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	<title>TripMagazine &#187; Trip-America</title>
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	<description>Rivista di viaggi indipendenti e disorganizzati</description>
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		<title>La mia New York</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>London08</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-USA]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Irlanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa dire di NYC che non sia già stato detto, che non sia già stato scritto, che non sia già stato cantato!
Che cosa può avere la mia NYC di diverso da tutte quelle già decantate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa dire di NYC che non sia già stato detto, che non sia già stato scritto, che non sia già stato cantato!<br />
Che cosa può avere la mia NYC di diverso da tutte quelle già decantate, fotografate a colori ed in bianco e nero, fotografate al tramonto o all’alba di un nuovo giorno, tra il fumo che esce dai tombini della metropolitana, e la polvere grigia delle torri gemelle abbattute.<br />
La mia NYC è quel brivido lungo la schiena, l’adrenalina che sale solo a vedere le punte dei grattacieli, è il ricordo di mille film, è varcare la porta di un sogno. Sono i suoi mille volti, come una donna vestita ordinariamente al mattino, che si inventa più fashion per il brunch domenicale,mentre si evolve in elegante per il cocktail e che molto sofisticata esce da una limousine per una Prima di Broadway.<span id="more-1011"></span><br />
Se la Statua della Libertà era la prima cosa che gli immigrati incontravano entrando la baia di Hudson, noi turisti e viaggiatori siamo alla caccia di quell’aria glamour, di quel soffio di eternità che ben pochi luoghi al mondo sanno ispirare. Uno e cento volti tiene la mia NYC e interpreta il mio umore in questo inizio autunno ancora così estivo. Nulla di più romantico mi può portare oggi per un giro in carrozzella a Central Park, il suo polmone verde. Il cocchiere che ci fa da guida ci racconta della Maratona che vede qui il suo traguardo, ci parla dell’antica giostra dei cavalli, dei tanti film girati , del luogo dove fu assassinato John Lennon e dello spazio dove i suoi fans continuano a commemorarlo, del  sofisticato ristorante Tavern on the Green. Poi, riportandoci di fronte al’Hotel Plaza ci ricorda i fasti di questo albergo immortalato in tanti film. E d’improvviso la Fifth Avenue si apre di fronte a noi, tentatrice con i suoi negozi e boutique,  lunga e diritta come una pedana mobile che ci inghiotte e ci porta in giro tra il bagliore del suo lusso e delle luci di Time Square. Ombelico del mondo occidentale sembra che tutto parta da qui e nulla esiste davvero se non è sparato dai suoi tabelloni e televisori….c’è pure un ragazzo che si propone alla sua fidanzata all’angolo della strada!<br />
Dove poter vedere tutta questa follia e ridimensionarla, dove rendersi conto della fragilità dell’uomo ma anche delle sue capacità e volontà di onnipotenza?Gli ascensori dell’Empire State Building portano migliaia di persone tutti i giorni, e le sue terrazze sono gremite di turisti, di essere umani che sognano un pezzetto di eternità. E da quassù tutto sembra ordinato: le streets  che tagliano le avenues, i taxi gialli tutti in fila, migliaia di luci che abbagliano questo tramonto sonnacchioso, questa giornata che non vuole proprio lasciar posto alle tenebre, alla notte ed al riposo.E giù di nuovo nella frenesia del traffico, il sole ormai si è specchiato negli ultimi grattacieli che verso la punta di Manhattan lasciano il posto a piccole casette dai mattoni rossi, ai fruttivendoli che espongono mele lucide come specchi, ai fiori ordinati cromaticamente ed in fila come tanti soldatini nei negozi , ai bar all’aperto dove il chiacchierio degli abitanti del Village si mescola a qualche turista che qui viene a cercare l’Europa che si è appena lasciato alle spalle. E’ questa la mia NYC un puzzle di elementi sempre diversi fra di loro ma così costanti, è la certezza dei sogni che qui vengono a morire perché rotti dalla realtà ma che fioriscono al ricordo del rientro a casa.<br />
Soprattutto è l’illusione e l’adrenalina di ogni sognatore che ha messo piede a NYC e che nonostante tutto ha lottato fino alla fine per realizzare il suo sogno e forse, qualcuno ci è anche riuscito. Io certamente ne porto a casa un pezzo!</p>
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		<title>Le TripFoto di capodanno</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/21/le-tripfoto-di-capodanno/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco alcune foto scattate dai viaggiatori in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il primo gennaioÃ‚Â  2009.
Un modo per salutare il nuovo anno pensando alla strada.

Il vincitore è Mark79 con questa foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #808000;">Ecco alcune foto scattate dai viaggiatori in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il primo gennaioÃ‚Â  2009.<br />
Un modo per salutare il nuovo anno pensando alla strada.</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808000;">Il vincitore è <a href="http://www.severaleon.net" target="_blank">Mark79</a> con questa foto del deserto di Atacama in Cile!</span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><img style="border: 2px solid black;" title="Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile" src="http://www.tripcentre.org/bbforum/download/file.php?id=667" alt="Questo é il tramonto sul primo giorno dell 2009: Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile  Un saluto a Luca e a tutto il forum dei TripViaggiatori, se sono qui é anche un pò merito vostro... :mrgreen: Buon Anno " width="490" height="361" /><p class="wp-caption-text">Questo é il tramonto sul primo giorno dell 2009: Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile  Un saluto a Luca e a tutto il forum dei TripViaggiatori, se sono qui é anche un pò merito vostro... <img src='http://tripmagazine.tripcentre.org/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />  Buon Anno </p></div>
<p><span id="more-918"></span></p>
<p><span style="color: #808000;">Questa di <a title="Pompone" href="http://www.ducatifolies.it" target="_blank">Paolo76</a> da Parigi</span></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 283px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://i42.tinypic.com/33c7zw8.png" target="_blank"><img title="Tour Eiffel" src="http://i42.tinypic.com/33c7zw8.png" alt="Ragazzi mi vergongo un po perché oltre ad essere stanco morto, potevo fare molto meglio, ho conosciuto di quei personaggi su cui andrebbe scrivere un romanzo ma.....pubblico la più ovvia anche se a me piace.....rincasato or ora (01.00 del 2 gennaio) posso finalmente andarmene a dormire senza sveglia!!!!" width="273" height="208" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #000000;">Ragazzi mi vergogno un po perché oltre ad essere stanco morto, potevo fare molto meglio, ho conosciuto di quei personaggi su cui andrebbe scrivere un romanzo ma&#8230;..pubblico la più ovvia anche se a me piace&#8230;..rincasato or ora (01.00 del 2 gennaio) posso finalmente andarmene a dormire senza sveglia!!!!</span></dd>
</dl>
</div>
<p><span style="color: #808000;">&#8230;e questa del <a title="Il Cujo" href="http://www.cujolandia.it/" target="_blank">Cujo</a> dal Congo.</span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 319px"><img title="Congo" src="http://www.tripcentre.org/bbforum/download/file.php?id=668" alt="Già , qua hanno prevalso i bagordi..." width="309" height="231" /><p class="wp-caption-text">Già , qua hanno prevalso i bagordi...</p></div>
<p><span style="color: #808000;">Buon 2009!</span></p>
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		<title>Bolivia al referendum sulla nuova costituzione</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/17/bolivia-al-referendum-sulla-nuova-costituzione/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/17/bolivia-al-referendum-sulla-nuova-costituzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[morales]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone in questi mesi mi hanno chiesto : &#8220;Ma cosa sta succedendo in Bolivia?&#8221; Le notizie di violenze e di persone uccise, infatti, hanno ormai raggiunto anche le grandi catene televisive mondiali.
