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	<title>TripMagazine &#187; Trip-Caraibi</title>
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	<description>Rivista di viaggi indipendenti e disorganizzati</description>
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		<title>Cuba: questa ÃƒÂ¨ gente speciale</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2007/06/26/i-cubani-sono-gente-speciale/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 01:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-America]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Cuba]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michele Spiriticchio &#8211; www.viaggiareliberi.it
Osservare Cuba é come vivere in un quadro dai mille colori, percorrere Cuba significa sentirsi la vita addosso&#8230;
Ho mille foto da pubblicare, ma credo che negli occhi mi rimanga ancora l&#8217;immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Michele Spiriticchio</strong> &#8211; <a href="http://www.viaggiareliberi.it">www.viaggiareliberi.it</a></p>
<p>Osservare Cuba é come vivere in un quadro dai mille colori, percorrere Cuba significa sentirsi la vita addosso&#8230;</p>
<p>Ho mille foto da pubblicare, ma credo che negli occhi mi rimanga ancora l&#8217;immagine di un vecchietto con le lacrime agli occhi che mi chiedeva aiuto, un aiuto per come stava&#8230;lacrime di vergogna&#8230;lacrime che a Cuba si fa fatica a immaginare&#8230;.</p>
<p>Io a Cuba vorrei tornarci per rivedere i paesaggi che non riesco a dimenticare, gli occhi lucidi che stanno per piangere di vergogna, i campi che non finiscono mai, la gente che ti guarda la lontano&#8230;&#8221;</p>
<p>Ho viaggiato a Cuba come di consueto avendo solo il biglietto aereo andata e ritorno ( ma quando farò un viaggio con il biglietto di sola andata ?), poi una volta arrivati a La Habana é iniziato il viaggio lungo tutta l&#8217;isola, o quasi&#8230;</p>
<p>Io, Maurizio, Claudia e Michele che d&#8217;ora in avanti chiamerò il nià±o visto che spesso é stato chiamato così per essere il più giovane, abbiamo girovagato l&#8217;isola con taxi particular e autobus rinunciando al noleggio dell&#8217;auto sin dall&#8217;inizio a La Habana&#8230;</p>
<p>&#8230;I cubani sono gente molto speciale !</p>
<p>Ho visto cubani a cui avrei voluto stringere la mano, e anche mischiarmi a loro mentre ero in macchina, mentre ero con gli occhi fissati ad ammirare un panorama che non dimenticherò mai, e le foto mi aiutano in questo, cubani che lavoravano chini sul campo, e cubani che ti guardano e tu non sai cosa stanno pensando, cosa stanno patendo, cubani schiacciati su un camion che tornano a casa dopo il lavoro&#8230;</p>
<p>Ho visto pianure sterminate e le nuvole, sì le nuvole che sembravano messe lì apposta per incominciare un quadro,</p>
<p>e le schiene sudate e abbronzate, i bambini che escono da scuola con i grembiuli tutti uguali e che si mettono davanti all&#8217;obiettivo sorridenti&#8230;</p>
<p></p>
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		<title>Puerto Rico &#8211; Isla del encanto</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2007 18:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 4]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-America]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-America-Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Porto-Rico]]></category>

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		<description><![CDATA[  &#8220;Puerto Rico, l&#8217;isola più piccola delle Grandi Antille, é l&#8217;unico luogo dei Caraibi dove cultura spagnola e nordamericana si fondono armoniosamente. Il territorio, al suo interno, é ancora inesplorato dato che per decenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/targa2.jpg" title="Targa auto"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/targa2.miniatura.jpg" alt="Targa auto" align="left" /></a>  &#8220;Puerto Rico, l&#8217;isola più piccola delle Grandi Antille, é l&#8217;unico luogo dei Caraibi dove cultura spagnola e nordamericana si fondono armoniosamente. Il territorio, al suo interno, é ancora inesplorato dato che per decenni il turismo raramente si é spinto oltre le spiagge e i casinò di San Juan. àˆ una meta turistica, quindi, all&#8217;insegna della natura incontaminata e del divertimento balneare.&#8221;</p>
