Costo viaggio in Nicaragua
Scritto da Tripluca il 26/06/2007
di Michele Spiriticchio – www.viaggiareliberi.it
Questi i costi del mio viaggio in Nicaragua, fatto dall’8 al 28 gennaio 2003
Moneta locale: cordoba (molte volte sentirete parlare di pesos e di reales…)
Cambio (rate change ) 14,56 cordobas = 1 $ Usd (0.93 €) (gennaio ‘03)
Spese:
755 euro tax incluse (Iberia) il volo andata su Managua, Nicaragua-ritorno da San José Costarica
600 euro circa in loco, di cui:
5 $ tax entrata in Nicaragua,
85 $ volo a/r per Big Corn Island
3 $ tassa terrestre uscita Nicaragua
17,5 $ hotel Morgut di Managua
10 $ Hotel Los Delfines a Little Corn Island
21 $ bungalow Derick’s a Little Corn Island
20,5 $ hotel Alajuela a Alajuela in Costarica
400 $ cambiati in banca
totale 1355 euro dal 8-28 (29 in Italia) gennaio
Continua a leggereNicaragua: quella sensazione di vuoto a Managua
Scritto da Tripluca il 26/06/2007
di Michele Spiriticchio – www.viaggiareliberi.it
Invece arriviamo all’aeroporto Augusto Cesar Sandino di Managua, Nicaragua alle 1.33 del 9 gennaio 2003.
Le procedure doganali sono veloci e paghiamo al controllo passaporto la tassa d’entrata nel paese di 5 $ USD. In aereo ci viene consegnato anche la tarjeta d’ingresso che compiliamo e che ci viene timbrata all’aeroporto ( da tenere sempre con sé con il passaporto; consente la permanenza in Nicaragua per 3 mesi…).
Ritiriamo lo zaino e usciamo dall’aeroporto; é notte e subito alcuni tassisti ci offrono il loro servizio, sparando tariffe facili per un turista appena arrivato, ma grazie ai miei informatori conosciuti via email (Claudio, Mirco, Lemy, Massimiliano ) so che non dovrò spendere più di 15-20 cordobas, la normale tariffa diurna a Managua per qualsiasi destinazione. Anzi, dovrei anche evitare i tassisti fuori dall’aeroporto e andare direttamente sulla strada di fronte, uscendo dai cancelli, per un taxi dal lato opposto che vada verso sinistra…( verso ovest insomma…).
Ma il buio, e l’impatto così precipitoso ci fanno alla fine cedere a uno di questi che ci conduce nel barrio Martha Quezada per ben 10 $ (ma altri chiedevano fino a 20 $ !!). Dico al taxista di portarci all’hotel Jardin de Italia che però sembra sia chiuso a quell’ora, come peraltro la maggior parte degli hospedajes di Managua. Questo secondo i tassisti furbacchioni…!
Le strade sono deserte e buie, l’illuminazione é ai minimi termini e non c’é nessuna insegna di hotel accesa; come primo impatto Managua mi appare come una città appena uscita da un bombardamento, dispersa in quartieri lontani fra loro, con ampi viali male asfaltati e pieni di buche e fratture che costringono l’autista a continui rallentamenti…
E questa é Managua, la capitale del Nicaragua !
Ma non si può non vedere che ogni casa, palazzo, negozio, ufficio, insomma ogni abitazione é “chiusa” da cancellate, fili spinati, gabbie metalliche cha fanno molto pensare…; sembra che la delinquenza qui sia a livelli insopportabili; o é solo un retaggio degli anni passati ?
Davanti al Jardin de Italia, ci si para davanti un ragazzo che sembra monco; il tassista subito blocca le portiere e tira su i finestrini, suona per svegliare qualcuno dell’hotel, dalla finestrella dietro una grata la signora ci manda al diavolo forse spaventata dal trambusto del taxista e del ragazzo che chiede qualcosa e alla fine si crea la confusione cercata e ottenuta dal taxista ( furbo lui, e polli noi ) che infine riesce a condurci al “suo” hotel, perché noi ormai siamo stanchi morti, senza voglia di imporre altre soste qui al buio ( non mi raccapezzo dove sono, potrei anche essere altrove…!), di notte, quando tutti dormono e sono “chiusi” dentro.
“Ok, va bene, portaci al Morgut“, dico io, che é vicino al terminal degli autobus per Leà³n, visto che tra qualche oretta partiremo proprio per questa cittadina. Il Morgut é un hotel tre stelle, un vigilantes appostato appena dietro la porta finestra vede il taxi fermarsi e allora ci apre; alla nostra richiesta di una camera va a svegliare un signore che dorme profondamente.
Beh, per una camera “doble” con bagno in camera da 40 $ riesco a scendere solo a 35 $ da saldare subito; “porque sono precios impuestos” mi risponde il seà±or, ma noi dovremo dormire solo per 5-6 ore, presto lasceremo la capitale per dirigerci a Leà³n; della televisione non so che farmene, l’aria condizionata che spengo subito perchè non voglio ammalarmi il primo giorno ( almeno aspettiamo una settimana…) e poi é rumorosa ( come sempre…). Maurizio accenna che potevamo starcene in aeroporto, e aspettare che faccia giorno….ma sono solo parole così….dette col senno di poi..
Verso le 8.00, lasciamo il Morgut, e in taxi ( costo 14 cordobas=1 “dollarito”…), ci facciamo portare al terminal Israel Lewites, dove c’é anche il mercato omonimo. Prima però passiamo davanti alla cattedrale vieja di Managua, abbandonata e in disuso dal 1972 anno in cui il terremoto rase al suolo Managua. Non ci sono fondi per ripararla, e alcune transenne impediscono di entrarci. Dalla cattedrale, proprio vicino c’é il malecon sul lago di Managua, inquinatissimo e con un susseguirsi di bar e comedores.
Ma il ricordo più grande che vorrei esprimere é la sensazione di “vuoto” che dà Managua, un’atmosfera surreale, quasi da città fantasma, che appare più una periferia continua di una presunta grande città , per giunta capitale.
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