Il paese vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-893" title="bolivia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2009/01/bolivia.jpg" alt="bolivia" width="297" height="196" />Molte persone in questi mesi mi hanno chiesto : &#8220;Ma cosa sta succedendo in Bolivia?&#8221; Le notizie di violenze e di persone uccise, infatti, hanno ormai raggiunto anche le grandi catene televisive mondiali.</p>
<p>Il paese vive una situazione di equilibrio precario da almeno quattro anni, un&#8217;ebollizione che i miei amici boliviani chiamano &#8220;Processo del cambiamento &#8220;, poichè&#8217; riflette il passaggio dalla vecchia gestione politico amministrativa dello stato legata all&#8217;elite bianca, alla gestione del paese da parte della maggioranza indigena, rappresentata dal presidente Evo Morales e dal Movimento al Socialismo.</p>
<p>La Bolivia non e&#8217; un paese facilmente decifrabile, soprattutto per una persona con una mentalita&#8217; occidentale. E&#8217; un paese che e&#8217; difficile catalogare, data l&#8217;originalita&#8217; delle parti in causa. Gli attori di questa rivoluzione sono infatti vari e vanno oltre la breve descrizione che posso dare in questo spazio. Anche i piu&#8217; attenti analisti del processo boliviano sono continuamente sorpresi da avvenimenti incredibili e inaspettati, colpi bassi, manovre strategiche, tattiche militari e attivita&#8217; mediatiche, senza contare gli episodi di violenza.</p>
<p>Ma, andando con ordine, vi riassumo per brevi tappe quello che e&#8217; successo fino ad oggi ed in particolare cio&#8217; che e&#8217; accaduto in questi ultimi mesi decisivi per la democrazia.<span id="more-890"></span></p>
<p><strong>1. La fine dell&#8217;epoca dei partiti</strong></p>
<p>Ho passato per la prima volta la frontiera boliviana il 20 luglio del 2004. Lo ricordo bene, perchè quel giorno le frontiere erano chiuse: in Bolivia era in corso il referendum per la nazionalizzazione degli idrocarburi.</p>
<p>I precedenti governi dittatoriali, ma anche quelli eletti, avevano infatti privatizzato le risorse del paese. Con quel referendum, la popolazione decise, con una maggioranza dell&#8217; 80%, di nazionalizzare gas e petrolio. Nonostante il risultato del referendum, nei mesi successivi l&#8217;allora Presidente Carlos Mesa non riusci&#8217; a portare a termine l&#8217;opera di nazionalizzazione e fu per questo destituito con una rivolta popolare.</p>
<p>Questo evento costitui&#8217; un colpo decisivo per i vecchi partiti che si erano fino ad allora alternati al governo, ma che non rappresentavano gli interessi del popolo, e lasciò spazio per l&#8217;ascesa di movimenti popolari, specialmente quelli indigeni, che negli anni precedenti avevano organizzato rivolte popolari contro le decisioni di privatizzare dei servizi alla collettività  come il caso dell&#8217;acqua a Cochabamba. Questi movimenti divennero protagonisti della scena politica, riuscendo ad esprimere i bisogni di una parte consistente della popolazione (circa il 60%), che non aveva mai avuto voce nella storia della Bolivia. .</p>
<p>In quel momento di crisi della rappresentanza governativa, i movimenti si organizzarono in una coalizione che prese il nome di MAS (Movimento al Socialismo), e che trovò in Evo Morales, formatosi nelle organizzazioni dei coltivatori di foglie di coca, il loro leader e la sua struttura di base. Alle successive elezioni presidenziali del 18 dicembre 2005 Evo Morales divenne presidente ottenendo 53,7% dei voti, un risultato che nessun Presidente nella storia della Bolivia aveva mai ottenuto.</p>
<p><strong>2. Un Presidente Indigeno</strong></p>
<p>Con l&#8217;elezione di Evo Morales, i movimenti si trovarono ad occupare i luoghi del potere e a gestire gli organi di governo. I nuovi responsabili pero&#8217;, rivelarono presto incompetenza nella gestione della grande macchina dello Stato. Ministri e segretari si avvicendarono al potere in tempi rapidi a causa delle continue denunce di corruzione.  Il MAS non essendo un vero e proprio partito, non ha al suo interno persone con una buona formazione politica e tanto meno tecnica. Cio&#8217; consentì alla opposizione, che conosce bene lo stato, l&#8217;uso del potere e l&#8217;arte della relazione, di denunciare leggerezze e incompetenze dei vari ministri.</p>
<p><strong>3. Nazionalizzazione degli idrocarburi</strong></p>
<p>Giunto al potere, Evo Morales portò a termine il primo degli impegni presi con gli elettori, proclamando la legge che nazionalizza gli idrocarburi, era il 1 maggio 2006. Nonostante le proteste, le imprese internazionali furono costrette ad accettare il nuovo status quo e a stringere accordi con lo stato boliviano. A seguito della nazionalizzazione, lo Stato ebbe a disposizioni maggiori entrate, giacche&#8217; la percentuale di ricavo sul prodotto estratto, che prima ammontava al 18%, salì all&#8217;80%. Queste nuove entrate vennero devolute in parte a progetti di Stato, e in parte ripartite tra le province, che adesso vogliono gestire autonomamente questa grande quantità  di denaro.</p>
<p><strong>4. Formazione della Costituente ed elaborazione della Costituzione</strong></p>
<p>Per realizzare pienamente il cambiamento, era pero&#8217; necessario pensare ad un nuovo tipo di Paese e ad un nuovo modello economico rispetto al vecchio neoliberalismo. Bisognava scrivere una nuova Costituzione.</p>
<p>Per questo scopo il 7 luglio 2006 venne eletta dal popolo l&#8217;Assemblea Costituente con regime rappresentativo. La maggioranza dei membri (60%) fu dunque eletta dai movimenti, specialmente quelli indigeni. L&#8217;elaborazione della nuova Costituzione fu un processo travagliato, e richiese il doppio del tempo inizialmente previsto per giungere alla stesura di un documento condiviso. Il testo fù approvato con molte critiche il 15 dicembre 2007.  Il passo successivo era l&#8217;assunzione del documento da parte del Parlamento con la decisione di convocare un referendum perche&#8217; la nuova costituzione ricevesse l&#8217;approvazione popolare. L&#8217;opposizione fece di tutto per bloccare questa decisione con dialoghi interminabili e accusando il governo di non voler dialogare. La situazione si protrarrà  fino al 20 ottobre 2008.</p>
<p><strong>5. Le forze locali e il movimento separatista o Autonomista</strong></p>
<p>In questo processo di radicale cambiamento, i partiti legati alle vecchie ideologie sono ormai strumenti inutili. L&#8217;opposizione pertanto, rappresentata dalle vecchie famiglie che detenevano il potere e dai nuovi ricchi e dai grossi possidenti terrieri, trova nei Comitati Civici Locali il nuovo luogo per essere rappresentata e la forza per contrastare sul territorio l&#8217;azione del governo e il processo di cambiamento. Tra i Comitati Civici, si distingue quello di Santa Cruz, provincia grande quanto l&#8217;Italia che concentra sul suo territorio la nuova ricchezza della Bolivia, e ha come presidente il figlio di un immigrato serbo padrone di immense quantita&#8217; di terra. La divisione della terra e&#8217; infatti un altro importante aspetto di contrasto con il governo, che, a seguito della riforma agraria, ha imposto grandi restrizioni ai proprietari terrieri, coltivatori di canna e soya, e a quelli che vogliono sfruttare le ricchezze del territorio amazzonico.<br />
Nei vari &#8220;departamentos&#8221;, o regioni, in cui e&#8217; divisa la Bolivia, i proprietari terrieri cominciarono pertanto ad organizzare la lotta contro lo stato centralista e che difendeva gli indigeni . &#8220;Autonomia&#8221; divenne il grido comune, e una sorta di &#8220;fuori i terroni&#8221; la scritta che si vedeva dipinta su tutti i muri. I grandi proprietari terrieri e i responsabili delle industrie, finanziati anche dagli Stati Uniti, alimentarono con tutti i mezzi, ed in particolare attraverso i media, una campagna di odio contro Evo Morales, di discredito dei MAS e di odio tra la popolazione di Santa Cruz che si definisce &#8220;camba&#8221; e la popolazione del sud che si definisce &#8220;colla&#8221;.  Cominciarono gli episodi di violenza e di umiliazione. Si arriva persino a bruciare la bandiera dei movimenti indigeni. Il clima generale si avvicina sempre piu&#8217; a quello di una guerra civile.</p>
<p><strong>6. Il referendum sul Presidente e sui Prefetti del 10 Agosto 2008</strong></p>
<p>Il massiccio attacco mediatico dei primi mesi del 2008 sembrano mettere in crisi la politica e le scelte di Evo Morales e del suo governo.  I Prefetti delle provincie (che in Italia corrisponderebbero ai presidenti di regione) vedono crescere la loro forza contro il presidente e convocano refendum locali per proclamare l&#8217;autonomia che ottengono grandi maggioranze. Il Presidente decide quindi, insieme al parlamento, di sottoporre il suo operato e anche quello dei 9 prefetti ad approvazione referendaria. Nel referendum del 10 agosto il Presidente ottenne un consenso superiore al 60% ma anche i prefetti vennero confermati.  Evo Morales esce rafforzato dal referendum e con l&#8217;approvazione popolare necessaria per continuare la sua lotta e per dialogare con l&#8217;opposizione, che voleva destituirlo.</p>
<p><strong>7. Lo zampino degli Stati Uniti</strong></p>
<p>Il 13 ottobre 2006 Phillip Goldberg venne nominato nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti in Bolivia. Si comincio gia&#8217; da allora a parlare di &#8220;balcanizzazione&#8221; della Bolivia, poiche&#8217; Goldberg era stata la persona responsabile della divisione dei balcani. Dopo la vittoria di Morales alle elezioni presidenziali del 2005, gli USA mandarono Goldberg per riorganizzare i partiti tradizionali e le vecchie elite sconfitte, loro alleati tradizionali e contrastare le idee socialiste del MAS. Il piano degli USA era quello di favorire il separatismo e acquisire il controllo delle riserve di gas, di difendere il sistema economico neoliberale. Nei primi due anni l&#8217;ambasciatore si mosse in sordina. Nella crisi del 2008, l&#8217;ambasciatore si espose maggiormente, incontrandosi apertamente con i vari rappresentanti dell&#8217;opposizione, con giornali e TV, e viaggiando frequentemente negli USA. Il Presidente Morales riuscì a raccogliere le prove delle orchestrazioni dell&#8217;ambasciatore, tese a favorire l&#8217;aumento della tensione tra governo e opposizione e decise di espellerlo come persona non grata. Lo stesso fecero gli USA. Siamo nell&#8217;ottobre del 2008, nel momento massimo della tensione tra governo e opposizione, che rischiava di esplodere da un momento all&#8217;altro.</p>
<p><strong>8. Il massacro</strong></p>
<p>Il clima di tensione tra chi appoggiava il governo e chi chiedeva l&#8217;autonomia era forte. Chi si stava armando, pero&#8217;, con il vecchio stile paramilitare, erano i gruppi autonomisti. Avvennero piccoli scontri, blocchi di strade per non lasciar passare persone del governo, si incendiarono sedi dei movimenti tra cui la sede del Coordinamento dei Popoli Etnici di Santa Cruz  bruciando gli archivi con il registro delle terre e causando la perdita di prove importanti delle proprieta&#8217; indigene.<br />
Il fatto più grave avvenne I&#8217;11 settembre 2008, nella localita&#8217; di Porvenir, departimento del Pando al confine con il Brasile. Un gruppo di persone armate ed accecate dall&#8217;odio, sotto il comando del prefetto di Pando e con automezzi della stessa prefettura tesero un&#8217;imboscata ad un gruppo di contadini delle organizzazioni indigene che si stavano riunendo. 14 morti e 37 feriti. La notizia fece il giro del mondo. Il paese sembrava sull&#8217;orlo della guerra civile. Di fronte alla grave crisi, l&#8217;organizzazione dei paesi dell&#8217;America del Sud, UNASUR, si riunì urgentemente a Santiago del Cile e dette il suo appoggio ad Evo Morales e al processo di cambiamento democratico in corso in Bolivia. Nonostante alcune posizioni divergenti all&#8217;interno dell&#8217;UNASUR tutti concordarono nel sostenere il Presidente boliviano, e la voce di Lula fu particolarmente importante visto che il Brasile sostiene piu&#8217; del 25% del PIL boliviano importando gas e soia provenienti dalla provincia di Santa Cruz.</p>
<p><strong>9. Gli attori secondari</strong></p>
<p>La classe media e&#8217; sempre stata i tutti i paesi un attore importante nei processi storici di cambiamento. In Bolivia la classe media aveva sempre appoggiato le classi deboli e anche in questi anni aveva la nascosta speranza di guidare il processo di cambiamento. Quando le organizzazioni indigene e contadine assunsero la direzione del processo di cambiamento esclusero la classe media legata troppo ai partiti. Il risultato di questa scelta fu che le universita&#8217;, il movimento studentesco e le associazioni dei commercianti, si schierarono in modo animato dalla parte degli autonomisti e dei potenti locali tanto da formare bande di paramilitari responsabili delle violenze. La classe media esclusa dal processo e senza voce e rappresentatività  per poter difendere i propri interessi é diventata una forza di resistenza al cambiamento.</p>