<p>Questo é quello che ho letto da un trafiletto recuperandolo da un sito di viaggi.<br />
E&#8217; tristemente ovvio vedere come vengono occultate le informazioni per non danneggiare il business (cosa che avviene oramai un pò ovunque).</p>
<p>Puerto Rico o letteralmente &#8220;Porto Ricco&#8221;, colonia spagnola scoperta nel 1492-43, fù invasa dagli Stati Uniti d&#8217;America il 25 luglio del 1898 con lo scoppio della guerra ispano-americana. La Spagna fu obbligata a cedere l&#8217;isola e da allora molte delle caratteristiche dei Portoricani ispanici sono scomparse per lasciar posto all&#8217;educazione americana &#8220;patria della democrazia&#8221; e per diventare una rinomata meta turistica e un importante centro industriale e farmaceutico.</p>
<p>Ho avuto modo di girare per l&#8217;isola in auto, vedere diverse spiagge molto belle, mangiare ottimo cibo tipico del posto, come per esempio le banane cucinate in tutti i modi, piuttosto che pesce fresco, riso, fagioli affogati in squisite salse di carne, e quant&#8217;altro.<br />
Il bagno immersi nelle acque limpide dell&#8217;oceano a 34Ã‚Â° a febbraio é sempre suggestivo ma più che altro rilassante!</p>
<p>San Juan é decisamente vicina alle nostre concezioni metropolitane. In città , le casine colorate con colori pastello scompaiono, a differenza di come si trovano in periferia, lasciando spazio ai troppi alberghi.<br />
Purtroppo a San Juan esiste molta criminalità , per fortuna non avuto disavventure, perciò ne parlo solo per sentito dire, il problema però é molto serio.</p>
<p>Le persone sono molto semplici, disponibili, ma blindate dietro le sbarre delle loro case! <a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/sbarre.jpg" title="Case dietro le sbarre"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/sbarre.miniatura.jpg" alt="Case dietro le sbarre" align="right" /></a> Si, questo é un &#8220;flash&#8221; che mi ha colpito molto, una particolarità  di questo paese che risalta all&#8217;occhio e mi ha innescato una serie di domande inevitabili.<br />
Il buon 70% della città  é molto americaneggiante e fa ricordare che Puerto Rico dipende &#8220;“ anche se non negli animi delle persone &#8211; economicamente e politicamente dagli Stati Uniti.</p>
<p><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/mare.jpg" title="Vieques - Red Beach"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/mare.miniatura.jpg" alt="Vieques - Red Beach" align="left" /></a>  Vieques si trova a 10 km dalla costa orientale di Puerto Rico, é un isola molto bella e ancora piena di sapore spagnolo che cela un&#8217;altra vergogna degli stati uniti, quella di essere stata usata per test di esplosioni nucleari per Ã‚Â¾ dell&#8217;isola. Per molti anni gran parte dell&#8217;isola, le punte est ed ovest sono rimaste blindate ai turisti ed ai residenti (molte zone lo sono tutt&#8217;oggi) confinate da recinti militari per delimitare zone dove sistematicamente si compivano esercitazioni con tanto di bombe e carri armati devastando letteralmente degli angoli di paradiso compromettendo per sempre gli equilibri.<a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/bandiera.jpg" title="Bandiera Puerto Rico"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/05/bandiera.miniatura.jpg" alt="Bandiera Puerto Rico" align="right" /></a></p>
<p><a href="http://www.aborigeni.com/" title="Il sito di Riccardo" target="_blank">Riccardo Aborigeni</a></p>
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		<title>Cuba, Old &amp; New economy</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2006/05/01/cuba-old-new-economy/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2006 18:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-America]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-America-Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Cuba]]></category>

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		<description><![CDATA[..TRA SIGARI CON IL BOLLINO BLU E IL NUOVISSIMO CD DI
MADONNA CERCHIAMO DI CAPIRE COME SI VIVE NELLA NUOVA
CUBA DEL VECCHIO AMICO FIDEL&#8230;
 OLD ECONOMY
Arrivo a Boyeros a casa di Hernandez.
