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Da Pattaya a Chumphon

Scritto da fra il 27/02/2010

Pak Nam Pran

Pak Nam Pran

Pronti, partenza, via.

Alle 3 del mattino del 13 febbraio si parte da Pattaya. Partiamo nel cuore della notte per evitare il traffico di Bangkok. Dopo 340 chilometri arriviamo a Cha Am. Si tratta solamente una tappa di trasferimento. Nulla di interessante nel tragitto (anche se la costa da Pattaya a Chonburi non e’ male di giorno).
Prevedo che questa sia stata la tappa piu’ brutta del viaggio, ma e’ comunque riuscita, visto che siamo usciti indenni da Bangkok, la quale puo’ essere un vero incubo se la si vuole attraversare di giorno in moto.
Sconsiglio vivamente Cha Am, a meno che non si voglia vedere di persona quanto pacchiani possano essere i thailandesi ricchi in vacanza. Arrivano su enormi SUV da Bangkok nel week end e noleggiano orribili tandem per 4 persone, color rosa, scorazzando su questi per l’anonimo (per non dir brutto) lungomare.
Il giorno dopo passiamo Hua Hin (brutta copia di Pattaya) e ci addentriamo verso stradine secondarie lasciando ai sfreccianti SUV la mitica Phetkasem Road, la principale arteria di collegamento da Bangkok al sud della Thailandia.
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In moto da Pattaya a Penang (o quasi)

Scritto da fra il 9/02/2010

in moto in thailandia

in moto in thailandia

Molti che, come me, vivono piu’ o meno stabilmente in Thailandia sono abituati a fare i cosiddetti “border run”o “visa run”. In pratica ogni 3 mesi molti farang (come sono comunemente chiamati i bianchi qui) devono recarsi fuori dal regno per estendere il proprio visto o per procurarsene uno presso un’ambasciata o consolato thailandese.

Tutto cio’ e’ visto da molti come un noioso ed inutile sperpero di denaro. In pratica si finisce sempre per pagare piu’ il viaggio che il visto in sé, soprattutto ora che i visti turistici per la Thailandia sono gratis.
Ci sono agenzie che da varie localita’ del paese organizzano border run in minivan, che in giornata ti portano al piu’ vicino posto di frontiera, espletano le formalita’ burocratiche per te e ti riportano a casa in giornata.
Anche chi va in ambasciata a richiedere un visto, in genere si ferma nel posto solo il minimo necessario (in genere 2 giorni e una notte).
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In treno dalla Thailandia alla Malesia (e viceversa)

Scritto da fra il 30/01/2010

Per chi vuole spostarsi dalla Thailandia alla Malesia (o viceversa) via terra, uno dei mezzi migliori e’ il treno Bangkok-Butterworth. Il treno parte tutti i giorni dalla stazione di Hualamphong, a Bangkok, alle 14,45 e arriva a Butterworth alle 11,55 del giorno dopo (esclusi probabili ritardi).
Non si tratta certamente di un treno ad alta velocita’, ma e’ comodo ed economico. Per il tragitto Bangkok-Butterworth, sono prenotabili solo cuccette di seconda classe con aria condizionata al prezzo di 1120 e 1210 baht rispettivamente per una cuccetta in alto e in basso. Il treno e’ pulito ed il servizio e’ ottimo per quel prezzo.
E’ presente anche una carrozza ristorante dove si puo’ mangiare o bere, anche se i prezzi non sono proprio economici. Conviene portarsi qualcosa da mangiare e bere da casa, o comprare dai venditori ambulanti che salgono durante le fermate.
E’ in genere tollerato fumare nel bagno con il finestrino aperto, anche se ufficialmente si tratta di treni non fumatori.
Dalla stazione di Butterworth si raggiunge a piedi in 5 minuti il molo da dove partono i traghetti per Penang. Appena usciti dalla stazione si gira a destra e si prende il ponte pedonale che porta al molo.
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Visto turistico per la Thailandia

Scritto da fra il 29/01/2010

Negli ultimi 5 anni le leggi che regolano la concessione di un visto per entrare in Thailandia sono cambiate numerose volte, generando a volte confusione e disagio ad ignari turisti.
Evitero’ di elencare tutti i cambiamenti che sono stati effettuati.
Si tenga presente che cio’ che scrivo e’ valido oggi, ma che puo’ cambiare da un giorno all’altro senza preavviso.

