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Viaggio alla scoperta del Venezuela

Scritto da Tripluca il 2/05/2006

Salto del Angel Conoscete un singolo stato nel quale potete scegliere se andare in alta montagna (fino a 5000 mt!) oppure in un mare bellissimo con spiagge che non hanno nulla da invidiare alle più famose Maldive, nel cuore di una foresta pluviale dove vivono ancora tante comunità  di Indios o navigare nei fiumi per ammirare cascate mozzafiato (una delle quali la più alta del mondo), in una savana ricchissima di fauna oppure perdersi nelle città  dove vive una popolazione allegra e anche”¦ bella, visto che ogni anno le sue donne primeggiano nei vari concorsi internazionali di Miss? Il tutto spendendo 5 euro per una camera con bagno in hotel e al ritmo di una musica decisamente coinvolgente? Bé, io uno stato così lo conosco e vorrei consigliarvelo. A pochi gradi di latitudine Nord dall’equatore, il Venezuela é ancora una meta pressochè sconosciuta ai viaggiatori italiani, se si escludono le paradisiache isolette dell’arcipelago di Los Roques, unica destinazione Venezuelana del 95% degli italiani che si recano in questo paese. Ma perchè quel 95% di turisti dovrebbero rinunciare ad oziare dalla mattina alla sera su spiagge immacolate e visitare altri luoghi?
E cosa c’é da fare o vedere in Venezuela?
Provo ora a spiegarvelo. Riempite (non troppo!) lo zaino e seguitemi.

Bambini VenezuelaniArrivate a Caracas, la sua malfamata (a detta degli stessi venezuelani) capitale. C’é un famoso detto caracheà±o che dice “Se hai vissuto a Caracas, dopo la morte sei sicuro che non andrai all’inferno perchè ci sei gia stato!”.
Simpatico, no? Ma lasciatelo perdere, é tutto folklore. In effetti però questo é il luogo in cui dovrete prestare ancora più attenzione del solito, anche se questo é un problema comune a quasi tutte le metropoli sudamericane per cui con le solite buone precauzioni non correrete nessun pericolo.
Di giorno potrete girare con tranquillità  quasi dappertutto, di notte invece sono consigliabili (e sufficientemente sicuri) solo alcuni quartieri come Altamira e Las
Mercedes, dove anche se girerete soli soletti nessuno vi disturberà . Poi via, verso la prima destinazione marina.

Santa Fé, al centro del Parque Nacional Mochima, é un tranquillo paesino di pescatori proprio davanti al mar dei Carabi. Qui le posadas sono quasi tutte sulla spiaggia, a 10 metri dal bagnasciuga. Scegliendo bene la camera vi sveglierete la mattina sentendo il rumore del mare.
E’ però questa una destinazione “di riposo”, di relax.
Di giorno ci sono tante isolette del parco da visitare, ma la sera dopo le 21 chiude tutto! Adatta quindi a coppiette in vena romantica o a chi vuole cercare il suo “io” che nel centro di Milano non riesce a trovare, e ha bisogno di meditare. In caso contrario”¦ due giorni qui vanno bene e poi via, in autobus! Destinazione sud, verso l’equatore.