Compro sigari cubani. I sigari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/ragazzo-cubano.jpg" title="Ragazzo Cubano"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/ragazzo-cubano.miniatura.jpg" alt="Ragazzo Cubano" align="left" /></a>..TRA SIGARI CON IL BOLLINO BLU E IL NUOVISSIMO CD DI<br />
MADONNA CERCHIAMO DI CAPIRE COME SI VIVE NELLA NUOVA<br />
CUBA DEL VECCHIO AMICO FIDEL&#8230;</p></blockquote>
<p><strong> OLD ECONOMY</strong><br />
Arrivo a Boyeros a casa di Hernandez.<br />
Compro sigari cubani. I sigari cubani si dividono in tre categorie: quelli ufficiali &#8211; ovviamente originali &#8211; che si acquistano nelle tiendas per turisti e costano una &#8220;barbarità &#8221;.<br />
Qui si pagano allo stato cubano i logici requisiti di veridicità  e qualità  del prodotto.<br />
La seconda categoria sono i sigari falsi. Ma quando dico falsi intendo vere e proprie fregature, in quanto di tabacco c&#8217;é solo la foglia che riveste il contenuto che é un composto di foglie di banano. Questi sono i sigari che si vendono nella calle, da abili chulos che li appioppano a turisti sprovveduti che pensano di fare un grosso affare, oppure dalle jinetere (letteralmente &#8220;cavallerizze&#8221;, nomignolo attribuito a Cuba alle ragazze che vanno con i turisti) al proprio novio (fidanzato) che, grazie alla forma estatica in cui versa, comprerebbe pure Fidel Castro.<br />
La storia che propinano é sempre la solita. Narra di un fantomatico cugino (Cuba é un intreccio di cugini) che, lavorando in una fabbrica di puros (sigari), per arrotondare il magro salario ogni tanto ha l&#8217;occasione di rubare qualche scatola per rivendersela. Effettivamente la confezione trae in inganno un occhio inesperto; le scatole sono come quelle originali con tanto di targhette di monopolio e timbri ufficiali. Purtroppo, chi ne compra una scatola non sa che fumerà  una Chiquita.<br />
L&#8217;ultima categoria é rappresentata dal falso d&#8217;autore. In questo caso il prodotto é buono (il tabacco é veramente tabacco) ma, ovviamente, non proviene dalle fabbriche ufficiali. In questo caso nessuno ti racconterà  fandonie, e se sei arrivato a loro &#8211; i distributori come Hernandez &#8211; é perché sai che vuoi jineteare a tua volta un buon prodotto, che tu stesso spaccerai come autentico e che sai già  che corrisponde alle caratteristiche peculiari di qualità .<br />
Questo commercio parallelo fa felici molti individui: da chi vende a chi compra.<br />
Il prezzo medio di una scatola si aggira sui 20-25$ e sono tutti giustificati dal guadagno che, se hai i giusti canali di distribuzione del prodotto, puoi sicuramente<br />
realizzare. L&#8217;economia sommersa dell&#8217;isola somiglia ad una gigantesca borsa nera che si intreccia con il mercato della ricettazione. Si ruba, si vende, si campa.<br />
Per organizzare il mio viaggio a Santiago de Cuba ho recuperato 50 litri di benzina normale in un sobborgo habanero.<br />
<a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/havana1.jpg" title="Havana, Cuba"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/havana1.miniatura.jpg" alt="Havana, Cuba" align="right" /></a> Ho riempito due taniche a meno di 3 pesos cubani al gallone e altrettanto farò a Baracca, pagando forse qualcosa in più. Giro con una Fiat Uno con targa particular ma evito il più possibile di rifornirmi ai prezzi ufficiali imposti dallo stato.<br />
