) piccante, o accompagnato con mojo.
Il mojo é una salsa preparata in principalmente in due modi diversi, che non manca mai nelle tavole ben apparecchiate dell´isole. C’é il mojo di colore verde, a basi di coriandolo, o rosso, chiamato anche mojo picà³n. Il pesce per eccellenza più apprezzato dai canari é la vieja, di carne molto bianca e delicata, ma altri piatti notevoli sono il sancocho canario, a base di pesce e patate, la sama frita con mojo verde y papas arrugadas, pagello con salsa verde e patate, le truchas canarias, fagottini di patate dolci.
L’altro punto forte della cucina canaria sono i dolci: su tutti il Bienmensabe, impasto composto da mandorle, biscotti, uova, zucchero e liquore Moscatel; che diventa una crema molto dolce e densa che può essere accompagnata da gelato. Altro dolce tipico é il Frangollo, che é composto di acqua, farina di miglio, mandorle, zucchero e fichi; e viene servito solitamente con crema o cioccolato fuso.
Molti di questi dolci possono complimentarsi con un sorso di miele di palma, originario dell’ isola dimenticata dai turisti della Gomera; che si ottiene per cottura del guarapo o linfa procedente della parte più alta ed inaccessibile della palma.
E qui arriviamo alla vera superstar della cucina canaria.
Segnatevi Ron Miel
Il ron miel é un rum a base di miele che si produce solo in queste isole. Ce ne sono di tante qualità , alcune sgrause, altre semplicemente craste ai livelli. Bere del buon ron miel é come sorseggiare un babà impregnato di liquore, che oltre a soddisfare il palato, al terzo quarto bicchierino, ti dà quella sensazione di euforia che vi farà vivere un’allegra serata. Allegra almeno fino a quando vi renderete conto all’improvviso che siete completamente sbronzi.
Continua a leggereA giro per Girona
Scritto da Tripluca il 28/02/2007
Ormai é chiaro anche all’ex ministro per l’innovazione Stanca (un nome che ispira aspirazione al progresso, nevvero?), che sugli e-book di storia si studierà che, altro che Maastricht, a fare l’Europa unita (prima che tutto il blocco venisse ridenominato “sud ovest cinese”) grande merito dobbiamo alla Ryanair. E’ grazie alla pioniera delle compagnie low cost che la gente ha cominciato a spostarsi in massa, che le frontiere sono state abbattute, e tante perle nascoste sono finite sulla mappa d’Europa. Pensiamo per esempio a Pescara, che é talmente entrata nel cuore dei ragazzotti di oltremanica, che ormai non c’é stadio in cui non si levi altisonante il coretto rivolto al giocatore X (poniamo Rooney o Terry per esempio): “Rooney, Terry, come in Pescara with us, we miss the verme”.
Però in questo numero non ci occuperemo della ridente località abruzzese, bensi di un posto che grazie alla Ryanair é diventato addirittura un hub: l’intrigante Girona. Incastonata tra la Costa Brava e i Pirenei, a 11 euro di bus da Barcelona (pari quindi al costo del biglietto aereo), Girona merita un giretto per diversi motivi. Intanto é piacevole avere una minima di 18 gradi al 20 di ottobre in un posto piccolo abbastanza per essere girato comodamente a piedi, ma grande per passarci almeno una giornata intera senza potersi annoiare.

Ma cosa rende Girona (“gherona” se volete fare i brillanti e pronunciarla in catalano) davvero meritevole di andare a giro? Il suo centro storico medioevale, detto casco antiguo in cui sono visibili le tracce di diverse epoche storiche. Strade strette, vicoli misteriosi, case in pietra, tra cui si staglia maestosa e – all’imbrunire – spettrale la gotica Cattedrale. Passeggiare per il casco antiguo é un’esperienza mistica in cui ti rendi conto che il negozio di cose buone dal mondo con i prezzi in sterline di fronte al municipio picchettato da operai, la taverna basca di tapas, il negozio d’alta moda accanto a quello di prodotti new age, l’incravattato a fianco del punkabbestia, il turista un po’ volgare e lo studente d’arte sono tutto parte della stessa magica totalità . E se per voi una visità a una città non é completa senza essere stati in un Museo, andate in quello del Cinema, piccolino quanto carino.
E poi Girona non é solo un hub aeroportuale, ma anche un hub per andare alla scoperta della Catalunya. Verso est, quasi al confine francese, siete a solo mezzora di treno da Figueres. Un posto che a dispetto del nome non possiamo considerare una tappa particolare, eccezion fatta per la casa museo di Salvator Dalì (ingresso 10€, gratis per i giornalisti), che invece é qualcosa di assolutamente chulo.
Chulo é una parola spagnola che vuol dire “figo”.
Attenzione però che se dite di volervi fare una chuleta, allora non esprimerete nient’altro che il desiderio di una bella bistecca. La strategica posizione di Girona fa si che sullla stessa linea ferroviaria, ma in direzione ovest, siate a un’ora dalla rambla e dalla rumba di Barcelona. Sempre in massimo mezzora a Nord avete i Pirenei, a sud le spiagge della Costa Brava.
E poi alla Ryanair hanno pensato davvero a tutto: sicuri che vi farete conquistare dall’irresistibile movida, vi hanno piazzato il volo di ritorno per Milano Bergamo alle 6.40. Così dopo la vostra noche brava in Costa Brava potete dirigervi diretti in aeroporto e arriverete a Bergamo alle 8 in punto. In perfetto orario per rituffarvi con tutto il vostro entusiasmo nella tangenziale allo zenith del suo amorevole via vai.
claudio
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