Le TripFoto di capodanno
Scritto da Tripluca il 21/01/2009
Ecco alcune foto scattate dai viaggiatori in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il primo gennaio 2009.
Un modo per salutare il nuovo anno pensando alla strada.
Il vincitore è Mark79 con questa foto del deserto di Atacama in Cile!
Questo é il tramonto sul primo giorno dell 2009: Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile Un saluto a Luca e a tutto il forum dei TripViaggiatori, se sono qui é anche un pò merito vostro...
Buon Anno
Bolivia al referendum sulla nuova costituzione
Scritto da Tripluca il 17/01/2009
Molte persone in questi mesi mi hanno chiesto : “Ma cosa sta succedendo in Bolivia?” Le notizie di violenze e di persone uccise, infatti, hanno ormai raggiunto anche le grandi catene televisive mondiali.
Il paese vive una situazione di equilibrio precario da almeno quattro anni, un’ebollizione che i miei amici boliviani chiamano “Processo del cambiamento “, poichè’ riflette il passaggio dalla vecchia gestione politico amministrativa dello stato legata all’elite bianca, alla gestione del paese da parte della maggioranza indigena, rappresentata dal presidente Evo Morales e dal Movimento al Socialismo.
La Bolivia non e’ un paese facilmente decifrabile, soprattutto per una persona con una mentalita’ occidentale. E’ un paese che e’ difficile catalogare, data l’originalita’ delle parti in causa. Gli attori di questa rivoluzione sono infatti vari e vanno oltre la breve descrizione che posso dare in questo spazio. Anche i piu’ attenti analisti del processo boliviano sono continuamente sorpresi da avvenimenti incredibili e inaspettati, colpi bassi, manovre strategiche, tattiche militari e attivita’ mediatiche, senza contare gli episodi di violenza.
Ma, andando con ordine, vi riassumo per brevi tappe quello che e’ successo fino ad oggi ed in particolare cio’ che e’ accaduto in questi ultimi mesi decisivi per la democrazia.
Continua a leggereDesaparecidos, Missing, Scomparso.
Scritto da Tripluca il 20/12/2008
Un’automobile vale di più di un bambino
La donna al microfono piange, interrompe il racconto. Da 13 anni aspetta il ritorno di sua figlia che, uscita di casa per comprare un regalo, non é mai più tornata. Racconta che la polizia ha accolto la denuncia solo dopo 48 ore e non ha ancora fatto l’esame del dna su di un corpo trovato carbonizzato tempo dopo.
Il pubblico che ascolta é composto anche da ispettori di polizia tra cui parecchie donne. La gente si immedesima nel dramma della madre la cui vita é tutta concentrata e protesa alla ritorno della figlia. Non ritrovare neppure il corpo della persona scomparsa significa non poter riprendere a vivere. Lo sguardo é sempre fisso sulla porta nella speranza di veder entrare il proprio figlio e gli orecchi sempre allertati dagli squilli del telefono.
Una famiglia a cui scompare un figlio si trova in uno stato di smarrimento e di abbandono. La donna denuncia anche che nessuno parla del fenomeno della scomparsa dei figli.
Continua a leggereBrasile 5 ottobre 2008: Elezioni Comunali
Scritto da Tripluca il 20/09/2008
C’é uomo seduto all’interno di una fabbrica con pareti di cemento, vicino a lui un montacarichi.
Si sente una voce fuori campo :
<Io sono Mario> inizia un ronzio <ho un’ape nel mio orecchio. Da 4 anni>.
L’immagine si sposta in un parco dove sta seduto lo stesso uomo. La voce fuoricampo dice: <Un giorno ero al parco e lei entrò nel mio orecchio>.
L’uomo cammina per strada e il ronzio continua insistente. Scuote la testa.
Ora l’uomo é inginocchiato davanti a un secchio d’acqua e la voce: < Ero pieno di rabbia, ho tentato di tutto>.
L’uomo tuffa la testa dentro al secchio < Quasi impazzivo>.
Di nuovo seduto al parco, mette miele nell’orecchio.
La voce <Adesso io mi prendo cura di lei: la alimento>.
Piccolo stacco poi la voce continua:
<Immagina un’ape nervosa, dentro il tuo orecchio per 4 anni>.
Si inserisce un’ altra voce fuoricampo, il tono é grave:
<Quattro anni é un tempo lungo, specie quando le cose non vanno bene>.
E qui appare la scritta “Vota Brasile, elezioni 2008, il futuro della tua città é il tuo futuro”.
La solita voce commenta ” Per questo, prima di votare, analizza il passato dei candidati, perché saranno loro che governeranno la tua città per i prossimi 4 anni”.
Elezioni in Paraguay, il 20 aprile 08 il paese cambia.
Scritto da Tripluca il 19/04/2008
Pochi conoscono il Paraguay e sanno riconoscerlo nella cartina. Dire “paraguayo” ad una persona qui in Brasile significa definirlo un pezzente. E’ l’ultimo paese in termini economici ed é il paese del contrabbando e della illegalità .
Tutto il mercato “pirata” del Brasile passa attraverso il Paraguay. Questo Paese, incastonato in un fazzoletto di terra tra Bolivia, Brasile e Argentina, ha una storia complicata, fatta di colonizzazioni gesuite, devastazioni portoghesi, annientamento dell’80% della sua popolazione, ricostruzione difficile e sanguinose dittature militari.
E’ il Paese che più di altri ha ospitato i nazisti in fuga dalla Germania sconfitta ed é la nazione che da 60 anni a questa parte sta vivendo, bloccata in una condizione di povertà estrema, la semi-dittatura del più longevo partito repubblicano dell’America del sud, il Partido Colorado, partito che dal 1954 al 1989 ha sostenuto il cruento regime del generale Alfredo Stroessner.
Ma tira aria di cambiamento in Paraguay. Un cambiamento forte e radicale, una svolta a sinistra che pare essere pronta a spazzar via quella che viene chiamata la “democra-dura” e che corrisponde ai 17 anni di transizione che hanno seguito l’era Stroessner.
Domenica 20 aprile, il secondo Paese più povero dell’America Latina, dopo il Nicaragua, sarà chiamato alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Fernando Armindo Lugo Mendez, ex vescovo di San Pedro recentemente sospeso a divinis dal Vaticano di Ratzinger e nipote di uno dei più aggueriti oppositori del regime.
Bolivia, paese in ebollizione
Scritto da Tripluca il 13/04/2008
La Bolivia é un paese ad alta temperatura, sembra una di quelle solfatare dove c’é l’acqua che bolle e ogni tanto un geyger manda un getto e si prende paura. Il processo del cambiamento socio-politico iniziato con Evo Morales nel 2005 é un profondo scossone al sistema della società in Bolivia. Il processo mette in discussione la gestione del potere dando forza ai movimenti sociali specialmente indigeni, cercando di togliere forza alle famiglie che tradizionalmente gestivano il paese. L’economia ha spostato il proprio baricentro e adesso si concentra in Santa Cruz e non più a La Paz. Il governo tenta di cambiare le regole in tutti i settori della vita dove il potere tradizionale comandava, stabilendo regole più rispettose delle diversità e la costituzione che ne sarebbe il riassunto é ancora in una difficile fase di approvazione.
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