Trip-Editoriale Numero 8, l’Hardware del Viaggiatore
Scritto da Tripluca il 1/02/2008
Dopo qualche mese di freelance, durante il quale abbiamo ospitato degli articoli “volontari”, alcuni molto belli, rieccoci con un vero numero, questa volta dedicato a tutti quegli aggeggi che ci portiamo in viaggio.
Alcuni sono utili, altri meno, a seconda di come, perchè e dove viaggiamo.
Il nostro team di esperti viaggiatori indipendenti ne ha selezionati alcuni per voi in piena libertà dai nostri sponsor miliardari.
E’ nata persino la diatriba sul miglior portatile da viaggio MacBook Air o Asus Eee Pc, una scelta ardua, ma che rendiamo un pò più facile con la lettura degli articoli (io personalmente suggerirei di considerare anche un bel Ibm ThinkPad x31 usato).
Questo numero lo abbiamo chiamato l’Hardware del viaggiatore.
Il Software è, come sempre, very open source e cioè la mente libera di chi viaggia.
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Continua a leggereTrip-Editoriale Numero 7 – Stati Uniti
Scritto da Tripluca il 11/09/2007
Rieccoci puntuali, anzi con un giorno di ritardo, per uscire l’11 Settembre invece del 10.
Sei anni fa quegli aerei…e’ cambiata l’America da quel giorno? E se si come?
Interrogativi ai quali puo’ rispondere solo Monkey, che ha scritto quasi tutti gli articoli di questo numero.
Io non sono mai stato particolarmente attirato da un paese troppo perfetto e troppo poco esotico.
Ci sono stato una sola volta nel 1998, Chicago e New York, e mi e’ bastato.
Pero’ ora ci tornerei.
E’ un paese ferito senza saperlo, odiato senza saperlo e probabilmente in declino senza saperlo. Sicuramente, quindi, molto interessante.
Se state per affrontare un viaggio da quelle parti, ci siete stati, o sognerete di farlo tutta la vita e non ci andrete mai, qui potete leggere delle belle cose.
E a dimostrazione che il TM e’ in continua evoluzione abbiamo una novita’: I sondaggi
Il prossimo numero inoltre lo dedichiamo ai viaggi che avete fatto quest’estate!
Quindi ovunque e chiunque! Partecipate quindi al T-Day, il TripMagazine Day (scherzo…).
Per iniziare cliccate qui!
Buona lettura!
Continua a leggereTrip-Editoriale Numero 5, Est Europa
Scritto da Tripluca il 9/07/2007
Ammettiamolo. Il viaggiatore indipendente preferiva l’Est Europa prima del 1989. D’accordo, non stavano molto bene, erano sotto dittatura sovietica e non avevano molti beni di consumo. Faceva anche più freddo.
Poi è caduto il comunismo ed è arrivata l’immensa felicità del consumismo, la libertà di lavorare e consumare, con gli effetti collaterali della della democrazia e del riscaldamento globale.
Adesso possono esprimere la propria opinione e fa anche più caldo.
Ma chi ha avuto la fortuna di vagare per le lande desolate dell’Est prima dell’arrivo dei McDonalds in piazza Venceslao, sa che qualcosa è andato perduto.
Erano i paesi perfetti per il viaggiatore indipendente perchè il turismo non esisteva.
Giravamo in treno o in bus, la gente aveva il grigio in faccia ma quando ci vedeva ci parlava era felice. Noi rappresentavamo la libertà e ci vestivamo di colori sgargianti.
Ti invitavano a casa e scoprivi che una famiglia sotto regime comunista con 50 dollari al mese di stipendio e lo zucchero in bella mostra sul tavolo (perchè era caro e quindi di lusso) poteva essere felice.
Capivi allora che in assenza di ipermercati ti potevi rifugiare in prodotti meno moderni ed innovativi per dare un senso alla tua giornata: il bacio della moglie, il sorriso della figlia o il piacere di parlare con un adolescente italiano che ci sta provando con lei.
Non era la vera felicità , quella che oggi possono avere comprando una Tv al plasma, ma si trattava comunque un ottimo surrogato in attesa di tempi migliori.
E non c’erano troppe differenze sociali: erano quasi tutti poveri.
Ma se il tuo vicino ha la Fiat 126 verde (Malucha) e l’altro vicino ha la 126 rossa e l’altro vicino ha la 126 verde, non hai bisogno di mettere la porta blindata al garage.
Così passi il tuo tempo libero con Kafka e non con Pippo Baudo.
Inoltre, se il tuo lavoro non ti porta da nessuna parte e la TV in bianco e nero ha solo due canali, magari leggi un libro.
Noi in confronto ai nostri coetanei eravamo degli ignoranti. La loro cultura era una specie di rifugio.
Questa non è un’apologia del comunismo, anzi, ma un elogio dell’assenza del consumismo.