I cittadini di numerosi paesi, inclusa l’Italia, possono ottenere un ”visto all’arrivo” gratuito al momento del loro ingresso in Thailandia, purche’ in possesso di un passaporto con validita’ di almeno sei mesi dal momento dell’arrivo. La durata di questo visto e’ di 30 giorni se si arriva in aereo, 15 giorni se si entra nel regno via terra. Attualmente si puo’ chiedere questo tipo di visto per un numeno infinito di volte, anche se dopo il quarto ingresso consecutivo, le autorita’ thailandesi vi possono chiedere una prova del vostro reddito, per accertarsi che voi non lavoriate illegalmente nel regno.
Nel caso si arrivi in aereo vi puo’ essere richiesto di mostrare un biglietto aereo in uscita dalla Thailandia entro 30 giorni dall’arrivo. Questo in genere vi viene richiesto quando fate il check in.
Questo visto puo’ essere esteso per un periodo di 7 giorni presso uno dei molti uffici immigrazione sparsi per il paese, pagando 1900 baht (circa 40 euro), purche’ si abbia un biglietto in uscita dal regno entro tale data.

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Le tre leggi dell’alimentazione da viaggio

Scritto da Tripluca il 14/05/2008

La diarrea al tempo del Songkran

7. Previously is Lost

Un racconto che é arrivato alle radici della diarrea

8. Le tre leggi dell’alimentazione da viaggio

La diarrea e i dolori lancinanti alla pancia mi hanno tenuto compagnia per cinque lunghi giorni, nonostante abbia violato per tutta la settimana la seconda e la terza legge fondamentale dell’alimentazione in viaggio. La seconda legge fondamentale dell’alimentazione da viaggio prescrive di mangiare cibarie locali, possibilmente nei posti per i locali. Se uno viaggia per conoscere, una delle chiavi d’accesso fondamentali, nonchè tra le più divertenti, per entrare in contatto con la cultura di un popolo é proprio attraverso il cibo. Non solo provare le specialità  locali, ma mangiare dove mangia la gente del luogo. Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Sembra scontato eppure la maggior parte dei viaggiatori sembra non poter fare a meno del solito hamburger con patatine. E per altri non esiste altro che il banana pancacke.

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Previously is lost

Scritto da Tripluca il 11/05/2008

La diarrea al tempo del Songkran

6. La guerra dell’acqua

Un racconto che a questo punto deve fare un necessario passo indietro

7. Previously is lost

Nel primo giorno post loop, oltre che a fare i conti con un ritorno di fiamma della diarrea e i postumi delle botte dell’incidente, Chiang Mai mi ha accolto con una giornata torrida, la prima di una settimana di calore asfissiante, con temperature massime sempre oltre i quaranta gradi. In queste condizioni dovevo arrendermi all’evidenza che il mio piano originario era andato definitivamente a puttane.

Il mio piano originario prevedeva una sola notte di sosta a Chiang Mai, dove avrebbe dovuto tenermi compagnia Noi, una ragazza thai conosciuta a Pai. Il giorno dopo avrei dovuto dare l’esame del corso di tecniche di massaggio con gomiti e ginocchia e quindi ripartire con Noi per la volta per la volta di Pai, dove avevo bloccato per un mese (al prezzo irrisorio di 120 euro) una casa artistica nel mezzo della valle a otto chilometri dal paese, senza letto, ma con l’imprescindibile connessione a internet e piena di finiture artistiche, inclusa la vasca in mosaici riempita d’acqua termale.

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