<p>Alla stessa maniera, la Chiesa boliviana si e&#8217; schierata piu&#8217; o meno apertamente contro il governo. Questo anche perche&#8217; il Mas nasce lontano dalla Chiesa ed Evo Morales ha dichiarato che vuole uno stato laico con scuole aperte all&#8217;insegnamento della religione indigena, approvazione dell&#8217;aborto e di altre leggi contrarie alle idee della Chiesa Cattolica. La Chiesa non é riuscita a collocarsi in un&#8217;area di mediazione e alcuni vescovi sono entrati in aperto contrasto con il governo con accuse reciproche che continuano ancora oggi.</p>
<p>L&#8217;esercito infine, ha sempre dimostrato di appoggiare Evo Morales e la democrazia. Il Presidente, saggiamente, non ha mai usato l&#8217;esercito per dimostrare la sua forza. L&#8217;esercito non ha mai sparato sulla popolazione, nemmeno nei momenti critici.</p>
<p><strong>10. La marcia e l&#8217;accordo per il referendum sulla Costituzione</strong></p>
<p>La Carta Costituzionale  approvata dalla Costituente aspettava gia&#8217; da alcuni mesi che il Congresso Nazionale convocasse il referendum per la sua approvazione. Dopo le violenze del settembre 2008, i MAS organizzarono una marcia. La marcia parti&#8217; il 13 ottobre da Caracollo e arrivo&#8217; il giorno 20, dopo aver percorso 200 km, a La Paz. Qui, il Presidente e i ministri si unirono ai movimenti, occupando la piazza per un giorno. Dopo l&#8217;attesa, la decisione sperata é stata presa e la data per il referendum venne fissata al 25 gennaio del 2009.</p>
<p>Morales ha detto: &#8221; In nome della unita&#8217; del Paese e del processo di cambiamento ho rinunciato alla rielezione (che l&#8217;opposizione temeva). Adesso posso morire in pace. Ci sono gia&#8217; nuovi leader che stanno crescendo. Prima governavano i dottori. Questo non succedera&#8217; piu&#8217;. E&#8217; un processo irreversibile. Il neoliberalismo non ritornera&#8217; mai piu&#8217;&#8221;.<br />
E criticando l&#8217;opposizione dei Prefetti delle province, che non vogliono riconoscere l&#8217;accordo per il referendum, ha detto: &#8220;Nel rifiutare tutto quello che e&#8217; stato modificato capisco che loro sono i nemici dell&#8217;autonomia. Sono nemici della patria perche&#8217; rifiutano la nazionalizzazione delle risorse naturali e che i servizi di base siano pubblici. E&#8217; ora di identificare i nemici. Vogliono basi straniere in Bolivia. Adesso possiamo vedere chi vuole consegnare la patria agli stranieri&#8221;.</p>
<p>In questi giorni di gennaio 2009, alcuni sondaggi dicono che la Costituzione riscuote il consenso della maggioranza della popolazione, ma ci sono forti resistenze a Santa Cruz. Domenica 25 gennaio sapremo se il processo di cambiamento avrà  segnato un altro punto a suo favore.</p>
<p>Mauro Furlan<br />
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 17:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;automobile vale di più di un bambino
La donna al microfono piange, interrompe il racconto. Da 13 anni aspetta il ritorno di sua figlia che, uscita di casa per comprare un regalo, non é mai più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un&#8217;automobile vale di più di un bambino</strong></p>
<p>La donna al microfono piange, interrompe il racconto. Da 13 anni aspetta il ritorno di sua figlia che, uscita di casa per comprare un regalo, non é mai più tornata. Racconta che la polizia ha accolto la denuncia solo dopo 48 ore e non ha ancora fatto l&#8217;esame del dna su di un corpo trovato carbonizzato tempo dopo.</p>
<p>Il pubblico che ascolta é composto anche da ispettori di polizia tra cui parecchie donne. La gente si immedesima nel dramma della madre la cui vita é tutta concentrata e protesa alla ritorno della figlia. Non ritrovare neppure il corpo della persona scomparsa significa non poter riprendere a vivere. Lo sguardo é sempre fisso sulla porta nella speranza di veder entrare il proprio figlio e gli orecchi sempre allertati dagli squilli del telefono.</p>
<p>Una famiglia a cui scompare un figlio si trova in uno stato di smarrimento e di abbandono. La donna denuncia anche che nessuno parla del fenomeno della scomparsa dei figli.<span id="more-881"></span></p>
<p>Assisto al II incontro della Rete Nazionale della identificazione, localizzazione di bambini ed adolescenti scomparsi (Redesap) realizzato dalla FIA ( fondazione per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza) in collaborazione con il Governo Brasiliano e la Segreteria dei Diritti Umani.</p>
<p>I dati sono terribili. Più di 40mila minori scompaiono da casa in un anno in Brasile e del 15% non si hanno più notizie. E&#8217; un fenomeno poco conosciuto, disorganizzato a livello di polizia e fino ad ora chi ha sensibilizzato il Brasile su questo problema sono state due telenovelas!<br />
Il fenomeno emerge quando scompare qualche figlio di famiglie conosciute, ma per la maggioranza dei casi non se ne parla.</p>
<p>Difficile tracciare un quadro su questo problema perchè non ci sono ricerche e analisi del fenomeno. Quali categorie, come definire, come catalogare i differenti motivi per cui un figlio può scomparire? Sommariamente la divisione é fatta cosi:</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  fuga da casa per conflitto familiare, ed é la maggioranza dei casi con un bel 75%</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  fuga da casa di due minori innamorati che viene definita rapimento consensuale come la fuitina in Sicilia.</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  Scomparsa di un minore perchè uno dei due genitori si porta via il figlio e viene catalogato come sequestro nazionale o internazionale.</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  scomparse di bambini per espiantarne e venderne gli organi</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  rapimenti per sfruttamento sessualmente</p>
<p>-Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  un fenomeno recente che colpisce le aree di favelas é l&#8217;assassinio di minori coinvolti nel narcotraffico il cui cadavere viene fatto sparire.</p>
<p>In Brasile quando una persona scompare e il genitore si rivolge alla poliziaÃ‚Â  molto dipende dal poliziotto che l&#8217; accoglie al commissariato. Non essendoci strutture preposte per indagare su questo fenomeno, nella maggioranza dei casi le denunce non vengono prese in considerazione: ti dicono di ritornare il giorno dopo! Ci sono mille casi molto più urgenti come omicidi e furti che preoccupano la polizia e la polizia stessa non sa come comportarsi, su chi indagare, da dove far partire la ricerca. Manca personale e personale qualificato. Se invece una persona si presenta per denunciare il furto di un&#8217;auto subito i dati dell&#8217;auto vengono inseriti nel registro dei veicoli rubati che é accessibile a tutti i poliziotti dell&#8217;intero Brasile. Un&#8217;auto vale molto di più di un figlio!</p>
<p>Il convegno ha uno scopo preciso: fare il punto della situazione e unire forze politiche per creare il Registro Nazionale delle persone scomparse. Questo sarebbe un grande passo ma non é sufficiente. Bisogna prevenire il fenomeno proteggendo le famiglie e organizzando la comunità . Far funzionare meglio il numero verde per le denunce. Collegare tutti i commissariati di polizia affinchè il servizio di investigazione e ricerca sia tempestivo nell&#8217;inizio delle indagini. Bisogna valorizzare le Ong costituite dai familiari e da persone specializzate nel sostegno di genitori in difficoltà . Si aggiunga l&#8217;importante divulgazione in TV e sui giornali di foto eÃ‚Â  informazioni. E&#8217; importante facilitare un servizio di psicologi per le famiglie che si trovano ad affrontare la sofferenza di un familiare scomparso. Ci vuole anche il servizio di riconoscimento con il Dna e il servizio di invecchiamento fotografico per aggiornare le foto di bambini scomparsi da vari anni e che adesso sono cresciuti.</p>
<p>Le persone che scompaiono diventano invisibili. In Brasile il totale delle persone che scompiono ogni anno sono più di 200 mila di cui più di 40mila minori. Dei minori il 15% non viene più ritrovato e cioé circa 6mila bambini e adolescenti non fanno ritorno a casa. Dove finiscono questi minori? Una parte va ad alimentare il mondo della prostituizione infantile. Una parte sono ragazzi con problemi psichici che non sanno tornare a casa e senza identità  vengono ospitati in qualche istituto.</p>
<p>Cosa dicono le poche ricerche fatta finora sui minori che scompaiono? Un antropologo brasiliano ha fatto una ricerca confrontando ragazzi scappati di casa a San Paolo (Brasile) (circa 20mila ogni anno)Ã‚Â  e ragazzi di New York(Stati Uniti). Pensate che negli USA più di 1milione di ragazzi tra i 10 e 18 anni scappa di casa ed entra nella categoria &lt;Missing&gt;. La ricerca mostra grandissime somiglianze tra le due città  cosi tanto diverse. La fuga da casa per problemi di conflitto familiare rappresenta un 78% del totale delle scomparse, poi c&#8217;é il sequestro parentale e cioé uno dei genitori scappa con il figlio e poi c&#8217;é il sequestro consensualeÃ‚Â  cioé la fuga per amore.</p>
<p>Nella maggioranza dei casi le fughe per conflitti familiari avvengono in famiglie di risposati e di donne capi famiglia. Chi fugge vive in una famiglia che ha una storia di litigi, di conflitti generazionali e di donne vedove. Quando in una famiglia il conflitto dura da vari anni senza che venga risolto, subentra la violenza fisica e psicologica e quindi le premesse perchè un figlio prenda la dcisione di fuggire sono maggiori.</p>
<p>E&#8217; stato chiesto ai ragazzi il perchè le loro madri li picchiassero. Risposte : perchè io non volevo andare a scuola e lei non voleva che restassi molto tempo sulla strada. I ragazzi hanno la sensazione che la famiglia non li ami. Violenza e alcol spesso vanno di pari passo. Quando una donna é capo famiglia, é portata a coprire tutti i ruoli e finisce spesso col prevalere e castigare.</p>
<p>La maggioranza delle famiglie con figli che fuggono é formata da genitoriÃ‚Â  che, separatisi, si uniscono ad altri compagni formando una nuova famiglia dove vengono inglobati anche i figli dei precedenti matrimoni. In questa situazione spesso non si capisce chi debba prendersi la responsabilità  verso i figli. La scuola é uno dei luoghi sociali dove i ragazzi scoprono che le famiglie trattano diversamente i figli e quindi apre la riflessione verso la possibilità  di fuggire e di trovare alternative ad una situazione senza uscita. Quelli che fuggono spesso sono quelli che hanno il coraggio di affrontare i genitori e di cercare riconoscimento ed autonomia emotiva fuori di casa.</p>
<p>Un ragazzo la droga la incontra quando arriva sulla strada, non é che fugge di casa a causa della droga. Certo l&#8217;adolescenza é un tempo di cambiamento per genitori e figli e spesso le persone lasciate da sole non hanno le forze per gestire la crescita. Ma non si può dare la colpa alle famiglie e alle famiglie povere. La situazione é complessa e coinvolge problemi socio-economici strutturali, l&#8217;ideologia dell&#8217;individualismo, la crisi delle comunità , l&#8217;aumento della violenza e l&#8217;insicurezza diffusa.</p>
<p>Il convegno durerà  tre giorni e le prospettive della creazione del sistema nazionale di ricerca delle persone scomparse sembrano buone. Importante per tutti interrogarsi sul dramma delle famiglie a cui scompare un figlio e sulla necessità  di essere responsabili per le persone che incontriamo e del tipo di comunità  che costruiamo.</p>
<p>Mauro Furlan<br />
Viamundi Associazione Nani Bosteio Intercultura e Cidadania<br />
Casa di Ospitalità¡ Maria Stoppiglia<br />
CNPJ:09.007.990/0001-64</p>
<p>Rua Henrique Morize 47<br />
Grajaàº, Rio de Janeiro, RJ, Brasil</p>
<p>CEP 20561 260<br />
<a href="http://www.viamundi.org/" target="_blank">www.viamundi.org</a><br />
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		<title>Brasile 5 ottobre 2008: Elezioni Comunali</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2008/09/20/brasile-5-ottobre-2008-elezioni-comunali/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 07:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trip-Sud-America]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;é uomo seduto all&#8217;interno di una fabbrica con pareti di cemento, vicino a lui un montacarichi.