Arrivate a Ciudad Bolivar, insignificante cittadina punto di partenza per le escursioni a Canaima e allo stupefacente Salto Angel (non é una droga!). Alla stazione di arrivo dell’autobus in tanti vi avvicineranno per proporvi questa escursione. I prezzi e i percorsi sono pressochè identici, quindi scegliete chi vi é più simpatico. Costo per 3 giorni tutto compreso: 150 dollari. Molto? Sembra, ma così non é perchè l’escursione comprende vitto, alloggio e trasporti per 3 giorni (aereo incluso).
Si inizia con un volo su un piccolo aereo a 6 posti (pilota compreso!) che traballa come un trattore su una strada bianca, il quale vi porterà  a Canaima, piccolo villaggio dove vive una comunità  di 500 simpatici indios, costruito nei pressi di una grande laguna impreziosita dalle varie cascate che si riversano su di essa.
Vista mozzafiato, tanto che ci hanno anche girato alcune scene di Jurassic Park! Ma la vera avventura inizia il giorno dopo, ed é la visita al “Salto Angel”, la cascata più alta del mondo.
L’imponenza dei suoi 979 mt. é impressionante!
E qui, per scegliere la data in cui visitarla, bisogna fare una distinzione fra viaggiatori più “avventurosi” e viaggiatori “stanchi-tanto-faccio-foto-bellissime-lo-stesso”.
Se si va nella stagione secca (novembre-marzo), il fiume che vi ci porta sarà  quasi secco, per cui ci vorranno 6-7 ore di canoa a motore per arrivarci, ma spessissimo la barca si arenerà  sui”¦ sassi!!! In questi casi si scende dalla canoa e si spinge la barca, per poi saltarci sopra appena c’é più acqua, molto di corsa però perchè la corrente spesso é forte.
E a volte cadendo in acqua tutti vestiti!
Quando sono andato io ho contato ben 60 discese in acqua per spingere, con 2 bagni completi, vestiti e scarpe comprese! Fa molto Indiana Jones!
Se invece si va nella stagione delle pioggie (giugno-novembre) ci arriverete dritti dritti in meno di 2 ore, sempre seduti in barca senza scendere mai, perchè il livello del fiume é più alto di alcuni metri. La cascata sarà  anche più bella perchè la portata di acqua é maggiore e usciranno foto stupende, però si perde tutta quella fase di :
“En agua!””¦. “Vamos, empujar (spingere) “”¦. “Rapido, rapido”¦” “Cuidado”¦” che per me é stata la parte più bella dell’escursione.

Siete tornati sani e salvi a Ciudad Bolivar? Bene, recuperate energie perchè il meglio deve ancora venire! Prendete ora un autobus notturno che in 12 ore, all’esorbitante costo di 6 euro, vi porterà  a Puerto Ayacucho, capitale dello stato di Amazonas, ai bordi dell’immensa foresta amazzonica sudamericana.
Da qui partono le escursioni verso l’interno della foresta, organizzate da 3 o 4 agenzie locali.
Costo? Sempre il solito, 50 dollari al giorno per 3 giorni.
Se però andrete da soli come me, nessuno vi vorrà  portare (a meno che non paghiate almeno la tariffa per 3 persone) e allora scoprirete che si può fare”¦ di meglio. Io ho contattato un indio che di solito lavora come guida per le suddette agenzie (chiedete in giro e ne troverete), che per una cifra inferiore mi ha accompagnato personalmente nella foresta. Solo io e lui. Risultato? Ho vissuto 3 giorni/2 notti nel suo piccolo villaggio, in mezzo alla sua famiglia, dormendo la notte in un amaca appesa fra 2 alberi, camminando di giorno nella rigogliosissima foresta amazzonica e pescando la sera nel fiume, insieme ai suoi 3 figlietti, piraà±as e altri strani pesci.
Inutile dire che io di pesci non son riuscito a prenderne neanche uno, mentre anche il figlietto più piccolo, di 5 anni, ne ha preso un secchio pieno!

Siete già  stanchi di camminare, dormire all’aperto, farvi divorare da zanzare e insetti vari, morire di caldo e farvi la doccia solo nel fiume? Va bé, una pausa ve la concedo e vi porto a Merida, con un altro autobus che in un colpo solo vi farà  attraversare centinaia di chilometri.
Ma anche se all’ufficio informazioni dei bus (sempre chiuso!) vi garantiranno che arriverete direttamente a Merida, ricordatevi che le informazioni che tutti qui si prodigano a darvi valgono come la parola d’onore di Berlusconi: cioé nulla. Quindi preparatevi a quando il bus vi scaricherà  alle 9 di sera in un’anonima cittadina a metà  strada, per poi proseguire il viaggio la mattina dopo.
Fastidioso? Ma no, gli imprevisti sono il sale dei viaggi, lo arricchiscono e lo rendono indimenticabile. In caso contrario la prossima volta prendete AlpiTour.

