7 giorni sulle Dolomiti

Senza andare al di fuori dai confini nazionali si possono ammirare alcuni tra gli scenari alpini più belli del mondo nell’arco delle Dolomiti. Da poco inserite nella lista dei “World Heritage” dell’Unesco, le Dolomiti non solo offrono degli scenari da mozzare il fiato, ma anche un’offerta di attività outdoor che si allunga ogni anno di più, sia in estate che in inverno. Malgrado il turismo di massa scalfisce soltanto questi scenari fiabeschi si nota sempre di più l’invasione di visitatori sia italiani che stranieri, che vogliono approfittare del turismo di qualità che si può fare tra le province di Trento e Bolzano. E’ sicuramente un turismo particolare: non sempre economico, specie si vuol approfittare appieno della visita, e fatto di “fatica” ma che in ritorno, può dare tanto in termini di qualità; per questo apprezzato specialmente da famiglie (l’offerta per i bambini è davvero tanta) e persone in cerca di relax. Dopo anni di esplorazioni e un’ultima recente visita vi propongo questo itinerario di una settimana nel cuore delle Dolomiti per un soggiorno estivo alla scoperta di questa fantastica regione.

Dolomiti Relax

Dolomiti Relax – Un tributo a Giorgo Fochesato

Introduzione: come arrivare, dove stare.
Per scegliere il posto dove stare c’è da considerare una cosa: ci si trova in montagna e i trasporti, per quanto buoni, non sono sempre facili. Quindi meglio concentrarsi nella zona che più si intende visitare e dedicare il grosso del tempo alle attività. In questo caso staremo nella centrale Val di Fassa, forse la più famosa tra le valli a ridosso delle  montagne, che offre un ottimo punto di partenza per le visite. Il posto migliore che ho visitato al centro della valle è Pozza di Fassa, un villaggio di 2000 anime che offre ottime opportunità per muoversi e fare attività ma senza il caos delle due “metropoli” Moena e Canazei, più rinomate e care. Buttatevi quindi sul campeggio “Catinaccio Rosengarten”, sui fiume poco fuori (poche centinaia di m) dal centro, che per pochi EUR a notte vi da un posto tenda fully-equipped o per poco di più un piccolo bungalow. E’ davvero un’ottima soluzione con wifi nel salone e anche servizi wellness.

Come arrivare: in montagna per fortuna non ci sono aereoporti, e pochi treni. Tenete conto che una volta vi potrete muovere con i mezzi pubblici ( navette ) cercando di contenere l’inquinamento. A seconda dei periodi c’è molto traffico nella valle e si rischia di fare un pò di coda nei rientri anche se effettivamente l’auto da una certa mobilità.
In auto: per giungere a Pozza prendete l’Autostrada del Brennero, uscite a Ora, poi seguite le indicazioni per Moena. Dall’uscita dell’autostrada sono circa 45 min di macchina.
In treno bisogna prendere la linea Verona – Bolzano e scendere a Ora. Fuori dalla stazione c’è la fermata del bus che vi porta a Cavalese, dove cambiare, e poi in Val di Fassa. Normalmente c’è una corsa per salire ogni ora da Ora (sigh!). Il costo del biglietto è di 2.60 EUR, per gli orari qua.
Bus: c’è un’autolinea che fa servizio da Milano – Brescia – Bergamo diretto in Val di Fassa (7-8 ore in tutto) con partenza da Lampugnano più giorni alla settimana. Costo circa una 30ina di EUR, per info qua.

