Da Kanom ad Hat Yai

Songkhla Zoo

Songkhla Zoo

Ci svegliamo all’alba per ammirare il sorgere del sole. Semplicemente spettacolare. A farci compagnia ci sono dei pescatori e qualche vecchietto che cammina curvo sulla spiaggia. Dopo avere fatto un bel po’ di foto, prepariamo le nostre cose e ci mettiamo in viaggio.

La zona denominata genericamente come Kanom e’ piuttosto vasta e decisamente bella. Si sta anche sviluppando turisticamente, purtroppo nella direzione di resort di lusso. Si riescono comunqua ancora a trovare alloggi di medio/basso costo, soprattutto se ci si accontenta di una sistemazione a qualche chilometro dal mare, cosa che se si ha la moto non e’ un problema. Due localita’ particolarmente belle comprese in questa zona chiamata Kanom sono Nai Plao Beach e Thong Yi Bay. Visitiamo anche le cascate di Hin Lat. Brutta idea. Un lungo sterrato per ammirare un filo d’acqua. Ammetto che visitare cascate al termine della stagione secca non e’ proprio un’idea brillante…..
La Lonely Planet consiglia di ammirare la vista dalla cima del monte Dad Fa. Dopo una lunga salita, durante la quale sento la mia moto piangere, arriviamo ad un ripetitore, ma niente vista.
Arriviamo a Khao Phlai Dam Beach, veramente bella. Una spettacolare strada panoramica conduce a questo angolo di paradiso.
Proseguiamo per Thung Sai Beach, Suan Son Beach, Thung Sa La  per arrivare a Nakhon Si Thammarat. Gradualmente le spiaggie si fanno sempre piu’ monotone. Mare pulito e spiaggie deserte, ma dopo aver visto cosi’ tanti paradisi tropicali sono diventato molto esigente…….
A Nakhon Si Thammarat troviamo alloggio nel centro della citta’ presso il Muang Thong Hotel, vicino al mercato e alla stazione ferroviaria. 350 baht per aria condizionata, acqua calda, internet wi-fi e televisione satellitare.
Nella citta’ si respira un’atmosfera diversa dai posti visti fino ad ora. Si vedono piu’ moschee e donne velate. Anche il cibo e’ piu’ vario che in precedenza. La citta’ e’ particolarmente calda, senza un filo di vento.
Il giorno sucessivo visitiamo il tempio piu’ importante della citta’ chiamato “Wat Phra Mahatat Woramahavihan”. Carino ma non imperdibile.
Riprendiamo la moto e continuiamo verso sud. Per la maggior parte della giornata attraversiamo una lunga striscia di terra, larga circa 10 chilometri, che separa il mare da un grande lago chiamato Talae Luang. I paesaggi non sono particolarmente affascinanti. Passiamo anche per una penisola su questo lago, chiamata Ko Yai, che ho apprezzato per lo spaccato di vita rurale, piu’ che per la bellezza delle coste.
Arriviamo in serata a Songkhla, dove per la prima volta alloggiamo presso una  guesthouse consigliata dalla Lonely Planet. Purtroppo pero’ il giorno dopo ci svegliamo alle 4 del mattino ricoperti da minuscole formiche.
Nello spirito positivo che contraddistingue questo viaggio, prendiamo questa brutta esperienza come un modo per godere dell’incantevole sorgere del sole che si puo’ ammirare sulla spiaggia di questa piacevola cittadina.
Difficilmente mi sentirete definire bella una citta’ Thailandese. A mio giudizio le citta’ Thailandesi sono brutte. Sara’ perche vengo da un Paese dove gran parte delle citta’ sono dei gioiellini architettonici. Ad ogni modo le citta’ Thailandesi in genere sono costruite senza il minimo gusto estetico, mal tenute, sporche, con pesantissimi problemi di traffico anche per cittadine di modeste dimensioni, con poco verde. Non esiste un piano urbanistico. Ognuno costruisce quello che vuole un po’ dove gli pare. Bangkok puo’ avere il fascino perverso della metropoli orientale. Le altre citta’ sono semplicemente brutte.
Songkhla si differenzia (insieme a Prachuap Kirikhun) nella sua parte costiera grazie al tanto verde, agli ampi viali con poco traffico, alla poca sporcizia rispetto alla media thailandese, alla bella collina sulla cima della quale si trova un tempio dal quale si puo’ godere di una bella vista sula citta’ e sui “due mari” (il mare ed il lago). Non aspettatevi nemmeno lontanamente la bellezza di Amalfi, ma per una citta’ thailandese non e’ male…..
Songkhla Zoo

Songkhla Zoo

Songkhla puo’ anche vantare un bello zoo. Io non sono un amante degli zoo, ma questo, situato in cima ad una collina con bella vista panoramica, mi ha piacevolmente impressionato. Gli animali sembrano tenuti bene, in ampi recinti, circondati da tantissimo verde. Il biglietto e’ molto economico. L’unica cosa e’ che per visitarlo bisogna essere muniti di mezzo proprio, o essere buoni camminatori. Inutile dire che la moto si rivela ancora una volta il mezzo perfetto.
In citta’ si nota una forte presenza mussulmana, ma per fortuna gli attentati che affliggono le provincie appena piu’ a sud, qui sono molto sporadici.
Troviamo alloggio ad Hat Yai, ad una trentina di chilometri da Songkhla. La citta’ vive attorno alla sua stazione ferroviaria, importante nodo strategico tra il sud e il nord del Paese e tra la Thailandia e la Malesia. Il centro, non a caso accanto alla stazione, e’ zeppo di centri commerciali ed hotel. La citta’ e’ decisamente brutta. Il traffico della mattina allucinante, tanto da ricordarmi Surat Thani. Si vedono pochi occidentali. I turisti sono in prevalenza asiatici (deduco malesi). Ci fermiamo qualche giorno per riposare le nostre stanche membra (e soprattutto fondoschiena) e per informarci su come raggiungere Penang.
Un giorno decidiamo di andare a Danok, punto di frontiera con la Malesia ad una cinquantina di chilometri da Hat Yai. L’idea e’ di andare in Malesia in moto. Purtroppo bisogna avere una assicurazione malese per la  moto (che avremmo potuto fare) ed una patente internazionale che non ho.

Tempio a Nakhon Si Thammarat

Tempio a Nakhon Si Thammarat

Decidiamo cosi’ di recarci a Penang in minivan, leggermente piu’ economico del treno e con orari piu’ flessibili.
Controllo il contachilometri della moto. Mi sa che ho scazzato alla grande quando ho fatto le previsioni del chilometraggio. Abbiamo gia’ fatto quasi 2000 chilometri, per via del nostro procedere zigzagando lungo le stradine secondarie.
Uso i giorni di riposo per caricare alcune delle foto che ho fatto in viaggio su un sito di fotografia microstock. Il sito si chiama Dreamstime e mi piace perche’ ti dicono i motivi per cui le foto non all’altezza vengono rifiutate e questo aiuta moltissimo per migliorare la qualita’ delle tue immagini. Potete vedere alcune foto scattate durante questo viaggio qui .
Naturalmente le potete anche comprare.
Ho acquistato la mia prima reflex una settimana prima di partire. Ho studiato tanto e i rifiuti ricevuti mi hanno aiutato tantissimo a capire alcuni dei miei errori. Ovviamente ho tanto da migliorare, ma ci sto lavorando. La cosa buona e’ che ho a disposizione luoghi magnifici da immortalare.