Merida é una tranquilla cittadina universitaria sita a 1600 metri di quota, per cui dopo settimane di caldo tropicale qui potete ritrovare il piacere di respirare aria più fresca e
secca. Essendoci la seconda università  del paese (dopo Caracas), l’ambiente é giovanile e frizzante, con pub e disco sempre animate ogni giorno della settimana, e per di più anche dal punto di vista della sicurezza é tranquillissima: qui si può girare indisturbatamente anche di notte. Infine i costi generali di vita (hotel, pasti, taxi) sono fra i più bassi dei già  bassissimi costi venezuelani.
Insomma, Merida é proprio un’oasi da ogni punto di vista. Ma”¦ non vorrete oziare o fare bagordi troppo a lungo, no? E allora iniziate a girare le tantissime agenzie che troverete camminando per strada, su! Adelante, muoversi!!! Da qui potete scegliere se prendere la funivia più lunga e più alta del mondo (arriva fino a oltre 4700 mt.), fare trekking sulle alte cime delle Ande (qui vi affittano anche i giubbotti invernali e gli scarponi a prezzi ridicoli, quindi non portateveli appresso), visitare i piccoli ma suggestivi paesini montani oppure visitare la foce del rio Catatumbo dove, luogo unico al mondo e finora non ancora scientificamente spiegato, ogni notte appare il fenomeno dei lampi notturni, e cioé un intreccio di fulmini e lampi (a ciel sereno) da lasciarvi a bocca aperta. Niente effetti speciali, solo madre natura.

Ma Merida non finisce qui, c’é altro di ancora più bello. Molto!!

Merida é il punto di partenza migliore per visitare Los Lanos, la zona geografica più ricca di animali di tutto il sud America. E sono animali visibili, non nascosti tra la vegetazione come nella foresta amazzonica. Per questa bellissima escursione il prezzo si aggira sui 100-120 dollari per 4 giorni / 3 notti, tutto compreso.
Los Llanos é una savana (analoga al Pantanal brasiliano) dove si possono avvistare facilmente alligatori, gigantesche anaconde, uccelli coloratissimi e di ogni tipo e anche piraà±as, se cadrete in acqua! Invece sono invisibili i milioni di zanzare che verranno a fare la vostra conoscenza, ansiose anche loro come voi di socializzare con gli stranieri.

Per completare la visita venezuelana, ma solo dopo aver così visitato il suo interno, vi concedo un break a Los Roques, l’arcipelago citato prima. Si tratta di 40 isolette
coralline che per la bellezza delle spiagge ricordano tanto le Maldive. Unica differenza: non ci sono alberi (senza crema protettiva e ombrellone si muore qui!).
Le spiagge sono tante, per cui é molto facile rimanere da soli senza gente intorno, in compagnia solo di simpatici gabbiani bianchi con la faccia nera. Los Roques però, al
pari della Costa Smeralda in Italia, é il luogo più caro di tutto il Venezuela. Per dormire si spende dai 50 agli oltre 100 euro a notte (mezza pensione), ma anche 20 se cercate
bene fra le posadas più economiche.
Se volete spendere di meno l’alternativa é Chichiriviche, a 7 ore da Caracas, nel Parque Nacional de Morrocoy.
Anche qui ci sono isole coralline (queste con le palme, però), ma i prezzi sono decisamente più “venezuelani”, anche se le spiagge non raggiungono la perfezione assoluta
di quelle di Los Roques.

Bene, così può bastare.
Invece di venire in Venezuela e passare intere giornate solo in spiaggia, avete attraversato tutto il paese scoprendo tutto un altro mondo.
Ci sarebbero anche altre zone da visitare, come il Delta dell’Orinoco (palude ricca di fauna) o la Gran Sabana (altopiano ottimo per il trekking), ma non si può fare tutto.
Per chi si appassiona di politica poi, il Venezuela offrirà  interessanti spunti di conversazione con i suoi informatissimi abitanti, pacificamente divisi fra destra e sinistra,
senza alcuna via di mezzo. Il suo carismatico presidente, Chavéz, ma soprattutto il fatto che sia il 5° paese produttore di petrolio al mondo lo sta mettendo sempre
più in rotta di collisione con il governo statunitense, che l’ha ammesso nella poco onorevole lista dei cosiddetti “stati canaglia”. Speriamo bene per il futuro.
E che dire della musica caraibica che prorompe da ogni autobus/taxi/auto privata/bar/ristorante/casa/bancarella, a tutto volume e a ogni ora del giorno (e spesso della notte)? Mi dispiace, non ho più spazio per parlarne.
Andate voi e verificate di persona. Io finisco qui, ora passo al Ministero del Turismo venezuelano a ritirarmi la tangente per l’articolo e quindi vi saluto. Adiòs!

FOTO: cascate a Canaima e una famiglia di indios che si prepara per la doccia serale.

Pietro Messa

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