Da Pattaya a Chumphon
Scritto da fra il 27/02/2010
Pronti, partenza, via.
In moto da Pattaya a Penang (o quasi)
Scritto da fra il 9/02/2010
Molti che, come me, vivono piu’ o meno stabilmente in Thailandia sono abituati a fare i cosiddetti “border run”o “visa run”. In pratica ogni 3 mesi molti farang (come sono comunemente chiamati i bianchi qui) devono recarsi fuori dal regno per estendere il proprio visto o per procurarsene uno presso un’ambasciata o consolato thailandese.
In treno dalla Thailandia alla Malesia (e viceversa)
Scritto da fra il 30/01/2010
Visto turistico per la Thailandia
Scritto da fra il 29/01/2010
Negli ultimi 5 anni le leggi che regolano la concessione di un visto per entrare in Thailandia sono cambiate numerose volte, generando a volte confusione e disagio ad ignari turisti.
Evitero’ di elencare tutti i cambiamenti che sono stati effettuati.
Si tenga presente che cio’ che scrivo e’ valido oggi, ma che puo’ cambiare da un giorno all’altro senza preavviso.
I cittadini di numerosi paesi, inclusa l’Italia, possono ottenere un ”visto all’arrivo” gratuito al momento del loro ingresso in Thailandia, purche’ in possesso di un passaporto con validita’ di almeno sei mesi dal momento dell’arrivo. La durata di questo visto e’ di 30 giorni se si arriva in aereo, 15 giorni se si entra nel regno via terra. Attualmente si puo’ chiedere questo tipo di visto per un numeno infinito di volte, anche se dopo il quarto ingresso consecutivo, le autorita’ thailandesi vi possono chiedere una prova del vostro reddito, per accertarsi che voi non lavoriate illegalmente nel regno.
Nel caso si arrivi in aereo vi puo’ essere richiesto di mostrare un biglietto aereo in uscita dalla Thailandia entro 30 giorni dall’arrivo. Questo in genere vi viene richiesto quando fate il check in.
Questo visto puo’ essere esteso per un periodo di 7 giorni presso uno dei molti uffici immigrazione sparsi per il paese, pagando 1900 baht (circa 40 euro), purche’ si abbia un biglietto in uscita dal regno entro tale data.
Le tre leggi dell’alimentazione da viaggio
Scritto da Tripluca il 14/05/2008
La diarrea al tempo del Songkran
Un racconto che é arrivato alle radici della diarrea
8. Le tre leggi dell’alimentazione da viaggio
La diarrea e i dolori lancinanti alla pancia mi hanno tenuto compagnia per cinque lunghi giorni, nonostante abbia violato per tutta la settimana la seconda e la terza legge fondamentale dell’alimentazione in viaggio. La seconda legge fondamentale dell’alimentazione da viaggio prescrive di mangiare cibarie locali, possibilmente nei posti per i locali. Se uno viaggia per conoscere, una delle chiavi d’accesso fondamentali, nonchè tra le più divertenti, per entrare in contatto con la cultura di un popolo é proprio attraverso il cibo. Non solo provare le specialità locali, ma mangiare dove mangia la gente del luogo. Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Sembra scontato eppure la maggior parte dei viaggiatori sembra non poter fare a meno del solito hamburger con patatine. E per altri non esiste altro che il banana pancacke.
Continua a leggerePreviously is lost
Scritto da Tripluca il 11/05/2008
La diarrea al tempo del Songkran
Un racconto che a questo punto deve fare un necessario passo indietro
7. Previously is lost
Nel primo giorno post loop, oltre che a fare i conti con un ritorno di fiamma della diarrea e i postumi delle botte dell’incidente, Chiang Mai mi ha accolto con una giornata torrida, la prima di una settimana di calore asfissiante, con temperature massime sempre oltre i quaranta gradi. In queste condizioni dovevo arrendermi all’evidenza che il mio piano originario era andato definitivamente a puttane.
Il mio piano originario prevedeva una sola notte di sosta a Chiang Mai, dove avrebbe dovuto tenermi compagnia Noi, una ragazza thai conosciuta a Pai. Il giorno dopo avrei dovuto dare l’esame del corso di tecniche di massaggio con gomiti e ginocchia e quindi ripartire con Noi per la volta per la volta di Pai, dove avevo bloccato per un mese (al prezzo irrisorio di 120 euro) una casa artistica nel mezzo della valle a otto chilometri dal paese, senza letto, ma con l’imprescindibile connessione a internet e piena di finiture artistiche, inclusa la vasca in mosaici riempita d’acqua termale.
Continua a leggere