Si sente una voce fuori campo :
&#60;Io sono Mario&#62; inizia un ronzio &#60;ho un&#8217;ape nel mio orecchio. Da 4 anni&#62;.
L&#8217;immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2008/09/esercito-brasile.png" alt="Esercito per le elezioni, Brasile" align="left" />C&#8217;é uomo seduto all&#8217;interno di una fabbrica con pareti di cemento, vicino a lui un montacarichi.<br />
Si sente una voce fuori campo :<br />
&lt;Io sono Mario&gt; inizia un ronzio &lt;ho un&#8217;ape nel mio orecchio. Da 4 anni&gt;.<br />
L&#8217;immagine si sposta in un parco dove sta seduto lo stesso uomo. La voce fuoricampo dice: &lt;Un giorno ero al parco e lei entrò nel mio orecchio&gt;.<br />
L&#8217;uomo cammina per strada e il ronzio continua insistente. Scuote la testa.<br />
Ora l&#8217;uomo é inginocchiato davanti a un secchio d&#8217;acqua e la voce: &lt; Ero pieno di rabbia, ho tentato di tutto&gt;.<br />
L&#8217;uomo tuffa la testa dentro al secchio &lt; Quasi impazzivo&gt;.<br />
Di nuovo seduto al parco,Ã‚Â  mette miele nell&#8217;orecchio.<br />
La voce &lt;Adesso io mi prendo cura di lei: la alimento&gt;.<br />
Piccolo stacco poi la voce continua:<br />
&lt;Immagina un&#8217;ape nervosa, dentro il tuo orecchio per 4 anni&gt;.<br />
Si inserisce un&#8217; altra voce fuoricampo, il tono é grave:<br />
&lt;Quattro anni é un tempo lungo, specie quando le cose non vanno bene&gt;.<br />
E qui appare la scritta &#8220;Vota Brasile, elezioni 2008, il futuro della tua città  é il tuo futuro&#8221;.<br />
La solita voce commenta &#8221; Per questo, prima di votare, analizza il passato dei candidati, perché saranno loro che governeranno la tua città  per i prossimi 4 anni&#8221;.<span id="more-877"></span></p>
<p>Questo é uno dei tanti spot pubblicitari organizzati dal governo per richiamare l&#8217;attenzione dei cittadini alle elezioni comunali del prossimo 5Ã‚Â  ottobre 2008.<br />
A Partire dai 16 anni sono quasi 130 milioni gli elettori brasiliani che devono pensare bene chi votare per scegliere il sindaco della loro città  e i consiglieri comunali.<br />
Ci sono 5.562 comuni e i candidati sindaci sono 15.365. Il PMDB è il partito con maggior numero di candidati a sindaco, 2.891 in totale. Dopo viene il PSDB con 1.808, il PT di Lula con 1.640 e il DEM 1.252. Pensate che ci sono 90 comuni che hanno più votanti che abitanti e 136 comuni in cui c&#8217;é un unico candidato sindaco che ha bisogno di un solo voto per essere eletto.<br />
Per i comuni con più di 200 mila abitanti é previsto il ballottaggio il 26 ottobreÃ‚Â  se il candidato sindaco non ottiene la maggioranza assoluta. Anche a Rio de Janeiro.</p>
<p><strong>Operazione &#8220;Elezioni pulite&#8221;</strong></p>
<p>In tutto il Brasile é stata fatta la campagna &#8221; Scheda pulita&#8221; per moralizzare le elezioni e impedire la candidatura di politici che rispondono a processi giudiziari. Si sono raccolte firme in tutto il paese ma il tema non é stato votato al Congresso Nazionale. Il Supremo Tribunale ha deciso che nessuno può essere privato del diritto politico di candidarsi finchè il processo per cui risponde non lo ha giudicato in ultima istanza.<br />
Esiste già  una legge di iniziativa popolare (legge 9.840) che impedisce la candidatura per chi, con certezza appurata, ha comprato i voti o ha usato la macchina amministrativa per uso elettorale. Con questa legge a molti politici é stato impedito di ricandidarsi ma le scappatoie si trovano sempre.<br />
Due esempi tra i molti.<br />
Maluf è il candidato a sindaco di Sao Paulo che risponde a più processi (tre amministrativi e quattroÃ‚Â  penali) ed é sempre riuscito a ricorrere. Poi ci sono casi come quello del candidato a Sindaco di Nuova Iguazù, Bornier, che sta facendo campagna elettorale, ma il suo nome non é ancora stato iscritto nel registro dei candidatiÃ‚Â  perchè il bilancio comunaleÃ‚Â  durante il suo mandato (1998-2001) non é stato approvatoÃ‚Â  e quindi lui non potrebbe più essere rieletto. Sta ancora ricorrendo in appello.</p>
<p><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2008/09/cartello-elettorale.png" alt="La strada, palco pubblicitario." align="right" /></p>
<p>In questo ultimo mese la pubblicità  dei candidati é diventata ossessiva. Due ore alÃ‚Â  giorno su tutte le radio e Tv. Cartelli appesi in ogni casa, persone con striscioni e bandiere ad ogni angolo di strada. La cassetta della posta ogni giorno piena di depliant elettorali.<br />
La macchina elettorale in questi ultimi mesi fornisce lavoro a molte persone. Per stare un giorno con un cartello in mano ad un incrocio si ricevono circa 10 euro. La tv e la radio trasmettono la pubblicità  sincronizzata, e cioé tutti gli spot concentrati in un&#8217;ora e in contemporanea su tutte le trasmittenti.<br />
Ciò che la gente deve ricordare non é tanto il nome quanto il numero del candidato. Ogni candidato ha un numero composto di 5 cifre, dove il primi indicano il partito e gli altri 3 definiscono il singolo candidato.<br />
Guai a chi non vota! Votare é obbligatorio. Se non presenti la ricevuta delle ultime votazioni non ti accettano ai concorsi pubblici.</p>
<p>Nella foto, il Consigliere Chiquinho dell&#8217;ambulanza numero 25300 in coalizione con il sindacoÃ‚Â  LindebergÃ‚Â  partito 13 che é il PT (partito dei lavoratori).<br />
Sopra e sotto ci sono i cartelli di rappresentanti di altri partiti ma appartenenti alla stessa coalizione.</p>
<p><strong>Ma cosa fanno Sindaci e consiglieri? </strong></p>
<p>Prefeito (sindaco)Ã‚Â  e vereador (consigliere ) sono eletti dal popolo con voto diretto e segreto con sistema maggioritario e con un mandato di 4 anni.<br />
Il Sindaco normalmente a capo di una coalizione di partiti é eletto con sistema maggioritario (vince chi ha più voti) e va al ballottaggio nelle città  con più di 200 mila abitanti.<br />
I Consiglieri comunali sono eletti con sistema proporzionale o sia i posti del consiglio comunale sono assegnati proporzionalmente al numero dei voti del partito o della coalizione dei candidati con più voti.<br />
Il potere esecutivo é esercitato dal Prefeito (sindaco) che é responsabile della amministrazione del comune. E&#8217; lui che nomina persone di sua fiducia (possono essere anche sua madre e sua zia) nei posti di gestione delle varie aere con nome di secretario (salute, opere pubbliche, educazione, gestione acqua, immondizie, ecc.) e questi nominano i loro sottosegretari anche questi di loro fiducia. Il Prefeito é responsabile della gestione della città  e deve mettere in pratica le leggi fatte dai Consiglieri. Il prefetto deve rendere conto del suo lavoro alla Camera dei Vereadores e ai cittadini.<br />
Il potere legislativo del comune é esercitato daà­ Consiglieri (Vereadores) che si riuniscono nella Cà¢mera Municipale. Rappresentano i cittadini e creano le leggi per la gestione del comune, fiscalizzanoÃ‚Â  il sindaco, il vice e i segretari comunali e gli atti di tutta la amministrazione comunale.</p>
<p><strong>Candidato Sardina</strong></p>
<p>Nomi, numeri e soprannomi</p>
<p>Antonio Peste, Lucio Ciuccione, Giovanni Maccheroni, Ronaldo Zum Zum, Arlindo del Salone di Bellezza, Chiquinho dell&#8217;ambulanza, Sardina, Ze cicciobello, Marcello del mattone, &#8230;<br />
Questi sono i nomi dei candidati conosciuti popolarmente.<br />
A Duque de Caxias c&#8217;é il professore di matemà¡tica Joà£o Batista che ha il nome scritto sotto il segno della radice quadrata e di fianco &#8220;lui é Ã¢Â‰Â  &#8220;. A Mesquita trovi Marco del Camion delle immondizie e Tarzan del partito dei verdi, Divinea che brandisce una scopa e dice &#8220;andiamo a pulire la città &#8221;.Ã‚Â  Invece nelle grandi città  i candidati mantengono i loro nomi e non si permettono nomi o discorsi che potrebbero essere un boccone succulento per gli avversari.</p>
<p><strong>Come si vota nel paese con il sistema elettorale più moderno al mondo?</strong></p>
<p><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2008/09/macchina-votazioni-brasile.png" alt="Macchina per le votazioni" align="left" />Si entra al seggio, si presenta la Carta di Identità  e il Titolo di Elettore, quindi viene data l&#8217;autorizzazione a votare. Si entra nella cabina dove si trova una macchina poco più grande di una scatola da scarpe con la scritta &#8220;digita il numero del candidato a Sindaco&#8221;. La persona digita le 5 cifre che corrisponde al candidato e compare la sua foto. PoiÃ‚Â  si digita la conferma e appare la parola Fine. La stessa cosa per il candidato consigliere. Uscendo dal seggio si ritira la ricevuta di avvenuta votazione.<br />
Dopo la chiusura del seggio le macchinette elettroniche vengono portate in un centro dati e in 2-3 ore si possono avere i risultati della votazione in tutto il Brasile.<br />
Non esistono schede nè urne. La macchinettaÃ‚Â  serve per qualsiasi votazione o referendum quante volte si vuole, basta programmarla. Non ci sono voti nulli, é solo previsto il votare in bianco, non c&#8217;é la possibilità  di scrivere parolacce e nemmeno poesie.</p>
<p><strong>E a Rio de Janeiro qual é il panorama elettorale?</strong></p>
<p>A Rio deÃ‚Â  Janeiro ci sono 4.552.310 elettori.Ã‚Â  L&#8217; attuale prefetto é Cesar Maia del partito DEM.<br />