Cuba é un universo di compromessi che poi ritrovi materializzati all&#8217;interno di vecchie case, sotto forma di impianti hi-fi, televisioni a colori, videoregistratori e PC addirittura collegati clandestinamente ad internet, che rappresentano lo status symbol di un benessere del quale il popolo cubano é comunque grato al regime.<br />
L&#8217;introduzione di un mercato parallelo é la vera rivoluzione nella rivoluzione; é già  il &#8220;dopo Fidel&#8221; anche se il potere militare ha acquisito nuova forza preparandosi agli investimenti nordamericani, logica direttrice economica per Cuba.<br />
Cuba dai due volti. Quello del machetero che coltiva la sua terra e rivende il raccolto magari in mezzo alla Carrettiera Central o quello del dipendente statale che vive del salario e della libreta e, perchè emarginato dai circuiti turistici, non godrà  di altri benefici a meno che non indirizzati dalla sorella o figlia jinetera.<br />
Ma é anche quello del camarero di un famoso bar dell&#8217;Avana che, con i suoi traffici, guadagna fino a 150$ al giorno, stando in combutta con camajan (gay) o chulos<br />
che si fanno offrire falsi drink pagati da turisti amichevoli, e lucrando ambedue (il cameriere e il chulo) sulla differenza del tipo di bevande ordinate e realmente preparate.<br />
Conobbi un italiano (un camajan) che, con la scusa di essere l&#8217;angelo custode di connazionali in vacanza, si faceva invitare al bar, bevendo falsi Cuba libre (in realtà <br />
erano delle semplici Tropicola, la coca-cola cubana) e dividendo la differenza del costo tra un drink e un soft drink con il cameriere di turno.<br />
Traffici nei quali gli stranieri residenti ed accreditati da un&#8217;impresa straniera non restano indifferenti, acquistando a prezzi speciali (come se fosse un porto franco) nelle<br />
tiendas per turisti, oggetti e soprattutto bevande, che poi rivenderanno sottobanco alla stessa tiendas, che ha il vantaggio di rivendere a prezzi ufficiali i prodotti fittiziamente<br />
già  acquistati dal turista accreditato.</p>
<p>Insomma, tutti campano e tutti si industriano. Se si pensa ad una Cuba come terra di sole jinetere ci si sbaglia alla rande. E i tristi negozi vuoti del Poder Popular restano ppannaggio di foto scattate da nostalgici turisti di mezza tà  che pensano che la colpa della crisi cubana</p>
<p><strong>NEW ECONOMY</strong><br />
Entro nell&#8217;androne buio e disastrato di un fatiscente palazzo el Centro Habana. Nonostante la scena mi appaia come quella di un film neorealista ambientato subito dopo l&#8217;ultima<br />
guerra mondiale, non mi sorprendo più di tanto nel verificare che nelle antiche e mal ridotte scale non vi é un briciolo di spazzatura. La luce di poche candele di watt ha<br />
il potere di rendere ancor più tetra la scena. Mai un turista dell&#8217;Habana Libre o del<br />
Melià  Cohiba entrerebbe qua.<br />
<a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/havana2.jpg" title="Havana, Cuba"><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2007/06/havana2.miniatura.jpg" alt="Havana, Cuba" align="left" /></a> Non solo perchè non ne avrebbe alcun motivo ma, soprattutto, perchè gelerebbe di paura supponendo a chissà  quali scene da Bronx.<br />
Il ragazzo che mi fa strada si chiama Luis. E&#8217; un nero, vestito come un nero del Vermont, con pantaloncini e maglietta blu Nike, scarpe bianco immacolato Nike, cappello da baseball Nike.<br />
