Le autostrade d’Europa in rete
Scritto da Tripluca il 26/01/2008
Da sempre uno delle prime immagini di trip-libertà ed indipendenza é la tanto agognata patente di guida alla soglia dei 18 anni. Dal momento in cui si raccimola il tesserino rosa manca solo un mezzo di trasporto e poi si può partire verso le prime esperienze della trip-adolescenza.
Cosi fu per me, mentre mi addentravo nell’Europa unita solo per gli altri praticavo le prime avventure al volante. Ed in ogni decente fase di preparazione di viaggio ci si dibatteva su percorsi-tragitti-itinerari ed inevitabilmente costi e problemi. Tutto senza avere ogni minima sorta di informazione stradale tra le mani se non il bollino per le autostrade svizzere (noi che il navigatore non sappiamo cosa sia e vivevao di carta,penna,righello e goniometro.
Fu così che ci rivolgemmo al web e alle sue infinite risorse ed i risultati furono sorprendenti. Le strade di tutta Europa erano là ad aspettare solo noi per essere percorse. Di seguito una prima lista di siti da utilizzare per pianificare al meglio il vostro trip al volante su e giù per il vecchio continente.
Cucina – Grecia
Scritto da Tripluca il 16/06/2007
a cura dello Chef Phoni Gustavo
Dai tempi di Alessandro Magno in poi, la cucina greca é sempre stata un’arte vera e propria, tanto che i cuochi professionisti sono nati qui e non a caso é stata coniata l’espressione Magna Grecia, gnam gnam. Per ovvi motivi (riassumibili con la frase preferita dai taxisti ateniesi: una faccia una razza) la cucina greca ha molto in comune con quella della terronia italiana e perfino quella veneziana. D’altronde é risaputo anche che i veneti sono i terroni del nord.
La cucina greca, però a differenza della cultura o dell’Inter di Champions, non vive nel passato glorioso, ma anche oggi, per esempio, le più autorevoli ricerche mediche e dietologiche su scala mondiale rivelano che, grazie all’alimentazione con i prodotti genuini della loro terra (verdure, frutta, erbe e piante delle loro montagne come il timo e il basilico), gli abitanti di Creta hanno il più basso tasso di mortalità su scala mondiale per patologie cardiologiche e cancerogene. Peccato solo abbiano un tasso di cretininità vicino al 100%, ma questo é probabilmente dovuto all’uso eccessivo di pongo che viene fatto sull’isola.
Il vostro grasso grosso pasto greco si apre dunque con una serie di antipasti detti mezèdes o orektikà¡, tra i quali spiccano i Dolmà¡des, involtini o polpettine di carne tritata o di riso avvolte nelle foglie di verza o di vite e poi condite con salsa di uova e limone e i Pità¡kia, sfogliatine ripiene di pollo, formaggio, carne tritata, verdura, ma ciò che Dudek (espressione locale d’origine turca per indicare qualcosa che fa la differenza) sono le salse: la Taramosalà¡ta, a base di uova di pesce, la Melitzanosalà¡ta, a base di melanzane e soprattutto lo Tzatzàki: yogurt passato con cetriolo, aglio e olio. Lo Tzatzìki é il re degli antipasti e si può mangiare da solo.
Agli antipasti si accompagna un bicchierino di Oùzo, liquore a base d’anice, servito allungato con acqua o ghiaccio) oppure di Tsikoudià¡ cretese o di Tsàpouro. Oùzo che vi sarà particolarmente utile anche nel dopo partita, (mentre all’intervallo invece che bere un té caldo vi consigliamo una coppa di Retsina, un bianco secco resinato, oppure a scelta del Kokkineli, un vino rosato secco, del Robola di Cefalonia o del Rapsani dal Monte Olimpo): la vostra squadra del cuore ha vinto? Brindate con Oùzo. La vostra squadra del cuore non ha vinto? Consolatevi con un bicchierino di Oùzo. Se l’Ouzo vi fa schifo, e ne avete tutto il diritto, potete ripiegare su del Samos, dolce e affine al Vin Santo.
