Notte a Porto
Scritto da Tripluca il 21/02/2008
Sono a tre ore di aereo da casa. In una stanza d’albergo. Accartocciata tra parete e letto. Con i jeans sbottonati, i calzini usurati sui talloni e un ghigno beota sul viso. Chi é quel deficiente che ha avuto la brillante idea di mettere uno specchio di fronte al letto?
Dall’altra parte del muro la mia compagna di viaggio dorme. Nonostante siano solo le undici di sera era distrutta. Ieri abbiamo discusso pesantemente.
Ho una smania addosso, non posso restare qui. Infilo bottoni e stringhe nei fori giusti, le rubo una presa di tabacco. Ha un’espressione dolce, credo stia sognando. Sto per lasciarle un biglietto ma poi penso che, no, non si sveglierà . Spengo la luce e accosto silenziosa la porta.
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