Capisco che ama le Nike! Con un sorriso sincero a 32 denti mi fa entrare in uno sterminato labirinto fatto di piccole camere e ripostigli dove sono ammucchiati centinaia di libri che, sia in spagnolo che in inglese, trattano l&#8217;elettronica e l&#8217;informatica.<br />
Ogni tanto scorgo vecchie radio, televisori del tempo che fu, schermi di obsoleti computer ormai spenti da anni.<br />
E, soprattutto, mille aggeggi occorrenti a riparare il riparabile, assemblare l&#8217;assemblabile,<br />
costruire l&#8217;impossibile. Alla fine delle umide scale si apre un ballatoio dove a destra intravedo un lettino, un comodino e un piccolo armadio. A sinistra un&#8217;altra camera<br />
cieca, dove Luis mi fa accomodare sopra un trespolo.<br />
L&#8217;aria é afosa e mette in azione un ventilatore che deve avere oltre 50 anni, completamente arrugginito ma ben funzionante.<br />
Sono nel sorprendente regno di Luis. Su di un tavolaccio impera uno schermo da 21 pollici, un megacomputer con due dischi da 30 giga l&#8217;uno, masterizzatori, scanner, stampanti e centinaia e centinaia di floppy e CD rom confusi fra manuali ed appunti.<br />
Sono qui perchè lui cattura musica dalla rete, la formatta, la incide su CD e la rivende. Siti come Napster, Gnutella e tutto l&#8217;universo degli MP3 e dei file Waw non ha confini per lui. Possiede migliaia di file musicali, ognuno debitamente composto come nell&#8217;album originale, pronti ad essere riversati su CD da vendere a turisti e a cubani.<br />
La sua dimestichezza con i programmi é impressionante.<br />
Dà  sfoggio della sua maestria, mostrandomi alcuni file musicali fra i quali passa indenne<br />
aprendo,chiudendo,manipolando decine di programmi operativi.<br />
Vivo fra i computer e so stabilire chi li sa usare e chi no. Luis appartiene a quel ristretto cerchio che, semplicemente, li domina.<br />
Guadagna 6 dollari a pezzo se non gli forniscono il CD e la metà  se gli portano il supporto su cui registrare. Inoltre, Luis, copia. Ogni CD proveniente da terzi rappresenta per<br />
lui un ampliamento del suo archivio. Infatti copia a sua volta il CD originale, che conserverà  di conseguenza nella sua &#8220;banca dati&#8221; e che rappresenterà  una nuova opzione del suo portafoglio titoli.<br />
Vive 24 ore davanti allo schermo, ormai grande fratello, per guadagnare i soldi che ama spendere come tutti i giovani della sua età .<br />
Mi fa vedere i suoi diversi accessi ad internet, recuperati nel clandestino mondo della vendita della chiavi di accesso, che lo aiutano a piratare musica e software.<br />
E&#8217; sempre pronto a scaricare programmi dalla rete che aiutano a migliorare le risorse del<br />
suo PC e a dinamizzare il suo lavoro.<br />
Non gioca con la chat nè con il trading-on line e ,forse , non sa neppure cosa é&#8221;¦ ma m&#8217;immagino Luis a frequentare una Università  USA, perfezionandosi sul linguaggio<br />
informatico per poi finire in qualche Silicon Valley del mondo.<br />
Invece eccolo qui, bevendo la sua Cristall e destreggiandosi fra CD rom e le richieste che gli pervengono tramite un suo amico nelle vesti di un bravo produttore che, in un andirivieni continuo,gli porge dei minuti fogliettini con le prenotazioni di nuove incisioni.<br />
Quando ci scambiamo le e-mail, segna la mia su di una agendina elettronica recuperata chissà  come in questa strana Avana, anch&#8217;essa preda di questa originale New Economy.</p>
<p>di Luca Conti</p>
<blockquote></blockquote>
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