Ma veniamo al piatto principale: ci sono i Souvlà¡kia spiedini cotti ai ferri e infilzati e soprattutto la Pita Gà½ros, la versione greca del kebab (ah Istanbul!): carne di vitello condita con Tzatzàki, pomodoro e cipolla, arrotolata all’interno di una Pàta, cioé una piadina rotonda. Frequenti sono i piatti al forno, di cui il più famoso é senz’altro il Mousakà¡s, uno sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella, simile alle Melanzane alla Parmigiana, meglio se accompagnata da Khorià¡tiki Salà ta, l’insalata alla Greca, con fette di cetriolo, pomodoro e condita con olio extravergine, origano, olive, peperoni, cipolle fresche a fette, e pezzetti di formaggio Fèta. La feta é il noto formaggio di capra bianco, a pasta granulosa e di gusto leggermente asprigno che é particolarmente saporito se viene lavorato negli scarpini di Gattuso.
Continua a leggereCicladi: il naufragar m’é dolce in questo mar…
Scritto da Tripluca il 14/06/2007
A zonzo…per le Cicladi ( non tutte )
Prima puntata: Paros
Dopo aver trascorso le vacanze del 2005 in un villaggio turistico in Tunisia, io e la mia ragazza Irene prendiamo la saggia decisione di evitare per sempre tale soluzione e optiamo, per il 2006, per un bel giro “indipendente e disorganizzato” di alcune delle isole della Grecia, focalizzandoci sull’arcipelago delle Cicladi.
La prima cosa che abbiamo fatto é stata acquistare il biglietto per Atene e, udite udite, la meno cara era l’Alitalia: partenza da Roma il 26 luglio ritorno da Atene il 7 Agosto (270 euro a testa). Il secondo acquisto é stata la fantastica guida Lonely Planet, Isole della Grecia, dalla quale abbiamo appurato che su molte isole sono presenti campeggi con tutti i comfort e così per risparmiare abbiamo scelto questa opzione.
Dopo il piacevole viaggio con la nostra compagnia di bandiera, ci siamo diretti al porto di Atene tramite la Metro e da lì abbiamo preso un biglietto per Paros ( costo 24 euro a testa ).
Siamo arrivati a Paros di sera, giusto in tempo per farci prendere dal pulmino del campeggio montare la tenda e andare a letto. Il Crios Camping ( questo il famigerato nome ) si trova un po’ fuori Parikia ( porto dell’isola ), ma la distanza é pagata dal fatto che si trova proprio sulla spiaggia: questa risulta già a priva vista stupenda, con sabbia fina e poco frequentata. Il mare é splendente e l’acqua é abbastanza fredda. Il costo del campeggio é abbastanza irrisorio ( 8 euro a testa al giorno per una tenda ) ed offre molti comfort: frigorifero comune ( la prima volta che li vedo usare in un campeggio…nessuno ruba ), piscina, doppio bar, varie postazioni per la brace e molti tavoli al coperto…dimenticavo naturalmente i bagni.
La vita notturna di Parikia é caratterizzata dal lungo mare con una serie di locali e ristoranti caratteristici del posto. I costi sono sempre sulla media di 15 -20 euro a seconda di quelle che prendete, naturalmente consiglio il pesce: io presi una fantastica insalata greca ( la Feta mi fa impazzire ), un polipo ripieno di formaggio ed erbe, frittura mista e un saganaki ( tipo formaggio greco duro ) con cozze al sugo.
L’ultimo giorno, prima di partire l’indomani mattina, siamo andati a Naoussa, secondo villaggio per popolazione dell’isola. Si trova a circa 5 km da Parikia ed é un villaggio molto gradevole e che si sta espandendo da poco. Non so perché ma mi ricorda Venezia, forse perché a Venezia non ci sono mai andato. Qui siamo rimasti a cena e abbiamo mangiato il fantastico ed unico Gyros Pita: una specie di kebab con dentro cipolla, pomodori, tzatziki e patate fritte.
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