I candidati sono : Alessandro Molon (PT) | Antonio Carlos Silva (PCO) | Chico Alencar (PSOL-PSTU) | Eduardo Paes (PMDB-PP-PTB-PSL) | Eduardo Serra (PCB) | Fernando Gabeira (PV-PSDB-PPS) | Filipe Pereira (PSC-PRP) | Jandira Feghali (PC do B-PSB-PHS-PTN) | Marcelo Crivella (PRB-PR-PSDC-PRTB) | Paulo Ramos (PDT) | Solange Amaral (DEM) | Vinà­cius Cordeiro (PT do B)<br />
Da recenti sondaggi il candidato che ha più possibilità  di vincere é Eduardo Paes (nel corso della sua vita ha cambiato 3-4 volte di partito) che anche se non é del PT fa parte della coalizione che ha l&#8217;appoggio di Lula a discapito dello stesso candidato del PT Molon. Crivella é il secondo nei sondaggi, é un pastore della Chiesa Universale e sta perdendo voti anche per una forte campagna mediatica contro di lui.</p>
<p><strong>E per la sicurezza? Niente paura arriva l&#8217; esercito! </strong></p>
<p>Ieri é arrivato l&#8217;esercito a Rio de Janeiro per garantire l&#8217;ordine nelle elezioni. Circa 3.500 soldati tra esercito e marina saranno presenti in sette favelas e anche nel comune di Campos. Camion con soldati, blindati, carri armati in favela. Soldati in mimetica e fucili da guerra camminano in mezzo al via vai di bambini e adulti. Rinforzeranno la sicurezza delle elezioni. I soldati ci resteranno fino al 5 ottobre giorno delle elezioni.Ã‚Â  Sono 28 le aree che saranno controllate dall&#8217;esercito. Ci sono favelas controllate dal narcotraffico e ci sono quelle controllate dai paramilitari (milizia) Queste ultime sono quelle che hanno candidati propri essendo legati ad interessi legali, mentre il narcotraffico é abbastanza indipendentemente dai candidati.<br />
Né narcotraffico ne milizié hanno opposto resistenza. Loro sanno come funziona. Tra pochi giorni se ne andranno e tutto ricomincerà . Questi interventi non sono fatti per cambiare le cose, ma per garantire che le cose stiano come stanno e non accada nulla che alteri gli equilibri.</p>
<p><strong>Promesse illusorie o qualcosa cambierà ?</strong></p>
<p>Queste elezioni, tanto pubblicizzate e che invitano a credere che votando le cose cambieranno, sono vissute con il solito distacco dalla gente comune. Gli entusiati sono i candidati che con una faccia di cera si incontrano per le strade distribuendo manifesti. La gente normale cerca di sopportare anche questo peso. Le ragioni di questa crisi, che non é solo brasiliana, possono essere diverse. C&#8217;é chi pensa che sia il popolo ignorante che non capisce e si lascia ingannare dai venditori di parole o di chi gli offre pane e divertimento.<br />
Altri pensano che siano le forze economiche a gestire la società  seguendo i propri interessi. Altri ancora pensano che siano le forze illegali che muovono montagne di denaro con droga e armi e hanno la gestione del territorio come qui a Rio.<br />
Forse come dicono certi studiosi é la stessa democrazia in crisi.<br />
Se mi chiedono se sta cambiando qualcosa in Brasile io rispondo di sì, specie a livello economico. Se guardo le elezioni vedo che sta crescendo il tentativo di coscientizzare le persone sul voto e di chiarire interessi personali tentando di allontanare il fenomeno della corruzzione. Nel piccolo mondo della gente normale quello che é cambiato é la pressione pubblicitaria, diventata più raffinata e ossessiva.<br />
Se un marziano avesse la possibilità  di guardare questo fenomeno elettorale, forse potrebbe dire che l&#8217;uomo ha messo sul palco della democrazia il suo spettacolo più grande: le elezioni. Lo spettacolo rimane in programmazione per circa due mesi. Ma sicuramente i marziani non capiscono niente della vita degli umani.</p>
<p>Mauro Furlan<br />
animadelmondo@gmail.com</p>
<p>Per chi volesse vedere i video della pubblicità  progresso qui sotto ci sono gli Indirizzi youtube dove potete vedere i và­deo o cercate justià§a eleitoral.</p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=mvD1BkOQPTc</video></p>
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		<title>Elezioni in Paraguay, il 20 aprile 08  il paese cambia.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 05:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Paraguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi conoscono il Paraguay e sanno riconoscerlo nella cartina. Dire &#8220;paraguayo&#8221; ad una persona qui in Brasile significa definirlo un pezzente. E&#8217; l&#8217;ultimo paese in termini economici ed é il paese del contrabbando e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi conoscono il Paraguay e sanno riconoscerlo nella cartina. Dire &#8220;paraguayo&#8221; ad una persona qui in Brasile significa definirlo un pezzente. E&#8217; l&#8217;ultimo paese in termini economici ed é il paese del contrabbando e della illegalità .<br />
Tutto il mercato &#8220;pirata&#8221; del Brasile passa attraverso il Paraguay. Questo Paese, incastonato in un fazzoletto di terra tra Bolivia, Brasile e Argentina, ha una storia complicata, fatta di colonizzazioni gesuite, devastazioni portoghesi, annientamento dell&#8217;80% della sua popolazione, ricostruzione difficile e sanguinose dittature militari.<br />
E&#8217; il Paese che più di altri ha ospitato i nazisti in fuga dalla Germania sconfitta ed é la nazione che da 60 anni a questa parte sta vivendo, bloccata in una condizione di povertà  estrema, la semi-dittatura del più longevo partito repubblicano dell&#8217;America del sud, il Partido Colorado, partito che dal 1954 al 1989 ha sostenuto il cruento regime del generale Alfredo Stroessner.<br />
Ma tira aria di cambiamento in Paraguay. Un cambiamento forte e radicale, una svolta a sinistra che pare essere pronta a spazzar via quella che viene chiamata la &#8220;democra-dura&#8221; e che corrisponde ai 17 anni di transizione che hanno seguito l&#8217;era Stroessner.<br />
Domenica 20 aprile, il secondo Paese più povero dell&#8217;America Latina, dopo il Nicaragua, sarà  chiamato alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Fernando Armindo Lugo Mendez, ex vescovo di San Pedro recentemente sospeso a divinis dal Vaticano di Ratzinger e nipote di uno dei più aggueriti oppositori del regime.<span id="more-844"></span><br />
Sono più di 15 anni che l&#8217;ex monsignore si batte per i più deboli, precisamente da quel lontano agosto 1992 in cui si rifiutò di benedire il nuovo aeroporto della città , sostenendo che &#8221; San Pedro non aveva bisogno di cattedrali del deserto ma di ospedali per non dover morire di dissenteria o di parto e di strade asfaltate per permettere ai campesinos della regione di portare i propri prodotti al mercato cittadino&#8221;. In 100.000 hanno firmato per rendere la sua candidatura alle prossime presidenziali effettiva ed ora, la sua sembra essere la coalizione vincente.<br />
L&#8217;Alianza Patriotica para el Cambio (APC) é sostenuta da quello che rimane della sinistra dopo le purghe stroessneriane &#8220;“ tra cui il movimento popolare indigeno Tekojoja e la Resistencia Ciudadana National- , da una serie di defezioni del Partido Colorado, stanche di una politica immobile e corrotta.<br />
Il patto politico che é stato sottoscritto da tutte le anime dell&#8217; APC é stato definito dagli osservatori internazionali &#8220;storico ed innovativo&#8221; e potrebbe finalmente donare nuova linfa a un paese fermo nella stagnazione.<br />
Ventidue punti che spaziano dall&#8217;educazione alla riforma agraria, dalla riappropiazione delle risorse energetiche naturali, con la rinegoziazione dei trattati sulla centrale idroelettrica di Itaipù &#8220;“ la più grande del mondo per capacità  produttiva con circa 91000 Gwh al giorno- alla riforma del sistema monetario e giudiziario, da sempre ritenuti i punti deboli dell&#8217;apparato statale paraguayano.<br />
Un programma quindi rivoluzionario in termini politici e sociali che, a quanto acclamano i sondaggi, ha conquistato il 35% della popolazione, senza contare l&#8217;appoggio della maggioranza degli studenti, dei campesinos guaranì e dei diseredati che affollano le strade.<br />
Nel frattempo la campagna elettorale si é svolta tra diffamanti accuse e omicidi politici. Alcuni giorni fa a Luque, località  al confine con il Brasile, un dirigente di Tekojoja é stato assassinato assieme alla moglie da alcuni narcotrafficanti, mentre risalgono al 28 febbraio e al 4 aprile le uccisioni di altri tre attivisti dell&#8217;Alianza.<br />
Lo stesso Lugo ha ricevuto numerose minacce di morte, ma la cosa non sembra preoccuparlo più di tanto: &#8220;C&#8217;é chi vuole far sparire non solo la mia persona ma la speranza della gente, la ricerca di giustizia, di equità . Queste figure cercano di fare in modo che gli esclusi perdano anche la speranza di poter avere un posto nella società &#8221;. L&#8217;assassinio politico non sembra essere l&#8217;unico mezzo per tentare di cambiare un risultato politico annunciato:<br />
&#8220;Il problema qui sono i brogli &#8220;“ spiega Miguel Angel Lopez Perito, capo della campagna elettorale dell&#8217;APC &#8220;“ esistono 26 modi diversi di falsare il risultato delle elezioni. Il più gettonato é quello di di comprare i voti, solo che il Partido Colorado qui si compra direttamente il seggio, 1500 dollari circa a seggio&#8221;.<br />