Se basta eliminare il consumismo per riuscire ad essere felici anche in un regime comunista, allora ci dobbiamo proprio pensare: potrebbe fare miracoli anche per noi.
Oggi se vai in Est Europa nessuno ti invita più a casa, vai in Hotel. Non hanno più tempo per te e in ogni caso sono stati a Jesolo l’estate scorsa.
D’altro lato viaggiare in maniera indipendente è diventato più facile: prenotazioni online, linee aeree low cost e un sacco di informazioni in internet.
Vi presentiamo quindi delle Trip-Guide per alcune città : Sofia, Vilnius, Tallinn, Riga e Praga non turistica.
se siete abituati al pacco da mezzo chilo della Lonely Planet vi accorgerete che per viaggiare non serve sapere molto, in quanto si impara strada facendo.
Le Trip-Guide infatti vi accompagnano con molta attenzione nei primi passi, vi danno qualche accenno di base e poi vi lasciano andare da soli alla scoperta di queste bellissime città .
Possibilmente evitando il McDonalds e mangiando allo stesso prezzo in un ottimo ristorante frequentato solo da locali.
Govinda vive – in ricordo di Tiziano Terzani
Scritto da Tripluca il 16/06/2007
Tiziano Terzani, per dirla con parole sue, “ha lasciato il suo corpo” il 28 luglio di un anno del 2005. In Italia Terzani é diventato popolare, quasi un “˜icona dei pacifisti’ dopo i fatti dell’11 settembre, quando il Corriere della Sera pubblicò alcuni suoi articoli contrapposti a quelli di Oriana Fallaci. Articoli che furono raccolti in Lettere contro la Guerra, il suo ultimo libro che, nonostante la fama internazionale, dovette tradurre egli stesso in inglese perché tutte le case anglosassoni si rifiutarono di farlo,timorose di irritare il governo Usa. Ridurre però la figura di Tiziano Terzani ai suoi ultimi anni é ingiusto, perché lui é stato uno dei più grandi viaggiatori dell’ultimo secolo. E in particolare un viaggiatore del continente asiatico. Giornalista e scrittore si, ma viaggiatore sopra ogni cosa, tanto che era così che voleva essere ricordato sulla sua lapide.
Laureato in legge a Pisa, specializzato in Usa con studi di cinese, capì ben presto che il posto di manager in Olivetti, che occupò un paio d’anni, non faceva per lui. Attratto dall’Asia e spinto dalla moglie Angela, figlia di pittori tedeschi trasferiti a Firenze, intraprese la carriera giornalistica per Der Spiegel, come corrispondente da Singapore. Da allora, vissute in prima linea le guerre in Vietnam e Cambogia, illuso e disilluso dal comunismo, espulso dalla Cina, gaijin in Giappone, immerso nella profonda Russia dei giorni successivi al crollo del Muro di Berlino, Terzani non si é mai fermato.
Sempre in prima linea, a cercare la verità nei fatti. Fino a quando si rese conto che i fatti in parte gliela nascondevano questa verità e, complice il cancro irreversibile che gli venne diagnosticato nel 1995, lasciò la professione per cercarla nella meditazione. Tra i tanti libri che Terzani ci ha lasciato, potrete trovare le testimonianze sul sud est asiatico, oltre in quelli in cui racconta gli orrori della guerra (Pelle di Leopardo e Giai Phong sul Vietnam, oltre a Holocaust in Kamboscha, incredibilmente non ancora tradotto in italiano), in In Asia, una selezione di trent’anni dei migliori reportage per tutto il continente. Molti dei quali tremendamente attuali anche a decenni di distanza.
Il libro però più indicato da leggere per un occidentale che ha intenzione di andare a conoscere il sud est asiatico é Un Indovino mi disse, scritto nel 1994, in cui racconta di quegli straordinari 12 mesi in cui, continuando a girare il mondo per Der Spiegel, lo fece senza mai prendere aerei. Il perché lo lasciamo a un estratto del libro stesso:
“…Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai», m’aveva detto un indovino. Era successo a Hong Kong. Avevo incontrato quel vecchio cinese per caso. Sul momento quelle parole m’avevano ovviamente colpito, ma non me ne ero fatto un gran cruccio. Era la primavera del 1976, e il 1993 pareva ancora lontanissimo. Quella scadenza però non l’avevo dimenticata. 1977… 1987… 1990… 1991. Sedici anni, specie se visti dalla prospettiva del primo giorno, sembrano tanti, ma, come tutti gli anni, tranne quelli dell’adolescenza, passarono velocissimi e presto mi ritrovai alla fine del 1992. Che fare? Prendere sul serio quel vecchio cinese e riorganizzare la mia vita, tenendo conto del suo avvertimento? O far finta di niente e tirare avanti dicendomi: «Al diavolo gli indovini e le loro fandonie»? A quel punto avevo vissuto in Asia, ininterrottamente, per più di un ventennio – prima a Singapore, poi a Hong Kong, Pechino, Tokyo, infine a Bangkok ““ e pensai che il miglior modo di affrontare quella «profezia» fosse il modo asiatico: non mettercisi contro, ma piegarcisi.