Una colazione da brivido

Una colazione da brivido

Programma
Lunedì: arrivate in giornata, vi installate, visitare l’ufficio turistico fornitissimo di orari e materiale, fate un giro sul fiume, e fate una primissima camminata alla Malga Aloch, 20-25 min dal centro di Pozza; provate la gamba, vi ambientate, e provate il fantastico yogurt artigianale della malga. Valutate se fare il Panorama Pass, il biglietto cumulativo per i servizi di risalita della valle se volete visitare parecchio. E’ presente in 3 tagli, per una settimana potreste prendere quello da 3 giorni su 6 a 38 Eur.
Martedì: si allunga il raggio, prendete la navetta (in centro, davanti all’ufficio turistico) che vi porta all’inizio del percorso per raggiungere il rifugio Monzoni: sono circa 45-50 min che “tirano” parecchio. Fate una pausa (magari con un altro yogurt, sempre buonissimo), poi se ve la sentite continuate fino al rifugio Taramelli a circa un’ora, difficoltà medio-facile.
Mercoledì: si inizia a fare sul serio. Prendete la seggiovia del Catinaccio a Pera di Fassa (ci arrivate a piedi dal campeggio in 15 min) per tutti e tre i tronconi. Arrivati in cima prendete la strada per il rifugio Gardeccia, che è facile e ombreggiata; dopo una breve pausa si inizia la salita per il rifugio Vajolet, 50 mins di lenta ascesa con una discreta parete finale. Al Vajolet riposatevi e godetevi il panorama delle torri; se ve la sentite, continuate per una cosa leggera verso il rifugio Principe (45 mins, facile) altri mentre per i più esperti, in circa un’ora si può fare l’ascesa al rifugio Re Umberto, e di là al Santner, che da una fantastica visione sul Sud Tirolo. C’è un pezzo di ferrata all’inizio ma ne vale la pena. Se vi fermate al Vajolet considerate l’opzione di rientrare a piedi a Pera dal rifugio Gardeccia, evitando di prendere la seggiovia.
Giovedì: bisogna recuperare dopo la giornata di ieri. Quindi qualcosa di leggero per sciogliere le gambe. Salite da Meina verso la Malga Crocifisso, poi continuate in piano fino alle cascate San Nicollò e godetevi la giornata di relax.
Venerdì: giornata dedicata alla visita della Marmolada, la regina delle Dolomiti. Prendete la strada che porta al Pordoi, poi continuate verso il lago Fedaia per arrivare a Malga Ciapela, ai piedi del massiccio. Da li prendete la funivia che sale, in tre tronchi, fino ai 3265m della vetta Punta Rocca. Copritevi, perchè in cima fa freddo e troverete molto probabilmente neve! Con bel tempo godrete di un panorama fantastico. Poi scendete all’arrivo del secondo tronco, a Punta Serauta, e visitate il Museo della Prima Guerra Mondiale, con le posizioni scavate nella roccia di italiani e austriaci si confrontarono in una guerra di trincea al gelo. Davvero incredibile. Dopo aver preso abbastanza freddo tornate giù e fate picnic sul lago Fedaia, poi rientrate in Fassa per la cena.
Sabato: altra giornata campale. Prendete il bus per salire al Passo Pordoi, o se siete proprio temerari saliteci in bicicletta (ma prendetevi una giornata apposita) e prendete la funivia che vi porta al Sass Pordoi, 2950m. Godetevi il panorama sulla valle, sul gruppo del Sella o di fronte sulla Marmolada, poi gambe in spalla verso il rifugio Forcella prima (45 min) per continuare verso il Piz Boè poi (1h30) a 3150m. Un bel riposo, poi scendere da dietro verso il rifugio Boè e rivenire al Sass Pordoi e scendere. Se avete tempo visitare il monumento a Fausto Coppi e poco più in là quello ai caduti tedeschi/austriaci delle due guerre.
Domenica: siete cotti, quindi fate qualcosa di leggero. O salite da Pozza all’alpeggio del Buffaure, oppure prendete i bus che vi portano al lago di Carezza (è la tratta verso Bolzano) in circa 30-40 min da Pozza e passate la giornata al lago. Un altro itinerario di una giornata in bus è quello che vi porta a San Martino di Castrozza, per fare un picnic di fronte alle famose “pale”, magari con una sosta in centro a Moena, per godere ancora un attimo dell’ospitalità e culture dei ladini. Al rientro abbufatevi di Speck e formaggi locali da portare via, la macelleria Carpano in centro a Pozza è un’ottimo posto per rifornirisi.

Naturalmente questo non è che un’itinerario indicativo che ognuno può adattare secondo le proprie esigenze e possibilità. Per chi vuole fare sport le offerte non mancano, sia bicicletta, che discesa, che arrampicata sportiva o parapendio. Interessante inoltre scoprire la cultura locale al Museo Ladino a Vigo di Fassa e le storie tradizionali, in primis quella di Re Laurino.

Spero vi siate goduti questa settimana senza connessione! E spero vi piacciano anche le mie foto qua!