Per evitare questa eventualità , l&#8217;APC sta cercando di ottenere il permesso di pubblicare i risultati degli spogli su internet, in modo da renderli trasparenti alla comunità  internazionale, &#8220;Ma la burocrazia é un freno molto potente&#8221; conclude sconsolato Lopez Perito.<br />
Oltre che con la potente &#8220;Machina Colorada&#8221; capeggiata dalla prima candidata donna Blanca Ovelar, nella sua corsa per la presidenza l&#8217;ex vescovo dovrà  scontrarsi con il 30% delle preferenze per il generale Lino Oviedo, ex golpista e recentemente scarcerato- in molti sussurranno ad hoc- dopo una pesante accusa di omicidio ai danni dell&#8217;ex vice-presidente paraguayano Luis Maria Argana. I due si stanno combattendo sul fronte dell&#8217;aiuto agli indigenti, ma se per Oviedo la questione si risolve in pasti gratuiti, per Lugo la missione é tutt&#8217;altra &#8220;La &#8220;democradura&#8221; ha rubato il sogno delle grandi maggioranze di migliorare la qualità  della vita nel Paese. L&#8217;alternativa alla povertà  é il cambio, e il cambio é l&#8217;unico cammino da seguire per la realizzazzione di una genuina democrazia e di uno stato di diritto che abbracci tutti i settori dimenticati della popolazione&#8221;.</p>
<p>Fernando Armindo Lugo Mendez</p>
<p>Lugo, nato nel 1951 nel paesino di San Solano, regione di Itaipàºa, é entrato nel 1971 nel seminario della Congregazione del Verbo Divino e nel 1992 é stato nominato superiore provinciale per il Paraguay della Congregazione del Verbo Divino. Consacrato Vescovo nel 1994, ha retto la diocesi di San Pedro, una delle regioni più povere del Paese, adoperandosi in favore dei contadini senza terra in un periodo di forti conflitti rurali. L&#8217;11 gennaio 2005 ha rinunciato alla direzione della diocesi e la sua richiesta é stata accettata da Giovanni Paolo II. Il 18 dicembre 2006 ha presentato al Vaticano la rinuncia sia al sacerdozio che all&#8217;episcopato, entrando ufficialmente in politica il 25 dicembre successivo, in vista delle elezioni presidenziali del 2008. La sua richiesta di essere ridotto allo stato laicale é stata respinta dal Vaticano, che nel gennaio 2007 lo ha sospeso a divinis, misura che nel diritto canonico equivale a una punizione. Da allora Lugo ha intrapreso il cammino politico che lo ha portato a candidarsi alla presidenza. Il Partito Colorado ha effettivamente cercato di mettere in discussione la costituzionalità  della sua candidatura. Vi é stata un&#8217;ampia discussione, al riguardo, da parte di vari costituzionalisti. Alla fine la candidatura é stata accettata, perchè Lugo é ormai, a tutti gli effetti, un laico e un cittadino paraguaiano e, in quanto tale, ha il diritto di candidarsi a cariche pubbliche. Il periodo fissato dalla legge per presentare eventuali ricorsi é scaduto, quindi il problema é risolto.</p>
<p>Lugo ha 57 anni. E&#8217; stato identificato con la teologia della liberazione e dice che &#8220;l&#8217;opzione preferenziale per i poveri&#8221; non é politica, ma pastorale. Lui sà  che rappresenta una seria minaccia per l&#8217;egemonia del partito Colorado da 60 anni al potere incluso con la dittatura diÃ‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â  Alfredo Stroessner (1954-1989).</p>
<p>Lugo ha vissuto sulla sua pelle la tragica storia del suo paese. Suo padre é stato incarcerato 20 volte, tre dei suoi fratelli sono stati torturati ed esplulsi dal Parauay. Nel 1983 anche lui é stato espulso a causa delle sue prediche ritornando nel 1987.</p>
<p>Lugo considera che i suoi principali avversari sono la corruzione, la povertà  e l&#8217;ignoranza.<br />
Il Paraguay si stima abbia poco più di 6,5 milioni di persone e vive di agropecuaria. Le poche industrie che c&#8217;erano sono tutte morte e il commercio di prodotti importati e illegali é aumentato a dismisura. La città  di Ciudad de Leste ai confini con il Brasile é la porta del contrabbando. Più del 50% della popolazione vive sotto la linea della povertà  e il 35 % é nella miseria assoluta. Il paese é ricco in riserve di Petrolio e acqua dolce, esporta ( e non consuma) energia elettrica attraverso le centrali idroelettriche diÃ‚Â  Itaipu (la più grande al mondo) e Yacyretà¡, costruite con capitali brasiliani e argentini e i cui trattati sono stati firmati durante la dittatura. Se viene eletto Lugo vuole rinegoziare con il Brasile il trattato di Itaipù e chiedere un aumento di sette volte della energia venduta a prezzo bassissimo. Lugo vuole promuovere la riforma agraria per beneficiare 300 mila famiglie senza terra. Il 70% della terra produttiva é nelle mani del 2,5% della popolazione. Vuole valorizzare le cooperative e i piccole imprese per sintonizzare la crescita economica con lo sviluppo sociale.</p>
<p>Il partito Colorado domina la macchina statale e il potere giudiziario. Lugo vuole riscattare la autonomia dei giudici e &#8220;departitizzare&#8221; la burocrazia. Circa il 90 % della popolazione é bilingue e parla Spagnolo e Guarani, e per la prima volta una indigena Guaranì é candidata a senadora.</p>
<p>La Guerra del Paraguay</p>
<p>Nel secolo XIX il Paraguay era il paese libero, indipendentente e il più sviluppato dell&#8217;america latina. Istigati dalla corona Britannica, Brasile, Argentina e Uruguay gli hanno mosso guerra dal 1864 al 1870. La guerra é stata terribile, dei 160 mila soldati brasiliani 50mila non sono tornati. Più di 300 mila paraguayos sono morti e cioé l&#8217;80% della popolazione maschile. Si dice che dopo la guerra c&#8217;erano 10 donne per ogni uomo). La guerra ha azzerato la storia del paese compromettendone irrimediabilmenteÃ‚Â  la crescita e collocandolo tra i più arretratri paesi della America Latina. In Brasile, il generale delle truppe brasilisane che ha sterminato il popolo paraguayo Duque de Caxias é onorato e celebrato.</p>
<p>Mauro Furlan</p>
<p>Scheda Paraguay</p>
<p>Repubblica del Paraguay<br />
Repàºblica del Paraguay</p>
<p>Superficie: 406.752 KmÃ‚Â²<br />
Abitanti: 5.702.000 (2004)<br />
Densità : 14 ab/KmÃ‚Â²</p>
<p>Forma di governo: Repubblica presidenziale<br />
Capitale: Asuncià³n (513.000 ab., 1.620.000 aggl. urbano)<br />
Altre città : Ciudad del Este 223.000 ab. (334.000 aggl. urbano), San Lorenzo 203.000 ab., Luque 170.500 ab., Capiatà¡ 154.500 ab.<br />
Gruppi etnici: Meticci 86%, Bianchi 9,3%, Amerindi 1,8%, altri 2,9%<br />
Paesi confinanti: Bolivia a NORD-OVEST, Argentina a SUD ed OVEST, Brasile ad EST</p>
<p>Monti principali: Cerro Leà³n 1000 m<br />
Fiumi principali: Pilcomayo 2500 Km (totale, compresi tratti boliviano e argentino), Rio Paraguay 1300 Km (tratto paraguayano, totale 2400 Km), Paranà¡ 800 Km (tratto paraguayano, totale 4700 Km)<br />
Laghi principali: Ypacarai 60 KmÃ‚Â²<br />
Isole principali: -<br />
Clima: Subtropicale</p>
<p>Lingua: Spagnolo, Guarani (entrambe ufficiali), Portoghese<br />
Religione: Cattolica 89,5%, Protestante 6%, altro 4,5%<br />
Moneta: Guarani paraguayano</p>
<p><a href="http://www.viamundi.org/" title="ViaMundi" target="_blank">www.viamundi.org</a></p>
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		<title>Bolivia, paese in ebollizione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 06:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip-Bolivia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Bolivia é un paese ad alta temperatura, sembra una di quelle solfatare dove c&#8217;é l&#8217;acqua che bolle e ogni tanto un geyger manda un getto e si prende paura. Il processo del cambiamento socio-politico iniziato con Evo Morales nel 2005 é un profondo scossone al sistema della società  in Bolivia. Il processo mette in discussione la gestione del potere dando forza ai movimenti sociali specialmente indigeni, cercando di togliere forza alle famiglie che tradizionalmente gestivano il paese. L&#8217;economia ha spostato il proprio baricentro e adesso si concentra in Santa Cruz e non più a La Paz. Il governo tenta di cambiare le regole in tutti i settori della vita dove il potere tradizionale comandava, stabilendo regole più rispettose delle diversità  e la costituzione che ne sarebbe il riassunto é ancora in una difficile fase di approvazione.<br />
<span id="more-843"></span><br />
La terra é uno dei campi di scontro. Il governo sta verificando i documenti che comprovano la proprietà  e anche se é realmente coltivata. Dove si comprova che non ci sono 7 vacche per ettaro si espropria la terra a favore di una gestione comunitaria. In questo momento il governo é in lotta con i grandi produttori di olio di soia perchè preferiscono vendere all&#8217; estero il prodotto e non forniscono il mercato interno. Il governo ha proibito la vendita all&#8217;estero finche non si provvede al bisogno del paese ad un prezzo giusto. Ma il grande fronte di battaglia, quello che sta mobilitando il paese é l&#8217;autonomia delle province. Questa oltre ad essere una esigenza forte contro la centralizzazione dello stato (per tanti documenti bisogna andare alla capitale La Paz per ottenerli),  é diventata l&#8217;arma usata dai poteri locali per continuare a comandare e contrastare la politica di Evo Morales. Adesso 7 regioni su 9 hanno indetto autonomamente un referendum per definire la propria autonomia. A Santa Cruz sarà  il 4 maggio. La tv ogni giorno fa il conto alla rovescia per questo importante evento e chiama tutti a votare. Il governo non sa che fare e adesso sta facendo una campagna contro il referendum anche se mette a disposizione la polizia per garantire la sicurezza.</p>