Terzani si arrende all’evidenza che quel modo di sentire e ragionare intriso di mistero, così lontano dalla sua razionalità occidentale, e dallo scetticismo toscano tutto suo, gli é entrato sottopelle. Perché, e chi é già stato lo sa, un viaggio da quelle parti é, prima ancora che l’immergersi in una natura meravigliosa e l’incontro con una cultura così differente, che tenta di resistere alla modernità occidentale, un viaggio dentro sé stessi.
Per chi vuole approfondire la vita e le opere di Tiziano Terzani, rimandiamo al suo sito ufficiale www.tizianoterzani.com
Negozio di Libri online
Trip-Editoriale Numero 4, Africa
Scritto da Tripluca il 15/06/2007
Costretti ad abbandonare l’idea della carta stampata, ci siamo ritrovati tra le mani un programma Open Source incredibilmente buono, WordPress , che ci permette una gestione della rivista a livelli prima impensati.
Non tutto il male viene per nuocere suona molto vero in quesi giorni.
Ci possiamo concentrare quindi sui contenuti, dimenticando i problemi dell’impaginazione e della distribuzione. Ci pensa WordPress.
Inoltre ognuno può partecipare e, novità del Numero 4, ognuno può guadagnare.
Il TripMagazine è in Pole Position per diventare il primo progetto concreto del TripCentre che aiuta i viaggiatori a lavorare viaggiando.
Spieghiamo.
Google Adsense esiste ormai da qualche anno, e io personalmente porto a casa più 100 euro al mese grazie alla pubblicità nel mio sito di fotografie Tripfoto.com.
Ogni volta che qualcuno clicca su di un annuncio, mi viene accreditato qualche centesimo, variabile, nel conto Google Adsense. Quando raggiungo 100 U$ me li faccio mandare in banca. Semplice.
Se dovessi sparire in un’isola deserta per 6 mesi, al ritorno avrei 600 Euro in conto. Geniale.
Quindi non si tratta nemmeno di un guadagno, ma di una rendita.
E’ bello avere una rendita se si vuole viaggiare, no?
Ora portiamo questo concetto nel TripMagazine.
Chiunque voglia collaborare in maniera continuativa, può aprire un conto Google Adsense, passarci il codice e inserirlo nei propri articoli.
Se scrivete molto, vi creerete una rendita anche voi.
Se invece avete un blog o un sito personale con Adsense, mettete un link con la vostra firma, e il TripMagazine vi porterà accessi, quindi click, quindi qualche soldo, quindi qualche viaggio in più.
Ci tengo a dirlo: non si fanno i soldi scrivendo. Ma il crearsi una rendita, anche di qualche centinaio di euro al mese, è possibile. Richiede costanza, qualità e talento.
E il TripMagazine per farsi conoscere.
Vi portiamo quindi questo numero dedicato all’Africa gestito da IlCujo in Africa, me nel Sud Est Asitico e Claudio in Cina, sperando vi piaccia e di vedervi partecipi a questa bella avventura.
Chissà , forse tra 5 anni, avremo dei viaggiatori in giro per il mondo grazie al TripMagazine!
Ricordate: c’è sempre un’alternativa, bisogna provarci.
E un’ultima novità : Claudio è tornato ad essere il Direttore.
Ri-benvenuto!
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Date un’occhiata o iscrivetevi gratuitamente ad Adsense!
Editoriale TM3
Scritto da Tripluca il 28/02/2007
Eccoci al quarto numero del TripMagazine. Abbiamo fallito.
L’idea originaria era di tirar fuori dallo schermo, dove leggere è brutto, le cose più belle del web sui viaggi.
Portarle su carta. Da leggere sulla classica poltrona nella classica sera d’inverno.
Tutto andava bene: molti di noi scrivevano, in fretta, anche belle cose.
Il TripRettore coordinava egregiamente ed eravamo pronti in poche settimane.
Poi, sempre, il collo di bottiglia: l’impaginazione. Era troppo lavoro nelle mani di una sola persona che lo faceva per passione ma che spesso aveva cose più importanti da fare.
Quindi alla fine abbiamo deciso: basta, andiamo sul web.
WordPress, il software gratuito che stiamo utilizzando, ci ha permesso di risorgere.
L’autore scrive, un altro corregge, il TripRettore coordina e….siamo già impaginati!
A voi non resta che scegliere quello che più vi piace e magari stamparlo per leggerlo sulla poltrona di cui sopra.
Il New York Times tra qualche anno sarà solo in versione web. Noi lo siamo già .
Vi presentiamo il TM3, dedicato all’Europa, vista dalla prospettiva del viaggio indipendente. Riscopriamola così.
Di Tripluca
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