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Benin, Ouidah: la Maison de la Joie

Scritto da Tripluca il 3/02/2008

la Maison de la JoieA volte i sogni si realizzano”¦.

Tutto nasce dai viaggi di volontariato svolti da un ragazzo in Benin, negli anni scorsi.

Poi in uno di questi viaggi, accanto a progetti di costruzioni nella savana, aiuto in missioni cattoliche, montaggio di pannelli in dispensari sparsi nella brousse, ha incontrato l’amore.

Questo rapporto é poi sfociato in matrimonio con nascita di prole, Azara.

Nel frattempo l’amica della vita di sua moglie, si sposava con il suo compagno, dando un’ ufficialità  e paternità  ai loro cinque figli.

I viaggi di volontariato, si sono trasformati in viaggi ““vacanze per il ragazzo diventato ormai uomo brizzolato ma ancora appassionato viaggiatore solitario (tenda e sacco a pelo) ; così ha cominciato a girare il Benin assieme ai suoi nuovi amici e parenti.

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Benin, Ouidah: la porta del non ritorno

Scritto da Tripluca il 3/02/2008

Finalmente a casa, dopo un’odissea di viaggio lungo un giorno, finalmente dal freddo glaciale del nostro inverno grigio europeo, nella notte profonda siamo giunti alfine al caldo umido e afoso di Ouidah: la città  che più mi ha rubato il cuore di tutto il continente africano. Magia di Chatwin e del suo “vicer锝?, non so, ma fin dalla prima volta che ho visitato questa città , ho desiderato viverci e costruirci la mia casa dove un giorno fare riposare le mie membra. Qui nella spiritualità  di questi riti voodoo, dove anche il cristianesimo é costretto ad essere nella sua migliore versione per poter evangelizzare i pagani che pagani non sono, ma che in realtà  sono immersi nella religiosità  fin dalla tenera età . Saranno i riti misteriosi, l’accoglienza della gente, la tranquillità  della vita che scorre lenta, la spiaggia con le sue palme e noci di cocco, saranno i suoi templi voodoo sparsi un po’ dovunque, sarà  la magia del tam tam e di riti ancestrali”¦.non lo chiamo mal d’Africa, in quanto ho ormai forse più parenti qui che in Italia, quindi ragionando razionalmente, l’unica cosa in cui posso credere é forse in una mia vita precedentemente vissuta qui, (forse come schiavista e come negriero?, chissà ), altrimenti come spiegare il fatto che solo qui trovo il mio nido, il mio heimat ,my home ?

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