<p>Inoltre ci sono rivendicazioni salariali con scioperi e blocchi delle strade di varie categorie di lavoratori, le paghe hanno ristagnato per molto tempo.</p>
<p><strong> Un progetto di nazione</strong></p>
<p>La  Bolivia vive l&#8217;epoca del cambio ma si nota che manca un progetto di paese. Le persone intellettuali con cui ho parlato mi dicono che ancora si vive a livello rivendicativo, non c&#8217;é un disegno che unisca le forze. Chi é più forte grida, aggredisce, blocca le strade, convoca referendum.<br />
Il governo non ha neanche una strategia per affrontare in modo intelligente l&#8217;opposizione dei ricchi che hanno in mano tutti i poteri mediatici. Televisione radio e giornali parlano continuamente contro il governo dando voce alla opposizione o evidenziando le cose sbagliate del governo.</p>
<p><strong> Una guerra civile?</strong></p>
<p>A volte la sensazione é che il paese é sull&#8217;orlo di una guerra civile dove la gente é costretta a schierarsi da una parte e a difendere i propri interessi fino alla morte contro gli altri. Tutto é vissuto in modo viscerale perchè si toccano gli interessi personali. Ma questa sensazione é molto legata alle persone straniere. I Boliviani sembrano vivere questo con relativa tranquillità , forse la nascosta convinzione che le cose non cambieranno. Potremo dire invece che adesso é in atto una guerra di bassa intensità , dove non si uccide fisicamente con le armi ma si mettono in gioco le armi medianiche per eliminare socialmente l&#8217;avversario. Colpite sono le persone legate al governo, gli esponenti più in vista. Le accuse sono proclamate con forza e in modo ossessivo, le persone vengono denunciate per tv, creando un clima di sfiducia verso il governo e distruzione della reputazione personale.</p>
<p>In questo clima teso la Chiesa potrebbe essere la mediatrice tra le forze.</p>
<p>Alcuni vescovi hanno tentato in alcuni momenti critici di fare da mediazione e ci sono riusciti.<br />
Non tutti i vescovi però sono di accordo, alcuni sono schierati contro il governo per varie divergenze di visione e anche perchè nella nuova costituzione che non é stata ancora approvata la religione cattolica non sarà  più religione di stato, lo stato sarà  laico.<br />
<strong><br />
Il neoliberismo andino</strong><br />
Il MAS che é il partito che governa formato da movimenti teoricamente di sinistra dovrebbe portare avanti una visone socialista (come dice il nome stesso MAS = movimento al socialismo) ma al suo interno ci sono divisioni. Il numero due del governo e cioé il vicepresidente Linera ha detto che la sua visione della Bolivia é di farne un paese con un neoliberismo dal volto andino. Il MAS ha vinto le elezioni con la maggioranza assoluta dei voti, ma in questo periodo emergono le idee diverse e si sono create divisioni e abbandoni. L&#8217;unione nata dal bisogno di cambiare il paese adesso deve fare i conti con i vari interessi e ideologie. L&#8217;opposizione fa leva su queste contraddizioni, divisioni e sulla incompetenza dei ministri.</p>
<p>Al governo c&#8217;é una rotazione continua di Ministri, che cambiano ogni 3-4 mesi a causa di incompetenze, divergenze, accuse. Il MAS non ha personalità  politiche preparate e queste cadono facilmente sotto il peso dei problemi o delle accuse dell&#8217;opposizione. Manca nel MAS un progetto politico definito, quadri di partito formati, ministri preparati, una strategia definita, una compatta struttura organizzativa di base.</p>
<p><strong>Un paese con molti volti</strong></p>
<p>La Bolivia non é un paese facile da capire. Prima di tutto ha una varietà  di composizione perchè c&#8217;é una regione Andina nella zona dei 4mila metri, diversa dalla regione delle valli che si trova sui 2500metri e la zona della pianura. La zona che confina con il Brasile non é uguale a quella che confina con il Paraguay e l&#8217;Argentina e le persone sono culturalmente diverse. Nella zona di Santa Cruz il popolo é chiamato Camba (con la fama di lavorare meno) nella zona di Cochabamba le persone si definiscono Colla (più commercianti e intraprendenti) e queste differenze vengono usate spesso con tono razzistico e adesso separatistico. La storia in Bolivia sembra abbia mischiato continuamente le carte ma alla fine tutto é rimasto come prima: pochi hanno comandato su un contadino povero e non istruito.<br />
La gente per la maggioranza é povera, la mentalità  ancora quella della dipendenza, istruzione bassa, esistono ancora aree dove c&#8217;é il lavoro schiavo e cioé si paga la gente solo dando da mangiare e qualche vestito. Se in Brasile esiste molta differenza sociale, qui ancora di più.</p>
<p><strong>La Terra</strong><br />
La Bolivia ha una superficie tre volte e mezzo l&#8217;Italia, più della metà  é pianura. La popolazione boliviana non raggiunge i 9 milioni di abitanti. C&#8217;é molta terra e gran parte di questa é stata comprata o invasa illegalmente. Ci sono grandi proprietari terrieri, si produce soia, allevamenti per produrre carne e latte. La terra ha un grande valore e c&#8217;é stata un corsa all&#8217;accaparramento. Le comunità  indigene vere proprietarie della terra sono state costrette a vivere in aree marginali. Lo stato vuole consegnare la terra agli indigeni e sta marcando i confini delle aree, il grande problema é che i popoli indigeni non sanno usare la terra per produrre. Le popolazioni indigene in parte si stanno organizzando e modificando cercando un adattamento alla cultura detta moderna e alcune tribù si stanno lentamente estinguendo.<br />
Mauro Furlan</p>
<p><a href="http://www.viamundi.org/" title="ViaMundi" target="_blank">www.viamundi.org</a></p>
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		<title>Olinda, il vero carnaval do Brasil</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2008/01/19/olinda-il-vero-carnaval-do-brasil/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 17:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 8]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Brasile]]></category>
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		<description><![CDATA[Se chiedete a un brasiliano (possibilmente né bahiano né carioca), qual é il carnevale più autentico e popolare del suo paese, quasi sicuramente vi risponderà  che é quello di Olinda.
Olinda é una piccola cittadina a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se chiedete a un brasiliano (possibilmente né bahiano né carioca), qual é il carnevale più autentico e popolare del suo paese, quasi sicuramente vi risponderà  che é quello di Olinda.</p>
<p>Olinda é una piccola cittadina a soli 6km da Recife, nello <strong>stato del Pernambuco</strong>, il cui centro storico, formato da viette che salgono ripide dal lungomare, punteggiate di vecchie case coloniali colorate in varie tinta pastello, é patrimonio dell&#8217;umanità  dell&#8217;Unesco. Per questo vale la pena vederla anche fuori dalle celebrazioni del Carnaval.<span id="more-808"></span></p>
<p><img title="carnevale olinda 2008" src="http://www.olinda.pe.gov.br/upload/Logo-Carnaval-de-Olinda-2008.jpg" alt="carnevale olinda 2008" width="360" height="436" align="left" /></p>
<p></p>
<p>Rispetto alle ben più conosciutei internazionalmente kermesse di <strong>Rio de Janeiro </strong>o Salvador de Bahia, il Carnevale di Olinda non si regge tanto sulla commercializzazione degli eventi ad uso del turismo nazionale ed estero, ma vive sulla feste che si scatenano spontaneamente a <strong>ritmo di Frevo</strong> e attraggono un milione di persone per le vie attorno all&#8217;Alto da Sé o nel Barrio Novo.</p>
<p>Anche se a Olinda non mancano i Blocos o i Trio Electricos, i protagonisti del Carnevale sono <strong>&#8220;Los Gigantes&#8221;</strong>, ovvero enormi fantocci di cartapesta (alti mediamente 4 metri), i più famosi dei quali sono l&#8217;Homem de Meia Noite (l&#8217;uomo di mezzanotte) o la Mulher do dia (la donna di giorno), che vengono riciclati anche durante le campagne elettorali locali.</p>
<p>Le date ufficiali del Carnevale 2008 vanno dal&#8217;1 al 6 febbraio.</p>
<p>Se volete saperne di più:</p>
<p><a href="http://www.olinda.pe.gov.br/portal/index.php" target="_blank">Sito ufficiale della Città  di Olinda</a></p>
<p><a href="http://www.frevo.pe.gov.br/" target="_blank">Il Frevo: la musica Pernambucana </a></p>
<p><a href="http://www.gigantesdeolinda.com.br/">Los Gigantes del Olinda</a></p>
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<p></p>
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		<title>Dormire a Rio de Janeiro &#8211; La casa di Maria</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 16:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sorta di TripCentre Brasile? Questo è un progetto di un mio amico, Mauro, che sta portando la rivoluzione in Brasile. Se passate di là , fatemi sapere com&#8217;é!
Tripluca
La &#8220;Casa di Maria&#8221;
In questi 4 anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sorta di TripCentre Brasile? Questo è un progetto di un mio amico, Mauro, che sta portando la rivoluzione in Brasile. Se passate di là , fatemi sapere com&#8217;é!<br />
Tripluca</p>
<p><strong>La &#8220;Casa di Maria&#8221;</strong></p>
<p>In questi 4 anni di sostanziale pellegrinaggio per l&#8217; America Latina, pellegrinaggioÃ‚Â  interiore ed esteriore, visitando progetti sociali e collaborando con qualcuno di essi ho sentito la necessità  di avere un luogo dove poter vivere e dare un volto al mio mondo. Quest&#8217; anno la strada si é aperta grazie a Macondo che mi ha dato la possibilità  di poter gestire la casaÃ‚Â Ã‚Â  di Rio de Janeiro che da oltre 15 anni é punto di riferimento per tanti viaggiatori. La casa in cui ha vissuto Maria Stoppiglia, la casa di Maria, come tanti la chiamano e come in effetti si chiamerà  questa casa che fino a un mese fa apparteneva alle suore Serve di Maria Riparatrice.</p>
<p>&#8220;Casa di Maria&#8221; per coltivare una presenza, una storia e uno stile.</p>
<p>La casa si trova nel quartiere di Grajaù nella zona nord di Rio de Janeiro e per ora può ospitare 10 persone. In poco tempo l&#8217;ho arredataÃ‚Â Ã‚Â  il minimo indispensabile per accogliere chi già  aveva programmato di venire qui in questo periodo, persone che hanno fatto di Rio un punto di passaggio per la scoperta del Brasile. Lo stile della casa é molto familiare e le persone sono vissute come compagni di viaggio. Questo vorrebbe essere anche lo stile del futuro. La casa l&#8217;ho pensata sullo stile &#8220;bad and breakfast&#8221; e c&#8217;é una cucina per farsi da mangiare. La casa cercherà  do sostenersi con il ricavato della ospitalità , ma la vera sfida é rendere questo luogo vivo nei tempi in cui non ci sono persone in viaggio.</p>
<p><strong> Ali per volare :&#8221;Viamundi&#8221; e &#8220;Pauro&#8221;.</strong></p>
<p>Contemporaneamente a questo lungo processo burocratico di acquisizione della casa ho anche messo le basi per concretizzare uno strumento che mi permettesse di agire. Ho creato un&#8217; associazione culturale che si chiama &#8221; Viamundi, Associazione Nani Bosteio per l&#8217;Intercultura e la Cittadinanza&#8221;. Gli amici che con me hanno fondato questa associazione sono tutti brasiliani giovanissimi. Leandro, Milce, Elenckey, Adelio, Juruna, Thiago, giovani con storie personali diverse con cui ho costruito una amicizia.</p>
<p>Queste persone gestiranno con me la Casa di Maria e daranno corpo alle idee di Viamundi. La sfida é intraprendere un processo di formazione personale e di sviluppare progetti quali un centro di documentazione, creare una rete di contatti a livello di America Latina, organizzare percorsi di turismo responsabile, proporre attività  formative culturali e altro. Investire insomma nelle relazioni e nella costruzione di un suo tessuto a livello di America Latina oltre che con l&#8217;Italia; diventare un luogo di riflessione sulla bellezza della diversità  di culture. L&#8217; associazione Viamundi vuole vivere lo stile di Macondo: la convivialità , la comunicazione e l&#8217;incontro tra persone e popoli.</p>
<p>La sede dell&#8217; associazione si trova nella &#8220;Casa di Maria&#8221;.</p>
<p><strong> Pauro e la Bolivia</strong></p>
<p>Sempre in questo periodo ho coltivato le relazioni con amici boliviani, Juan Pablo, Angel, Carlos Guzman, professori di università  che qualcuno già  conosce, esperti della problematica di educazione ambientale e sociale a Santa Cruz de la Sierra . Ho favorito la creazione di un&#8217; associazione che si chiama &#8220;Pauro&#8221; (sorgente di acqua buona) che collaborerà  con altre associazioni che lavorano con i bambini lavoratori di strada. Ha lo scopo di promuovere la formazione sociale di persone impegnate nelle comunità  periferiche e indigene per favorire uno sviluppo sostenibile e la crescita della responsabilità  civile.</p>
<p>Molti si chiederanno perchè proprio la Bolivia. Ciò dipende dal fatto che la Bolivia é un paese diverso dagli altri dell&#8217;America Latina in quanto la presenza indigena é ancora molto forte, le persone e la situazione attuale invita a pensare il mondo in modo differente.<br />
<strong><br />
Sogni latinoamericani</strong></p>
<p>Sono in America Latina già  da 4 anni. Qui ho cercato di costruire relazioni ed é proprio da queste relazioni che sono nati i miei sogni-progetto.<br />
I sogni come i progetti nascono dall&#8217;incontro, dalla fecondazione di idee. La Casa di Maria, Viamundi, Pauro, sono incontri diventati strade comuniÃ‚Â Ã‚Â  o, come dicono i miei amici boliviani,Ã‚Â  spazi per far crescere la qualità  della vita, un nostro modo originale di essere uomini.<br />
Mi piacerebbe che la &#8220;Casa di Maria&#8221; fosse uno spazio dove nascono relazioni vive e chi passa per Rio incontri degli amici.</p>
<p>Mi piacerebbe che nella &#8220;Casa di Maria&#8221; si sviluppasse un centro interculturale e un centro di documentazione sulle tematiche sociali.</p>
<p>Mi piacerebbe che la &#8220;Casa di Maria&#8221; potesse essere uno degli snodi di una rete latinoamericana di formazione per giovani.</p>
<p>Mi piacerebbe che fosse una casa come la intendeva Ghandi, dove si apprende ad amare la cultura dell&#8217;altro e si apprende lo stile della convivialità .</p>
<p>Cari amici questi sogni che cominciano a realizzarsi vorrei che fossero anche vostri. Vorrei coinvolgervi e permettere a tutti a vario titolo di dare il proprio apporto.</p>
<p>La sfida é creare relazioni di crescita in umanità  per tutti. Relazioni autentiche per superare le idee e le energie impiegate per dividere gli uomini, coltivare la bellezza dell&#8217;uomoÃ‚Â  allontanando le istanze di morte presenti in ogni angolo del pianeta e dentro di noi.</p>
<p>Un abbraccio.</p>
<p>Mauro Furlan<br />
L&#8217;indirizzo é:</p>
<p>Casa di Maria.<br />
Rua Henrique Morize 47<br />
Grajaù, Rio de Janeiro.<br />
Brasil,Ã‚Â Ã‚Â  Cep 20561 &#8220;“ 260</p>
<p>Telef. 0055 21 2288 6693</p>
<p>Il mio Cellulare brasiliano éÃ‚Â  0055 21 81293090<br />
Emails:<br />
animadelmondo@gmail.com ,<br />
animadelmondo@click21.com.br<br />
Skype: animadelmondo</p>
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		<title>What the Word &#8220;AMERICA&#8221; means to me&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 17:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno lungo il nostro cammino di viaggiatori della routine o del mondo ci capita di incontrare svariate persone,                 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno lungo il nostro cammino di viaggiatori della routine o del mondo ci capita di incontrare svariate persone,                                                                                                                                                                  spesso anime diverse con modi di fare e culture lontani anni luce tra di loro..</p>
<p>Anche a me capita spesso ed e&#8217; a tutte queste persone che ogni giorno dedico il mio primo pensiero, pensando appunto alla moltitudine di culture diverse e peculiari che ho incontrato nel corso della mia vita di viaggiatore di tutti i giorni e del mondo: mi vengono in mente  i Ragazzacci americani ovvero quelli che possono essere rossi, bianchi, gialli, possono pregare Dio oppure dichiararsi Atei, possono essere volgari o fini, ricchi o poveri,ma si tratta sempre di Americani ovvero occidentali come me; Ho incontrato anche persone non occidentali: Mussulmani, Laici, Miscredenti, Taoisti,Induisti, Ebrei etc etc, tutti alla fine erano sempre poco disposti nel dividersi in un patetico dualismo NOI e LORO.</p>
<p>Basta aprire un qualunque quotidiano,un qualunque libro, una qualsiasi pubblicazione per capire che ad un solo paese si da&#8217; oggi la colpa di quasi tutti i mali del mondo, l&#8217;anti americanismo e&#8217; quasi una moda sembra quasi voler dire:&#8221; non sei anti americano&#8221;¦non puoi stare con noi!&#8221; come uno stupido gioco adolescenziale eppure,nel ventunesimo secolo, anche per molti, troppi occidentali l&#8217;America e&#8217; considerato un grande nemico e appunto responsabile di tutti i mali del mondo.</p>
<p>L&#8217;ipocrisia umana ha volte non ha davvero limiti e spesso per correre dietro alle mode o perche&#8217; semplicemente non si ha voglia di guardare oltre, al di la&#8217; del rimorso e della titubanza; non condanno personalmente nessuna ideologia fino in fondo, ma penso che associare alla parola America ed identificare 250 milioni di persone con il potere economico e politico della nazione sia il frutto piu marcio di ogni ideologia, e&#8217;forse un caso che tutte le cose che hanno meno a che fare con l&#8217;imperialismo di cui i giornali si riempiono le pagine siano nate da un secolo a questa parte proprio in America?</p>
<p>Allora, cari lettori, voglio dirvi cosa la parola America significa per me che ho sempre considerato e sempre considererò George W. Bush un cretino!</p>
<p>L&#8217;America e&#8217; Tim Robins, Philip Caseay, Guerre Stellari e Blade Runner: il mondo del cinema chi di voi non ha mai visto o sentito nominare uno di questi film? Come appassionato e come lavorante del settore non posso riconoscere che il made in America e&#8217; uno dei piu grandi esempi di produzione cinematografica vivente.</p>
<p>L&#8217;America sono i fratelli Wright, se oggi qualcuno di noi ha fatto e sta facendo il giro del mondo in 1 anno, e&#8217; anche grazie a loro che nella Carolina del North poco piu di 100 anni fa&#8217; fecero volare il loro flyer dando vita alla creazione del volo a motore, tutte le volte che saliamo su un aereo dobbiamo ricordarci di questo.</p>
<p>L&#8217;America e&#8217; toro Seduto,cavallo Pazzo, il moviemento hippies, il popolo di Seattle le battaglie per i diritti cilvili, raziali e religiosi, si perche&#8217; un certo Martin Luther King era fiero di essere americano, era orgolioso della bandiera a stelle e strisce e si e&#8217; battuto fino in fondo riuscendo ad ottenere la parita&#8217; dei diritti</p>
<p>L&#8217;America e&#8217; nei libri che leggo, nelle storie che scrivo, nella musica che ascolto, nei racconti di viaggio,<br />
L&#8217;America e&#8217; il viaggio, essi perche&#8217; gli Stati Uniti sono un mondo in una nazione, la gloriosa Route 66, il Grand Canyon, la Monument Valley, le decine di parchi nazionali, il fascino di New York City, il caos di Los Angeles, il sole della Florida; difficilmente penso si possa trovare un posto da viaggiare in sella ad una Harley Davidson in lungo e largo.</p>
<p>L&#8217;America e&#8217; lo sport che unisce, siete mai stati ad una partita di NFL o NBA o al mitico Superbowl? Sempre un&#8217;atmosfera di festa e relax abbinata ad un agonismo che diventa sempre educazione ed un modo per unire i popoli.<br />
L&#8217;America e&#8217; la sperimentazione scientifica e tecnologia ed il ruolo prioritario delle Donne, e&#8217; la liberta&#8217; di scelta in un mondo in cui questa viene continuamente negata.</p>
<p>Vorrei invitare ognuno di noi a riflettere, non voglio istigare nessuno a schierarsi da qualche parte, ma i nemici del fanatismo, del terrorismo e dell&#8217;integralismo non sono tanto Bush o le multinazionali, ma il sesso, la musica, le donne, la liberta&#8217; di parola ed espressione e questo e&#8217; parte del nostro modo di vivere e non degli americani.</p>
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